+Nel tessuto più silenzioso e autentico di Venezia, dove l’architettura racconta secoli di stratificazioni e la luce filtra sui tetti con discrezione, prende forma un progetto che interpreta la cucina come spazio culturale prima ancora che funzionale. All’ultimo piano di una residenza settecentesca nel sestiere di Castello, Abimis firma un intervento su misura capace di fondere rigore progettuale e sensibilità domestica, senza forzature.

Una cucina come elemento architettonico
La cucina Ego non si impone, ma si misura con lo spazio, diventandone parte integrante. Interamente realizzata in acciaio inox AISI 304, la composizione è caratterizzata da una finitura orbitata a mano che ne trasforma la percezione: il metallo perde ogni freddezza industriale e assume una qualità quasi materica, capace di dialogare con superfici antiche, travi lignee restaurate e pavimenti in cotto.

Il progetto nasce per una gallerista francese che ha scelto Venezia come luogo dell’abitare quotidiano, costruendo un interior fatto di oggetti, opere e materiali che raccontano una relazione profonda con il tempo e con la città.
Tra gesto professionale e ritualità domestica
Pensata per chi vive la cucina come esperienza quotidiana, la configurazione Ego combina efficienza professionale e semplicità d’uso. Il cuore operativo è un blocco dedicato a cottura e lavaggio, definito da un piano continuo che favorisce fluidità e ordine. A completarlo, due colonne attrezzate – una per la refrigerazione, l’altra per la dispensa – disegnano una composizione compatta e razionale.

Le ante raggiate a filo battente, tratto distintivo della linea Ego, contribuiscono a creare un’estetica pulita e coerente, in cui forma e funzione procedono all’unisono.
L’ambiente è costruito per sottrazione. Sopra il blocco cucina, mensole in acciaio con porta-bicchieri integrato introducono una dimensione grafica leggera, mentre la parete antracite che fa da sfondo amplifica la presenza dell’acciaio, valorizzandone le superfici e le geometrie.
Il contrasto tra materiali scuri e superfici metalliche non è mai aggressivo: tutto è calibrato per restituire un’atmosfera intima, raccolta e accogliente, dove l’atto del cucinare diventa un momento di relazione con lo spazio.
Questo intervento veneziano dimostra come la linea Ego riesca a adattarsi a contesti architettonici complessi, mantenendo una forte identità. Abimis interpreta la cucina non come prodotto standard, ma come progetto sartoriale, costruito attorno alle esigenze e alla sensibilità di chi lo abita.



