Humans&Data. Energia, fino a un terzo di rincari in meno con la transizione green

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Il peso delle bollette torna al centro della scena. E questa volta, a spingerlo verso l’alto, non è solo una dinamica di mercato, ma un intreccio di fattori geopolitici e ritardi strutturali che espongono l’Italia più di altri Paesi europei. La nuova fiammata dei prezzi energetici, legata alle tensioni in Medio Oriente, riaccende una fragilità già nota: la dipendenza dal gas e un patrimonio edilizio ancora poco efficiente.

Secondo l’Osservatorio “Riqualificazione Energetica – Caro Bollette” di Humans&Data, il conto per le famiglie è ormai evidente. Una famiglia tipo supera oggi i 2.000 euro annui di spesa energetica. E rispetto al periodo precedente alla guerra in Ucraina, il rincaro strutturale si aggira attorno ai 388 euro l’anno. Ma potrebbe non finire qui.

Il riacutizzarsi delle tensioni nel Golfo Persico, a partire da febbraio 2026, ha avuto un effetto immediato sui mercati. Il prezzo dell’elettricità è salito fino a sfiorare i 157 euro per megawattora, mentre il gas ha superato i 60 euro. Tradotto nella vita quotidiana, significa bollette ancora più care.

Se questi livelli dovessero stabilizzarsi, l’impatto complessivo potrebbe arrivare fino a oltre 800 euro annui per famiglia. Una cifra che, su scala nazionale, si traduce in un aggravio tra 18,5 e 22 miliardi di euro. Numeri che rendono tangibile ciò che spesso resta astratto: la crisi energetica non è solo una questione macroeconomica, ma una voce concreta nei bilanci domestici.

Il prezzo di un ritardo che pesa sulle famiglie

Eppure, una parte consistente di questo peso poteva essere evitata. Le simulazioni dell’Osservatorio mostrano che, se l’Italia fosse già allineata agli obiettivi della Direttiva Case Green e del piano nazionale energia e clima, le famiglie pagherebbero oggi tra 120 e 142 euro in meno all’anno. In altre parole, fino a un terzo degli aumenti sarebbe stato assorbito.

In caso di crisi prolungata, il beneficio salirebbe ulteriormente, arrivando a sfiorare i 270 euro annui per famiglia. Su scala Paese, il risparmio complessivo oscillerebbe tra 3 e 7 miliardi di euro l’anno.

(foto Humans&Dara)

Il punto, però, è che questo scenario resta incompleto. L’Italia ha raggiunto poco più della metà degli obiettivi previsti sul fronte dell’efficienza energetica degli edifici e circa il 61% dello sviluppo delle rinnovabili. Una quota dei benefici è quindi già potenzialmente disponibile, ma non ancora pienamente realizzata.

Case più efficienti, bollette più leggere

Il cuore del problema — e della soluzione — sta negli edifici. Oggi circa il 70% del patrimonio residenziale si colloca nelle classi energetiche più basse, dalla E alla G. Migliorare queste prestazioni significa incidere direttamente sui consumi e, quindi, sulle bollette.

Le stime parlano chiaro. Interventi di riqualificazione energetica possono generare risparmi medi di centinaia di euro l’anno per abitazione, con punte che superano i mille euro nei casi più profondi. Su larga scala, questo si traduce in miliardi di euro risparmiati ogni anno.

(foto Humans&Dara)

Non è solo teoria. I dati raccolti su oltre duemila interventi realizzati negli ultimi cinque anni confermano un risparmio medio significativo, pari a oltre 12 euro al metro quadro all’anno. Per una famiglia, significa alleggerire in modo concreto una delle voci di spesa più pesanti.

La crisi attuale, dunque, non è solo un’emergenza. È anche un indicatore. Mostra quanto il ritardo nella transizione energetica abbia un costo immediato e quanto, al contrario, investire in efficienza possa trasformarsi in una forma di protezione economica. Per le famiglie, ma anche per l’intero sistema Paese.

(foto Humans&Data)

«L’attuale crisi energetica dimostra che il costo della mancata transizione è già oggi tangibile e incide direttamente sui bilanci delle famiglie italiane.
Con questa elaborazione, Humans&Data dimostra ancora una volta di essere in grado di trovare nei dati insight preziosi e di saperli trasformare in informazioni strategiche per il mercato»
Michael Berger, Ceo Humans&Data

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