Riqualificazione antisismica di case e sedi lavorative. Contributi a fondo perduto

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terremoto_webI recenti terremoti del Centro Italia hanno confermato la fragilità del patrimonio edilizio privato e pubblico. Si tratta di eventi catastrofici che, nell’arco di pochi minuti, possono distruggere quanto costruito con il lavoro di generazioni, lasciando dietro di sé non solo lutti e danni materiali, ma anche profonde ferite al tessuto sociale e produttivo di intere zone geografiche.

Giulio De Angelis, presidente Ascomed Avellino e delegato Federcomated per il Sud
Giulio De Angelis, presidente Ascomed Avellino e delegato Federcomated per il Sud

Ne parliamo con Giulio De Angelis, presidente Ascomed di Avellino e Vicepresidente Federcomated con delega per il Sud Italia.

Cosa può fare il distributore di materiali edili per dare un contributo fattivo alla prevenzione del rischio sismico?
A seguito del terremoto de L’Aquila, con la Legge 77/09 è stato istituito il Fondo per la Prevenzione del Rischio Sismico degli edifici privati, che prevede fra l’altro stanziamenti complessivi pari a 965 milioni di euro distribuiti nel periodo fra il 2010 e il 2016.
Gli stanziamenti sono erogati secondo specifiche ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri. Alle regioni spetta l’attribuzione delle risorse disponibili ai comuni destinatari degli incentivi che, attraverso avvisi pubblici, permettono ai cittadini l’accesso ai contributi a fondo perduto.
Per presentare la domanda gli edifici interessati devono disporre di tutti i seguenti requisiti:
– oltre 2/3 dei millesimi di proprietà delle unità immobiliari sono destinati a residenza stabile e continuativa di nuclei familiari, oppure all’esercizio continuativo di arte o professione o attività produttiva;
– non essere oggetto di interventi strutturali già eseguiti o in corso, né usufruire di contributi pubblici per le medesime finalità;
– non ricadere nel regime degli “aiuti di stato” (per le attività produttive);
Sono esclusi dal contributo gli edifici:
– abusivi in zone alluvionali e/o in zona sismica senza intervenuta sanatoria (DPR 380/01, art. 51).
– ricadenti in aree già classificate R4 nei vigenti piani per l’assetto idrogeologico (PAI);
– ridotti allo stato di rudere o abbandonati;
– progettati o adeguati secondo le NTC emanate nel 1984 o successive, a meno che il Comune non abbia subito una riclassificazione sismica in senso sfavorevole;
– le sole pertinenze.

I contributi sono commisurati a seconda delle tipologie di intervento (rafforzamento locale, miglioramento sismico, demolizione e ricostruzione), previste esclusivamente sulle parti strutturali e per le spese tecniche (fino al 10%). Di conseguenza i quadri economici devono essere suddivisi fra opere finanziabili e non finanziabili.

Dove si trova

Per la Regione Campania il riferimento normativo è il Decreto Dirigenziale n. 1281 del 27/10/2016 che, all’allegato A, elenca i comuni campani nei quali sono disponibili i contributi. Capoluogo dell’Irpinia, Avellino è fra i comuni selezionati con 3.587.860,66 euro di contributi assegnati.
In questo caso le domande di contributo al Fondo per la Prevenzione del Rischio Sismico devono pervenire presso l’ufficio protocollo comunale entro le ore 13.00 del 30/1/2017 (altri comuni hanno previsto termini diversi). L’intero bando, comprensivo della relativa documentazione, può essere scaricato nella sezione Bandi attivi del Comune di Avellino.

 

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