Nel settore delle costruzioni, dove si concentra una quota rilevante dei consumi energetici europei, la sostenibilità sta diventando un parametro imprescindibile tanto quanto qualità e sicurezza. Le aziende della filiera edilizia sono chiamate a ripensare materiali, processi e gestione delle risorse, mentre le normative europee accelerano verso modelli produttivi più trasparenti e circolari. In questo scenario si inserisce il percorso intrapreso da Wiśniowski, che punta ad anticipare i futuri standard comunitari attraverso l’introduzione del Digital Product Passport, il cosiddetto “passaporto digitale” dei prodotti.
L’obiettivo è rendere ogni elemento completamente tracciabile lungo il suo intero ciclo di vita: dalla produzione all’utilizzo, fino al recupero e allo smaltimento finale. Una trasformazione che non riguarda soltanto la documentazione tecnica, ma che introduce un nuovo modo di concepire il prodotto edilizio, sempre più basato su dati verificabili e informazioni accessibili in tempo reale.

Un’identità digitale per ogni prodotto
Alla base del progetto c’è una strategia Esg già sviluppata e sottoposta a verifiche indipendenti. L’azienda ha infatti avviato analisi ambientali Lca secondo gli standard europei, valutando consumi energetici, utilizzo delle materie prime, emissioni e produzione di rifiuti durante tutte le fasi produttive.

«I nostri prodotti sono stati sottoposti ad analisi Lca basate sulla norma En 15804 e verificate secondo la norma En Iso 14025, che valutano l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento. Questo ci permette di avere una visione completa e misurabile delle prestazioni ambientali e di prepararci concretamente ai requisiti futuri», spiega Karolina Dorula-Mamala, responsabile del Dipartimento di ricerca, certificazione e progetti Esg di Wiśniowski.
L’introduzione del Digital Product Passport è già operativa su diversi sistemi. Ogni prodotto potrà essere identificato tramite un Qr code collegato a una scheda digitale contenente dati tecnici, materiali impiegati, istruzioni e documentazione ambientale.
Un sistema pensato per aumentare la trasparenza lungo tutta la catena di fornitura e facilitare anche il lavoro di progettisti, installatori e utenti finali.
«I portoni sezionali sono già in gran parte pronti, soprattutto in termini di trasparenza e digitalizzazione della documentazione – aggiunge Dorula-Mamala. – Il codice Qr applicato all’etichetta Ce consente un accesso immediato alle informazioni principali, incluse istruzioni, dati tecnici e documentazione ambientale disponibile, in linea con l’evoluzione del concetto di Dpp».
Materiali riciclati e progettazione circolare

La strategia sostenibile non si limita alla tracciabilità digitale. Una parte centrale riguarda infatti la progettazione circolare dei prodotti e la scelta delle materie prime. L’azienda punta su materiali riciclabili e durevoli, con particolare attenzione all’acciaio, che può essere recuperato e riutilizzato senza perdere le proprie caratteristiche qualitative.

Anche l’impiego di componenti riciclati trova spazio nella produzione. Tra gli esempi più significativi figura l’utilizzo di Pvc rigenerato nella linea di finestre Develo, soluzione che, secondo le analisi ambientali effettuate, consente una riduzione significativa delle emissioni di CO₂ rispetto all’utilizzo di materia prima vergine.
«La normativa Csrd e la direttiva Ecodesign richiedono un approccio sempre più orientato alla progettazione ecologica. Oltre alla spinta legislativa, ci hanno motivato anche la crescente consapevolezza dei consumatori e dei partner commerciali. Per questo introduciamo costantemente innovazioni per ridurre il consumo di energia, acqua e materie prime», sottolinea Dorula-Mamala.

La progettazione modulare rappresenta un ulteriore tassello della strategia. I sistemi vengono concepiti per permettere la sostituzione di singoli elementi senza intervenire sull’intera struttura, allungando così la vita utile dei prodotti e riducendo gli sprechi.
Efficienza energetica e gestione delle risorse
Parallelamente, l’azienda ha investito nell’efficientamento dei propri stabilimenti produttivi. Nel quartier generale polacco di Wielogłowy è stato implementato un Building Management System capace di regolare automaticamente illuminazione, ventilazione e climatizzazione, migliorando l’efficienza energetica degli edifici.
Anche i processi industriali sono stati ottimizzati con sistemi di recupero e riciclo dei residui di lavorazione, dal metallo allo zinco. Particolare attenzione è stata riservata alla gestione dell’acqua: i circuiti chiusi impiegati nei processi di verniciatura e zincatura permettono infatti un importante risparmio idrico annuale.

Tra gli interventi più rilevanti figura, inoltre, l’installazione di un impianto fotovoltaico esteso su circa 8.000 metri quadrati, con una capacità superiore a 1 MW, in grado di coprire una quota significativa del fabbisogno energetico giornaliero del sito produttivo.
Una filiera già proiettata verso le norme europee
La sostenibilità viene estesa anche ai rapporti con fornitori e partner commerciali, attraverso codici di condotta, programmi di formazione e criteri di valutazione ambientale. Una strategia che guarda alle future direttive europee come Csrd, Ecodesign e Cpr non come a semplici obblighi normativi, ma come a un cambio strutturale dell’intero comparto edilizio.
«Le nuove normative richiedono di analizzare l’impatto ambientale per quanto riguarda le emissioni dirette e indirette, comprese quelle legate all’intera catena del valore – conclude Karolina Dorula-Mamala -. Lo sviluppo sostenibile non è più un’opzione, ma una direzione imprescindibile per il settore, che comprende la progettazione di prodotti più efficienti, conformi ai principi dell’economia circolare e trasparenti lungo tutta la catena di approvvigionamento».
Con il passaporto digitale e un modello produttivo già orientato alle future regole europee, il settore edilizio si prepara così a una trasformazione destinata a ridefinire il rapporto tra industria, ambiente e innovazione.



