Un ristorante si apre sulla piazza e riorganizza i suoi spazi interni per farsi in quattro. Quello che all’origine era uno spazio statico e privo di relazione con il tessuto urbano ora è un organismo permeabile capace di instaurare un dialogo diretto con l’intorno

L’ingresso del Vigneto è organizzato intorno a un lungo bancone bar realizzato su misura da Simat Arredi (foto di Alessandro Santi)

A Gattinara, in Valsesia, un ristorante affacciato sulla piazza principale si riconfigura integralmente, scomponendo il proprio volume interno in quattro zone funzionali distinte: è nato così, da questa totale ristrutturazione Vigneto, locale che prende spunto, nei colori e nei materiali, dalle colline che circondano la cittadina.

Il pavimento di questo spazio è in piastrelle di gres di Castelvetro, modello Konkrete Beige (foto di Alessandro Santi)

Durante il primo sopralluogo, come raccontano i progettisti dello studio Fma, lo spazio appariva cristallizzato nel tempo: originariamente era un locale organizzato come un unico ampio ambiente, scandito solo da file di tavoli allineati.

Un impianto pensato per grandi convivialità, ma ormai distante dalle modalità contemporanee di vivere la ristorazione.

Il locale si apre verso la piazza attraverso il filtro di un dehors rialzato di qualche gradino. È un modello di Brianzatende con struttura in metallo, pannelli in vetro e copertura frangisole motorizzata (foto di Alessandro Santi)

L’intervento ha preso avvio da un gesto decisivo: l’apertura verso la città.

Da contenitore compatto e chiuso verso sé stesso, il locale si dilata oggi verso l’esterno grazie a nuove bucature, a un dehors e a una pergola che proiettano il ristorante sulla piazza, instaurando un vero e proprio ponte percettivo tra interno ed esterno.

Quello che quindi all’origine appariva come uno spazio statico e privo di relazione con il tessuto urbano adesso è stato trasformato in un organismo permeabile capace di instaurare un dialogo diretto con la piazza.

Il pavimento è doppio, con una zona in piastrelle in gres di Castelvetro, modello Konkrete Beige. Nella zona consumazione, invece è stato posato un laminato di Idrowood; la saletta privé è realizzata al centro del locale con lamelle in legno che fanno da separazione pur lasciando filtrare la luce e dando un senso di continuità (foto di Alessandro Santi)

La ridefinizione degli spazi interni parte dall’ingresso, reinterpretato come area bar, luogo di accoglienza e soglia attiva del progetto. A seguire, è stata realizzata una saletta privé proprio nel centro dello spazio di consumazione, lasciando le altre due aree laterali più aperte e ampie.

Fabio Morino
e Giulia Guala Molino



«Ogni spazio ha una storia da raccontare. Quando entriamo in un luogo lo ascoltiamo: i suoi silenzi, la luce che lo attraversa, un dettaglio che ci richiama. È da questo dialogo che nasce il progetto: dall’incontro tra ciò che già esiste e ciò che scegliamo di immaginare»

Fabio Morino e Giulia Guala Molino, Fma Studio








«L’obiettivo era moltiplicare le esperienze possibili senza frammentare lo spazio – spiegano i progettisti -, mantenendo un’atmosfera unitaria e coerente»: si voleva, cioè, ampliare le possibilità d’uso senza creare rigidi spazi chiusi, mantenendo un’atmosfera coerente e unitaria. La saletta, infatti, non è esclusa dal contesto ma ha aperture laterali che la rendono comunicante con le altre due sale.

Una delle sale si affaccia sul dehors attraverso pareti vetrate scorrevoli; sottili barre a led sono fissate orizzontalmente alle lamelle dei separatori, mentre altre nascoste nella controsoffittatura seguono il profilo delle varie zone consumazione, delimitando gli spazi (foto di Alessandro Santi)

Le nuove gerarchie spaziali, la zona bar come fulcro d’ingresso, il privé come cuore intimo del locale, la sala ampia che continua ad accogliere le grandi tavolate, creano funzioni distinte ma comunicanti, legate da continuità visive e materiche.

