Consiglio nazionale architetti – Cresme | Osservatorio sulla professione

Architetti: contrazione del fatturato e difficoltà d’inserimento professionale

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I redditi medi degli architetti sono attorno a 17mila euro annui. La contrazione del fatturato tra il 2008 e lo scorso anno è stata del 41%, solamente il 16% ha redditi sopra i 30mila euro. Occupazione: sono forti per i neolaureati le difficoltà di inserimento.

I dati emersi dalla quinta edizione dell’Osservatorio sulla professione promosso dal Consiglio nazionale degli architetti in collaborazione con il Cresme confermano il perdurare della crisi per i 154mila architetti italiani.
Architetti che hanno avuto a disposizione appena 104mila euro a testa di mercato potenziale (il secondo valore più basso tra i paesi europei), e continuano ad assistere al crollo del mercato della progettazione, mercato che nel 2015 è arrivato a 16 miliardi di euro, il 45% in meno rispetto al 2006.

ArchitettiCommittente pubblico e privato
A questo dato negativo si aggiunge quello della solvibilità della clientela: lo scorso anno la percentuale di architetti che ha indicato di vantare crediti residui nei confronti della clientela privata ha raggiunto quota 67%: rispetto alla situazione del 2014 c’è il 6% in più. Per quanto concerno il settore pubblico sono un terzo gli architetti in attesa di pagamenti da parte di questo settore, anche se sono calati i giorni necessari per ottenere un pagamento da parte delle pa: nel 2015 si sono ridotti da 200 a 141. Risultano essere 115 i giorni medi di attesa per i pagamenti delle imprese e 84 quelli relativi ai pagamenti delle famiglie.

Studi e occupazione. Per quanto concerne la struttura dei 70mila studi di architettura presenti nel Paese, questi impiegano mediamente 4 addetti, 2 soci, 1 dipendente non architetto, 0,2 dipendenti architetti, 1,4 collaboratori con partita Iva. Per quanto concerne i neolaureati i dati dell’Osservatorio parlano di difficoltà di inserimento professionale. Due anni fa, ad un anno dal conseguimento del titolo di laurea di secondo livello in architettura (magistrale o magistrale a ciclo unico)  il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 31%: sei anni fa era al 17%.

Maggiore specializzazione. I dati evidenziano che, dopo 5 anni, il 60% degli architetti ha aperto la partita Iva ma 6 architetti s 10 risultano collaborare in forma esclusiva con un unico studio professionale. Per quanto concerne la specializzazione è emerso che gli architetti si sono spinti verso una maggiore «qualità professionale» sia per quanto concerne le attività professionali (perizie estimative, redazione capitolati, collaudi e sicurezza nei luoghi di lavoro, pratiche catastali) sia in quelle maggiormente innovative (certificazione di classe energetica, project financing, studi e progettazioni di fattibilità).

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