C’è un momento, arrivando a Colago, in cui il paesaggio sembra dettare il ritmo degli spazi: il verde intenso degli agrumeti, il blu del Garda, la luce che scivola sulle architetture. È in questo equilibrio tra natura e progetto che Planit ha trovato il terreno ideale per esprimere il proprio sapere nella lavorazione del DuPont Corian, trasformando ogni dettaglio in un gesto di ospitalità.

Planit per Colago: l’essenza dell’ospitalità
Il cuore di questo intervento si manifesta già all’ingresso, dove la reception accoglie gli ospiti con un banco in Corian Glacier White che sembra scolpito da un unico blocco. Le superfici continue, prive di giunzioni percepibili, restituiscono un’impressione di purezza assoluta: un oggetto silenzioso, ma impossibile da ignorare. Il logo Colago, integrato nella materia attraverso inserti termoformati, emerge come un segno luminoso che accompagna lo sguardo senza interrompere la fluidità del volume.

Negli spazi privati, Planit ha tradotto il carattere del resort in dettagli coerenti e misurati. I top bagno con lavabi integrati dei modelli Stella e Ibis rispecchiano due modi diversi di intendere il comfort: il primo, essenziale e ordinato, costruisce una sensazione di rigore contemporaneo; il secondo, con curve piene e morbide, introduce un linguaggio più avvolgente. Intorno a queste forme, piatti doccia Campo e contenitori della linea Infinity Metal completano l’atmosfera con superfici funzionali, coordinate con precisione.
In ogni ambiente, ciò che davvero distingue il progetto è il ruolo del Corian, un solid surface composto da minerali naturali e resina acrilica che Planit padroneggia con una maestria rara. La sua resistenza, l’omogeneità cromatica e soprattutto la natura non porosa rendono il materiale ideale per contesti che richiedono igiene e durabilità. Certificato secondo gli standard Iso 846, impedisce l’accumulo di batteri e muffe, conserva l’aspetto nel tempo e permette interventi di pulizia rapida e profonda senza compromettere l’estetica.
Nel lavoro per Colago, Planit non si è limitata a eseguire un progetto: ha impresso una firma discreta e costante, riconoscibile nella continuità delle superfici, nella precisione delle curvature, nella capacità di rendere la complessità assolutamente naturale.



