Calitri è un borgo pittoresco in provincia di Avellino adagiato su una dorsale tufacea ai piedi del fiume Ofanto.

Il suo centro storico conserva delle caratteristiche grotte ipogee di origine pre-medievale che erano state quasi del tutto abbandonate dopo il terremoto del 1980.

È in questo territorio che Enza e Luigi Di Cecca hanno la sede della loro attività di lavorazione e vendita di formaggi locali. Aperto un punto vendita nel 2017, la coppia decide di mettere mano al fienile di famiglia situato nella campagna a pochi chilometri dal borgo, per trasformarlo non in un semplice caseificio, ma in una più ambiziosa Accademia del formaggio.

Il progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione viene affidato a Vincenzo Tenore, progettista di +tstudio, che aveva già firmato il negozio in paese. Un progetto di ampio respiro che, oltre all’architettura del fabbricato, coinvolge l’immagine coordinata dell’azienda irpina.

«Il concept del progetto si sviluppa a partire dalla volontà di integrare in un unico manufatto le preesistenze, valorizzandone le tracce, e instaurando un dialogo sinergico con il paesaggio rurale circostante e la cultura materiale locale»
Vincenzo Tenore, progettista di +tstudio
Come spiega l’architetto Tenore, l’intervento «imposta il suo approccio progettuale sugli elementi iconografici territoriali presenti nel paesaggio e nella stessa azienda: i capanni, le tettoie, i fienili, i ricoveri temporanei degli animali, realizzati quasi sempre in lamiera zincata e legno».
Coerentemente con questa matrice vernacolare, le scelte progettuali si orientano verso soluzioni tecnologiche sostenibili e materiali naturali, riciclabili e, soprattutto per l’involucro esterno, evolutivi, capaci cioè di trasformarsi nel tempo.

L’alluminio naturale non trattato piegato ad onde, che richiama gli essiccatoi tradizionali, è destinato a opacizzarsi, mentre nei fronti a capanna sono impiegati i pannelli di lana di roccia compressa, un materiale che registra variazioni cromatiche naturali e che diventa metafora del processo di maturazione del prodotto.

L’impianto architettonico si struttura come un organismo unitario dove produzione, stagionatura, formazione e divulgazione si svolgono all’interno di due manufatti preesistenti collegati tra loro: una struttura in c.a. già in precedenza sede di un piccolo caseificio e il fienile/magazzino adiacente vengono messi in comunicazione e unificati non solo nei percorsi ma anche grazie a una nuova pelle.

Due i percorsi principali che scandiscono il layout: quello produttivo, che si sviluppa dal vecchio caseificio fino all’hangar di affinamento, e quello pubblico-didattico, che dagli spazi di accoglienza conduce alle sale riunioni e alla degustazione poste al piano superiore. Una passerella in acciaio si affaccia sull’hangar offrendo un punto di osservazione privilegiato sul processo di lavorazione sottostante. Qui, un sistema di umidificazione naturale raccoglie l’acqua di falda che viene fatta tracimare su una muratura in pietra di recupero; il sistema garantisce le condizioni ottimali per la maturazione dei formaggi.

Per la coibentazione del complesso la scelta, tutta naturale, è ricaduta sulla lana di pecora 100%, mentre i rivestimenti negli interni alternano lamiera bianca grecata nelle zone produttive e rovere naturale in quelle didattiche, con pitture che contengono estratti della lavorazione del latte.

Cosa è cambiato

L’intervento recupera i corpi preesistenti, una piccola struttura in c.a. e il vicino hangar rivestito di lamierino zincato, concentrandosi sulla loro rifunzionalizzazione.
Se l’ex caseificio in c.a. viene mantenuto essenzialmente intatto nella distribuzione interna e nelle finiture, l’hangar è investito da un’operazione di rinnovamento più importante, con la realizzazione di una pavimentazione in cemento, di un soppalco, l’elevazione di nuovi setti e tramezzi in pannelli prefabbricati per le celle frigorifero al piano inferiore e in cartongesso o vetrate per l’accademia al piano superiore.
Tra i due corpi principali viene aggiunto un nuovo volume che ospita la zona servizi e la stanza adibita a mensa.
Un nuovo pacchetto tetto che ingloba quello esistente (per evitare rifiuti) e un involucro in lamiera grecata in zinco-alluminio incapsulano i tre corpi dando unità all’insieme.
Il fronte principale a capanna viene rivestito esternamente con pannelli in lana di roccia compressa e carter di alluminio.
Una lamiera nera riveste il blocco di interconnessione del deposito con i garage.
La pietra arenaria recuperata da una masseria di famiglia viene utilizzata per realizzare la parete est del garage e quella sud dell’hangar. Qui il setto pieno, di uno spessore che parte da 1,30 metri alla base, funge da fontana per la raccolta e tracimatura dell’acqua di falda.
L’intervento punta sull’utilizzo di sistemi a secco e materiali naturali, come la lana di pecora usata come isolante e la pittura alla caseina nelle porzioni interne tinteggiate.
Il produttore
Isolare naturale e sostenibile

