La riqualificazione energetica degli edifici storici, il rispetto dei vincoli architettonici e l’integrazione di nuove tecnologie costruttive sono oggi al centro di una sfida sempre più complessa per progettisti e istituzioni. Un tema che impone equilibrio tra conservazione del patrimonio e obiettivi di sostenibilità, in un quadro normativo in continua evoluzione.
Su queste questioni si è sviluppato il convegno “Sostenibilità, Performance e Innovazione Tecnologica negli edifici storici”, ospitato presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. L’iniziativa ha riunito a Milano ingegneri, architetti, accademici e rappresentanti dell’industria, offrendo un momento di confronto tecnico e culturale su uno dei temi più strategici per il futuro del costruito.
L’evento, promosso da Salamander Industrie in collaborazione con Ciam – Collegio Ingegneri e Architetti di Milano, ha rappresentato un’occasione di dialogo tra mondo della progettazione e industria, con l’obiettivo di individuare soluzioni efficaci per interventi su edifici vincolati. Salamander ha, infatti, avuto un ruolo attivo nel dibattito, confermando il proprio impegno nello sviluppo di sistemi avanzati per l’involucro edilizio e nel supporto ai progettisti impegnati su edifici vincolati. L’azienda, specializzata in profili in Ppvc, sta portando avanti un percorso di ricerca focalizzato sull’integrazione tra innovazione tecnologica e tutela del patrimonio architettonico.
Accreditato dagli Ordini professionali, il convegno ha riunito relatori di primo piano, ribadendo il valore di un approccio multidisciplinare indispensabile per affrontare la complessità degli interventi sugli edifici storici.

Un approccio multidisciplinare
Ad aprire e moderare i lavori è stato l’architetto Matteo Ferrario, che ha guidato un confronto articolato tra contributi tecnici e visioni strategiche.
L’ingegnere Giuseppe Bitetti (Finestre Nurith) ha illustrato le evoluzioni tecnologiche nel settore dei serramenti, mentre la professoressa architetto Paola Bassani ha offerto una lettura critica degli interventi su edifici vincolati, anche alla luce delle opportunità legate al Pnrr, portando come caso studio Villa Maioni a Verbania.
Norme, energia e trasformazione urbana
Il quadro normativo è stato al centro dell’intervento dell’ingegnere Dario Poletti (Anfit), che ha approfondito la Direttiva Epbd sulle “Case Green” e le sue ricadute sugli edifici storici e sul comparto dei serramenti.
Il professor Niccolò Aste del Politecnico di Milano ha invece analizzato le implicazioni energetiche e ambientali della riqualificazione, evidenziando la necessità di interventi coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione.
Dal versante istituzionale, il professor Claudio Sangiorgi ha posto l’accento sull’equilibrio tra trasformazione e tutela nei contesti urbani, mentre l’ingegnere Domenico Martini ha illustrato il ruolo delle amministrazioni nel tradurre le strategie progettuali in interventi concreti.

Industria e prospettiva internazionale
Il contributo di Salamander Industrie è stato arricchito dagli interventi dell’avvocato Wolfgang Sandhaus e dell’architetto Till Schmiedeknecht, che hanno delineato le prospettive dell’azienda nei nuovi scenari della sostenibilità europea, con particolare attenzione al patrimonio storico.
Casi studio e applicazioni concrete
Tra gli esempi presentati, il recupero del Villaggio Torre Cintola a Monopoli ha mostrato come sia possibile migliorare le prestazioni energetiche di edifici degli anni Settanta senza alterarne l’identità architettonica. Il progetto ha valorizzato strutture realizzate con sistema Binishell, oggi reinterpretate attraverso tecnologie avanzate.
Ulteriori riflessioni sono emerse dal caso di San Donato Milanese, città simbolo dell’urbanistica razionalista legata a Enrico Mattei, che ha evidenziato la necessità di un approccio progettuale integrato in grado di dialogare con i vincoli della Soprintendenza senza rinunciare all’innovazione.
Una sfida ancora aperta
Il convegno ha confermato la centralità di un dialogo strutturato tra industria, professionisti e istituzioni. La transizione energetica applicata al patrimonio storico non è soltanto una questione tecnica, ma un processo complesso che richiede visione, coordinamento e strumenti adeguati.
In questo scenario, il confronto milanese segna un passaggio significativo verso una progettazione sempre più consapevole, in cui innovazione e tutela non sono poli opposti, ma elementi da integrare.



