Resolglass. Classe energetica degli edifici: il valore dell’involucro edilizio

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Un’analisi delle proiezioni Resolglass al 2030 e 2050 sulla classe energetica in Italia evidenzia come l’efficientamento dell’involucro edilizio possa ridurre le emissioni e preservare il valore degli immobili.

Enrico Scozzari, ceo Resolglass (foto Resolglass)

L’efficienza energetica del patrimonio immobiliare rappresenta oggi la sfida principale per la sostenibilità urbana e la stabilità economica del Paese.

Secondo le recenti elaborazioni Resolglass su base Siape/Enea, la classe energetica non è più un semplice indicatore burocratico, ma una variabile strutturale che determina l’attrattività e la competitività degli asset sul mercato.

Analisi del patrimonio: il peso degli edifici energivori

L’attuale fotografia del patrimonio edilizio italiano rivela una distribuzione ancora fortemente sbilanciata verso le prestazioni minime. Sebbene il 12% degli immobili rientri in classe A, quasi tre edifici su dieci (30%) occupano ancora la classe energetica G.

Questa ampia quota di edifici energivori rappresenta il punto critico della transizione climatica: queste strutture non solo contribuiscono in modo massiccio alle emissioni di Co2 (responsabili del 36% del totale UE), ma espongono i proprietari a crescenti rischi di svalutazione patrimoniale in un contesto normativo europeo sempre più rigoroso.

Geografia dell’efficienza: il divario tra Nord e Sud

La mappatura territoriale evidenzia una profonda spaccatura energetica:

  • Eccellenze alpine: Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta si confermano le regioni più virtuose, con un’incidenza di classi elevate superiore alla media.
  • Centro in transizione: Lazio, Umbria e Abruzzo mostrano segnali di criticità, con una presenza di immobili in classe G ancora rilevante.
  • Sud e Isole: Il divario si accentua in Calabria e Campania, aree caratterizzate da un’alta concentrazione di edifici nelle classi F e G. Qui, il potenziale di riqualificazione è immenso, ma altrettanto alto è il rischio di obsolescenza economica del costruito.

Involucro edilizio come asset strategico

Per invertire questa tendenza, la soluzione tecnica risiede nell’efficientamento dell’involucro edilizio.

Come osservato da Enrico Scozzari, ceo del Gruppo Resolfin, intervenire sulla “pelle” degli edifici — attraverso facciate ad alte prestazioni, sistemi vetrati evoluti e l’abbattimento dei ponti termici — è l’unico modo per ridurre permanentemente le dispersioni.

Un raddoppio del tasso di riqualificazione consentirebbe una riduzione del 14% delle emissioni urbane, trasformando l’edificio da costo energetico a risorsa sostenibile.

Divisione per classe energetica (foto Resolglass)

Scenari evolutivi: proiezioni al 2030 e 2050

Le stime Resolglass delineano un percorso di progressivo affrancamento dagli edifici energivori:

  • Entro il 2030: La classe A è prevista in crescita fino al 16%, con una contrazione della classe G al 25%.
  • Orizzonte 2050: Lo scenario punta alla neutralità climatica, con il 40% degli immobili in classe A e una quota residuale di classe G ridotta al 5%.

Il raggiungimento di questi obiettivi presuppone una visione integrata dove la classe energetica diventa il parametro di riferimento per il risparmio delle famiglie e la resilienza del sistema immobiliare italiano.

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