Setup Contemporary Art Fair. A Bologna la quinta edizione

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Raul Symbols Autostazione di Bologna, 2016 (foto Rosy Dennetta)
Raul Symbols Autostazione di Bologna, 2016 (foto Rosy Dennetta)

Si terrà dal 27 al 29 gennaio 2017 la nuova edizione, la numero 5, della manifestazione SetUp Contemporary Art Fair. Moltissime le gallerie che hanno già aderito all’iniziativa che abiterà gli ambienti originali dell’Autostazione di Bologna. Tema del 2017 della fiera d’arte contemporanea è l’”equilibrio”, scelta che parte dal pensiero del filosofo Søren Kierkegaard, secondo cui «Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi»: una massima che coglie a pieno l’essenza originale del progetto SetUp, nato dall’audace ambizione di cambiare il sistema per mettere continuamente in moto un processo che ripensi i meccanismi dell’arte.

La quinta edizione di SetUp Contemporary Art Fair si veste di novità con la sezione S.O.S SetUp Open Space, uno spazio per 4/6 progetti sperimentali, per chi osa, per chi ha il corraggio di essere irriverente, per chi non asseconda il gusto e non ha paura di proporlo, per chi non teme di mostrarsi per quello che è.

Autostazione Bologna (foto SetUp)
Autostazione Bologna (foto SetUp)

Inoltre, SetUp 2017 lancia per la prima volta Handover, una piccola sezione sperimentale dedicata allessenza dell’art-design, ovvero alla questione dell’equilibrio in rapporto al confine tra arte e design. L’intento è di mettere a sistema le relazioni e le connessioni e di dare il via a una staffetta tra queste due sfere di produzione, pensando che sia possibile, oltre che necessario, circoscriverne un’identità. Dare spazio all’orientamento del progettista verso il senso pittorico/scultoreo dell’oggetto: in questo modo, l’oggetto di art-design, come l’opera d’arte, diventa testimone della cultura materiale secondo un approccio di produzione effettivamente culturale ed esprime, per questa sua natura, il modo di essere stesso degli oggetti in una forma che travalica la funzionalità e che va oltre la sua destinazione d’uso.

Di respiro internazionale e in linea con il tema di questa edizione nasce il progetto P(i)igs can fly a cura di Eleonora Battiston, in cui si sono volute riunire cinque realtà provenienti da Portogallo (Modulo–Centro Difusor de Arte), Grecia (Alma Gallery), Spagna (le gallerie Blanca Soto di Madrid e Artizar di Tenerife, isola geograficamente ancora più ai margini) e Irlanda con l’Imoca (Independent Museum of Contemporary Art), in cui l’ltalia funge da paese ospite.

Corn79 Etnik per Il Cerchio e Le Gocce Destinazioni, Autostazione di Bologna 2016 (foto Rosy Dennetta)
Corn79 Etnik per Il Cerchio e Le Gocce Destinazioni, Autostazione di Bologna 2016 (foto Rosy Dennetta)

Sempre nella sezione speciali delle gallerie, e a conferma del continuo scambio fra SetUp e il panorama internazionale, torna il prestigioso progetto Drawing the World di Mónica Álvarez Careaga, curatrice e direttrice di Drawing Room Madrid, che risponde per la seconda volta all’invito di SetUp, presentando quattro gallerie con quattro artisti provenienti da contesti culturali diversi: l’indiano Natarajaa (Kerala, 1975), la polacca Dorota Buczkowska (Varsavia, 1971), il marocchino Mohamed Larbi Rahhali (Tetouan, 1956) e la spagnola Teresa Moro (Madrid, 1970).

Anche quest’anno sarà presente la sezione SetUp+, il contenitore degli eventi off che si svolgono in città durante SetUp; l’intento è di coinvolgere la città di Bologna e tutte le realtà interessate a far vivere la propria galleria, associazione, spazio espositivo o locale con mostre e progetti durante l’art week.

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