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La zona privé è strutturata con pannelli scorrevoli per trasformare gli spazi vivibili in caso di necessità. Una boiserie a soffitto in listelli di legno segue il percorso degli spazi; le tre sale si aprono una di seguito all’altra (foto di Alessandro Santi)

Nelle scelte stilistiche molti sono i riferimenti al contesto: le colline di Gattinara, con i loro profili morbidi, sono diventate una fonte di ispirazione.

«La palette cromatica, giocata sulle sfumature rubino e colori caldi minerali, racconta il legame primario con il vino e con la terra che lo genera».

Non si è voluto imitare il paesaggio ma trarne spunto e tradurlo in chiave contemporanea.

La parete di fianco al bar è rivestita da carta da parati di Wallpepper, serie Vinifera (foto di Alessandro Santi)

Ecco, quindi, che la boiserie a soffitto, con la sua linea sinuosa, suggerisce un nuovo orizzonte interno che rimanda all’andamento delle colline e, contemporaneamente, assolve alla funzione fonoassorbente e modella acusticamente l’ambiente.

Anche i listelli verticali che delimitano l’ingresso alla saletta vogliono richiamare i pali delle vigne reinterpretandoli in chiave contemporanea, scandendo il ritmo dello spazio e accompagnando lo sguardo.

Una trama luminosa calibrata, disegnata da linee Led, regala luminosità ed evoca i filari in prospettiva.

Anche la sala privé si ispira alla zona e alla sua storia, in questo caso alla Torre delle Castelle, emblema della città: la sua forma rettangolare, scandita da aperture calibrate, traduce in chiave moderna il carattere solido e riconoscibile del monumento, trasformandolo in uno spazio intimo ma con una forte presenza formale.

Infine, il design del banco bar è sinuoso e compatto, con un rivestimento in legno dalla curva ondulatoria che riprende il profilo delle colline, sottolineata da lame luminose che ne enfatizzano l’andamento morbido, mentre una parete è interamente tappezzata da un decoro stilizzato tono su tono che richiama le foglie di vite.


Cosa è cambiato

La pianta del ristorante originario mostrava una sala consumazione completamente vuota e uno spazio per i servizi che andava rivisto.

Il nuovo progetto ha ridisegnato gli spazi dividendo la sala in diverse zone funzionali: una zona bar all’ingresso, una cucina e tre salette separate tra loro ma comunicanti.

All’esterno, è stato realizzato un dehors rialzato su strada.

Il produttore

Marco Frigeri


Tecnica ed estetica

Il pavimento in gres è firmato Ceramiche Castelvetro, azienda che – come afferma Marco Frigeri, responsabile vendite Italia di Ceramiche Castelvetro – «dal 1971 si contraddistingue per la produzione di piastrelle in ceramica concentrandosi sulla ricerca dell’estetica e del design senza compromessi. L’azienda oggi adotta le tecnologie più all’avanguardia per garantire prodotti di altissima qualità»



Il distributore

Massimo Naldi

Tanti prodotti e tanti servizi

Fondata negli anni ’70, Naldi è passata dalla rivendita di materiali per rivestimenti alla produzione di marmo e prodotti di design come pavimenti, piastrelle e lastre in gres di grande formato.

Grazie a macchinari all’avanguardia e a lavorazioni innovative, l’azienda crea materiali unici e raffinati, esplorando anche le tendenze internazionali attraverso viaggi e osservazioni dirette del settore in continua evoluzione.

«La nostra azienda è sempre alla ricerca di nuovi materiali e lavorazioni, personalizzando pietre, gres porcellanato e legno. Ci occupiamo di pavimenti in legno e pietra, rivestimenti e arredo bagno e possiamo fornire un’ampia gamma di servizi e personalizzazioni» dichiara Massimo Naldi, titolare di Naldi Pavimenti.

L’imprenditore edile

Franco Barattino


Una storia di famiglia

Franco Barattino, titolare Edile Gattinarese spiega: «La nostra impresa lavora sul territorio dal 1964 ed è alla terza generazione di costruttori: è stata fondata da mio padre Luigino Barattino e ora la amministriamo io e mio figlio Emanuele. Ci occupiamo interventi di vario tipo, dai restauri di chiese e campanili alle ristrutturazioni edilizie».

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