L’isolante scelto per il pacchetto di facciata è lalana di pecora. L’azienda che la trasforma in materassini di diverse densità e spessori è Isolana Systems, di Prato (Po), entrata nel mercato nel 2000 dopo sei anni di ricerche e test per ottonere le certificazioni. Realizza e commercializza prodotti in pura lana 100%, utilizzando esclusivamente lavorazioni meccaniche a basso consumo energetico,senza l’aggiunta di colle, resine o fibre sintetiche. Una lana di recupero, che viene lavorata con macchinari tradizionali del comparto tessile modificati ad hoc.
Il titolare, Alessandro Martini, ne spiega i punti di forza: «La lana è un materiale fibroso regolatore naturale dell’umidità e della temperatura, limita la formazione di condensa, riuscendo ad assorbire l’acqua fino al 30% del suo peso, brucia a 600 °C e ha una durata infinita se trattata con antitarme. Inoltre – prosegue Martini – abbiamo scoperto che è al massimo delle prestazioni dal punto di vista acustico».
Per coibentare il Fienile sono stati impiegati materassini in lana vergine 100%, densità 30 kg/mc inseriti all’interno del pacchetto di facciata.
Alessandro Martini, Titolare di Isolana Systems
Il distributore
Integrare competenze, prodotti e servizi

Fondata nel 1940, la Miele Giuseppe e Figli è una realtà di riferimento nel Sud Italia per la distribuzione di materiale idrotermosanitario, climatizzazione, energie rinnovabili, arredobagno, pavimenti e rubinetterie. Con sede ad Atripalda (Av) e due punti vendita a Salerno e Napoli, l’azienda opera su una superficie complessiva di circa 15.000 metri quadri tra showroom, magazzini e uffici, impiegando oltre 80 collaboratori tra tecnici, consulenti e specialisti. La formazione continua rappresenta un asse strategico, attraverso corsi, workshop e attività dimostrative rivolte a installatori e progettisti.
Come sottolinea Alfonso Miele, Project manager dell’azienda associata a Gruppo 3v: «Non siamo semplici fornitori di soluzioni: siamo Project manager e Business developer al fianco di imprese, progettisti e installatori».
L’azienda investe anche in una strategia multicanale, con e-commerce, attività digitali e partnership tecniche, per costruire unecosistema integrato capace di supportare i professionisti in ogni fase del progetto. «In un mondo in cui edilizia, impiantistica e tecnologia convergono, cerchiamo di integrare competenze, prodotti e servizi per trasformare ogni progetto in un successo» conclude Miele.
Alfonso Miele, Project manager di Miele Giuseppe e Figli
L’imprenditore edile
Dall’ideazione alla realizzazione dell’involucro
Involucro è l’impresa che ha realizzato la pelle degli edifici del Fienile. Nata nel 2016 dalla fusione di due aziende con più di cinquant’anni di esperienza nei sistemi tetto e facciate, Involucro è oggi una realtà d’avanguardia consolidata su tutto il territorio nazionale nella progettazione e posa di coperture e sistemi di infisso ad alte prestazioni. L’azienda propone un’offerta completa e altamente personalizzabile per tutto ciò che riguarda i rivestimenti architettonici degli edifici.
Domenico Pasquale, uno dei titolari, sottolinea la peculiarità dell’intervento presso Il Fienile: «Un progetto dall’impronta fortemente ecologica, dove il progettista ha voluto rimaneggiare concettualmente il “pagliaro” di quelle zone e dove noi abbiamo fornito e messo in opera le coperture e le facciate ventilate.». «Il nostro compito è cercare di materializzare l’idea in progetto esecutivo – prosegue Pasquale – nel caso del Fienile, il rapporto con il progettista è stato particolarmente collaborativo e proficuo».
Domenico Pasquale, Contitolare di Involucro



