Ma.Vi. Ceramica. La collezione ispirata al Palazzo dello Spagnolo

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Ombre di Ma.Vi. Ceramica reinterpreta il Palazzo dello Spagnolo di Napoli attraverso motivi grafici ispirati alle sue volte barocche.

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(foto di Ma.Vi. Ceramica)

Nasce Ombre, la collezione firmata Ma.Vi. Ceramica realizzata in collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il progetto porta la firma delle studentesse Marialucia Massa, Francesca Pugliese e Marianna Sampietro, che all’interno del Laboratorio di Design del Prodotto del Corso di Laurea in Design per la Comunità (coordinato dal Prof. Alfonso Morone e dall’Arch. Daniele Della Porta) hanno trasformato uno dei simboli più affascinanti del barocco napoletano in un sistema ceramico dal forte impatto visivo.

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(foto di Ma.Vi. Ceramica)

Ombre: un dialogo tra architettura barocca e design contemporaneo

La collezione rende infatti omaggio al Palazzo dello Spagnolo, costruito nel 1738 e noto per la sua celebre scala “a falconiera”, una doppia rampa scenografica progettata da Ferdinando Sanfelice. La monumentalità della struttura, la teatralità delle sue geometrie e il raffinato gioco di pieni e vuoti che caratterizza le volte della facciata sono diventati il punto di partenza per un lavoro di reinterpretazione grafica di grande sensibilità.

In Ombre, le volte del palazzo prendono nuova forma attraverso motivi decorativi capaci di generare un continuo alternarsi di luci e ombre, da cui il nome stesso della collezione. Le piastrelle, smaltate su cotto semi-industriale da 12 mm e realizzate nel formato 20 × 20 cm, si prestano a infinite possibilità compositive. Ogni pezzo può vivere da solo o essere combinato in duo, trio o quartetto, dando vita a configurazioni sempre diverse, tutte caratterizzate da una profonda coerenza estetica.

Il cuore progettuale della collezione è il processo di estrazione dei segni, una metodologia che prevede l’individuazione e la trasformazione degli elementi architettonici in segni grafici. Si tratta di una vera operazione di traduzione visiva: dettagli strutturali del palazzo vengono isolati e reinterpretati fino a diventare pattern geometrici raffinati, pronti a vivere su una superficie ceramica. Ogni piastrella diventa così una micro-architettura, un frammento di storia napoletana ricodificato attraverso il linguaggio del design.

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