Nel territorio agricolo aperto di Oleggio (No), il rifacimento della copertura di una grande villa residenziale degli anni ’90 si è configurato come un intervento che va oltre la semplice manutenzione straordinaria.
La complessità geometrica del tetto a farfalla ha richiesto una soluzione tecnica in grado di coniugare continuità formale, prestazioni certificate e adattabilità a una superficie curvilinea di circa 1.200 m².

Il tetto a farfalla: una geometria complessa che richiede soluzioni mirate
La villa oggetto dell’intervento si distingue per un linguaggio architettonico basato su linee morbide e continue che si sviluppano lungo un perimetro curvilineo.
La copertura, che nella sua forma richiama visivamente le ali di una farfalla, si articola in diverse falde con pendenze variabili, raccordate attorno a un elemento verticale emergente — assimilabile a una torre o a un grande camino — che costituisce il nodo compositivo principale dell’edificio.
Lo stato di degrado del manto esistente ha reso necessario un rifacimento completo. La particolare configurazione del tetto a farfalla — con i suoi punti di raccordo tra falde, le gronde curve e le variazioni di quota — ha orientato fin da subito la scelta verso un sistema in grado di garantire continuità applicativa e precisione nelle giunzioni.

Il coordinamento tecnico: Gruppo Serra e il supporto Prefa
A coordinare l’intervento è stato il Gruppo Serra, realtà attiva dal 1997 nel settore delle costruzioni, nella figura del geom. Roberto Serra.
Strutturata per offrire servizi integrati fino alla consegna chiavi in mano, l’impresa ha gestito l’intero processo esecutivo con un unico referente per la committenza.
Fin dalle fasi preliminari, il Gruppo Serra ha coinvolto il team tecnico Prefa per definire la soluzione più adatta.
Il supporto ha incluso fotomontaggi, simulazioni di posa, mark-up tecnici per la verifica degli impatti visivi, campionatura dei materiali per la valutazione cromatica e assistenza specialistica in cantiere durante la realizzazione dei dettagli più complessi.
La progettazione architettonica è stata curata dal geom. Enrico Cerutti.


La soluzione tecnica: scandola in alluminio DS.19 nel colore testa di moro
Per il rifacimento del tetto a farfalla è stata selezionata la scandola Prefa DS.19, nel colore testa di moro. Il formato del pannello — 480 × 262 mm — è leggermente superiore a quello tradizionale, con un fabbisogno di circa otto elementi per metro quadrato.
Il peso complessivo del manto si attesta a 2,75 kg/m², un dato rilevante per gli interventi su strutture esistenti dove la riduzione dei carichi rappresenta spesso un vincolo progettuale.
Il sistema può essere installato a partire da una pendenza di 17°, ampliando le possibilità applicative anche in presenza di geometrie non convenzionali.
Il meccanismo di aggancio garantisce resistenza ai carichi di vento e agli agenti atmosferici, assicurando affidabilità nel tempo anche in condizioni di esposizione significativa.

Modularità e continuità: come la scandola DS.19 ha risolto i punti critici
La modularità del sistema DS.19 ha permesso di gestire con continuità i passaggi più critici tra le falde: colmi, linee di gronda curve e punti di raccordo complessi sono stati risolti senza interruzioni visibili nella texture del manto.
La regolarità del modulo scandola, replicato sull’intera superficie, contribuisce a rafforzare la percezione unitaria della copertura e a valorizzarne il disegno sinuoso.
La posa è stata realizzata con la collaborazione di lattonieri specializzati, tra cui l’azienda Villa Samuele, il cui contributo è stato determinante per la corretta esecuzione dei dettagli e la gestione delle geometrie più articolate.


Alluminio riciclabile al 100% per il tetto a farfalla
La scelta dell’alluminio per il rifacimento del tetto a farfalla risponde anche a criteri di sostenibilità del ciclo di vita del materiale.
L’alluminio è riciclabile al 100% e mantiene le proprie proprietà meccaniche indefinitamente, caratteristica che incide favorevolmente sull’analisi del costo globale dell’intervento nell’arco del ciclo di vita dell’edificio.
La leggerezza del sistema — rilevante nella scelta per una struttura esistente — si combina con la resistenza agli agenti atmosferici e all’ossidazione, caratteristiche intrinseche dell’alluminio anodizzato e verniciato impiegato da Prefa.

Il risultato: identità, precisione, continuità
Il geom. Roberto Serra sintetizza l’intervento in tre concetti: identità, precisione e continuità.
- L’identità rimanda al ruolo della copertura come elemento dominante nella percezione dell’edificio.
- La precisione riflette il livello di attenzione esecutiva richiesto da una geometria così articolata.
- La continuità descrive la capacità del manto di avvolgere la villa come una superficie coerente, rafforzando il rapporto tra volumi, porticati e paesaggio circostante.
Il rifacimento del tetto a farfalla a Oleggio dimostra come un intervento di manutenzione straordinaria possa trasformarsi in un’occasione per restituire coerenza architettonica a un edificio, attraverso la scelta ragionata del sistema di copertura e un coordinamento tecnico strutturato tra committenza, impresa esecutrice e fornitore.



