Rigenerazione storica e sostenibile a Porta Venezia

Condividi

Il progetto di Viale Regina Giovanna 27-29 trasforma due edifici storici in un unico complesso efficiente e flessibile, con facciate restaurate, spazi interni modulari, cortile verticale e impianti ad alta prestazione energetica, modello di rigenerazione urbana sostenibile

Il progetto di Viale Regina Giovanna 27-29 a Milano rappresenta un intervento di rigenerazione edilizia, su un complesso di circa 23.000 metri quadrati, particolarmente significativo nel panorama delle trasformazioni urbane del quartiere di Porta Venezia, situato, quindi, in un contesto consolidato di fine Ottocento/inizio Novecento.

Il concept si fonda sulla trasformazione di due edifici distinti in un organismo unitario, riconoscibile e performante, mantenendo l’allineamento e la continuità morfologica con il fronte storico di Viale Regina Giovanna.

La strategia progettuale non ha previsto una sostituzione edilizia, ma una riqualificazione integrata dell’involucro e degli spazi interni, con un lavoro puntuale di ricomposizione volumetrica.

Attraverso operazioni di sottrazione selettiva (“svuotamenti”) e ridefinizione dei percorsi, il progetto ha reinterpretato il modello tipologico del cortile milanese, sviluppandolo verticalmente e generando un sistema di terrazze e spazi aperti multilivello.

L’obiettivo è stato quello di coniugare la rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, con un incremento delle prestazioni energetiche, e l’adeguamento agli standard contemporanei di flessibilità e multi-tenancy.

La strategia progettuale ha previsto una riqualificazione integrata dell’involucro e degli spazi interni, con un lavoro puntuale di ricomposizione volumetrica

Il progetto architettonico

Il complesso si articola in un corpo principale di sei piani fuori terra affacciato su viale Regina Giovanna, un corpo secondario di tre piani e una corte interna su più livelli, configurata come fulcro distributivo e relazionale; ponti di collegamento tra i volumi assicurano continuità funzionale e percettiva.

Sistema di accessi differenziati, ottimizzato per la gestione di utenti multi-tenant e per la separazione dei flussi

La ridefinizione degli spazi interni ha previsto la creazione di un atrio a doppia altezza in corrispondenza dell’ingresso principale, connesso a una corte interna vetrata che funge da hub distributivo verticale e orizzontale.

Le prime fasi di cantiere hanno riguardato le operazioni di rilievo geometrico e diagnostico della struttura esistente, attraverso indagini materiche, verifiche strutturali e mappature delle componenti architettoniche da preservare.

La corte interna vetrata funge da hub distributivo verticale e orizzontale

Successivamente si è proceduto con la demolizione selettiva delle partizioni interne e con la rimozione dei vecchi sistemi impiantistici e dei rivestimenti di facciata, adottando tecniche di demolizione controllata per ridurre vibrazioni e impatti sull’ambiente urbano circostante.

Le facciate

Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda la riqualificazione delle facciate, affrontata con due approcci distinti ma complementari.

Gli interventi di “svuotamento” hanno previsto operazioni di sottrazione selettiva

Sul corpo edilizio al civico 29 è stata realizzata una nuova facciata ventilata ad alte prestazioni energetiche.

Dopo la rimozione dei rivestimenti esistenti e il consolidamento del supporto murario, è stata installata una sottostruttura metallica in alluminio con staffaggi regolabili.

Il nuovo involucro è un sistema di infissi a taglio termico e facciata ventilata con rivestimento in gres porcellanato effetto pietra ceppo d’Iseo. I serramenti in alluminio con vetri a doppia camera sono di larghezza variabile e a tutta altezza, in modo da creare un prospetto dinamico e variegato. I serramenti sono inquadrati in cornici esterne in alluminio in profili tubolari.

Rimozione dei rivestimenti esistenti e consolidamento del supporto murario

Sul civico 27, invece, l’intervento ha privilegiato il restauro conservativo degli elementi architettonici di pregio.

Il basamento in marmo alpino verde è stato sottoposto a operazioni di pulitura mediante micro-sabbiatura controllata e trattamenti consolidanti, mentre le superfici musive dei livelli superiori sono state restaurate attraverso interventi puntuali di reintegrazione e sigillatura delle fughe.

Le lavorazioni sono state eseguite da maestranze specializzate nel restauro lapideo, con l’obiettivo di preservare il valore materico e storico delle superfici originarie.

La facciata continua vetrata con profili in alluminio è stata progettata per massimizzare l’apporto di luce naturale e ridurre il fabbisogno di illuminazione artificiale

L’ingresso principale dell’edificio è stato completamente ripensato attraverso la realizzazione di un atrio a doppia altezza che funge da elemento di rappresentanza e spazio di transizione tra la dimensione urbana e quella lavorativa.

Dal punto di vista costruttivo, la realizzazione dell’atrio ha richiesto la predisposizione di strutture provvisionali per il sostegno delle parti esistenti durante le fasi di demolizione e successiva ricostruzione.

Le nuove superfici vetrate sono state installate tramite sistemi a montanti e traversi in alluminio ad alta efficienza energetica, con vetri stratificati basso emissivi in grado di garantire elevate prestazioni di isolamento termico e acustico.

Il miglioramento delle performance termo-energetiche è realizzato tramite un sistema integrato involucro–impianti. Inoltre, canali integrati nei controsoffitti e terminali a portata variabile consentono di modulare il comfort termico in funzione dell’occupazione degli spazi

Spazi interni e wellness lavorativo

I layout interni sono stati progettati secondo criteri di flessibilità distributiva, modularità impiantistica e riconfigurabilità degli ambienti.

Gli spazi sono predisposti per ospitare differenti configurazioni (open space, uffici cellulari, aree collaborative), garantendo elevati standard di comfort termo-igrometrico e illuminotecnico.

All’interno dell’edificio la riorganizzazione degli spazi ha comportato la realizzazione di nuovi solai tecnici e controsoffitti modulari per consentire l’alloggiamento dei nuovi impianti e garantire flessibilità distributiva.

Le pavimentazioni degli uffici sono state realizzate mediante sistemi sopraelevati con pannelli modulari su supporti regolabili, una soluzione che facilita l’accesso alle reti impiantistiche e permette future riconfigurazioni degli spazi di lavoro.

Il progetto ha dedicato particolare attenzione agli spazi esterni e alle aree comuni.

Il cortile interno è stato trasformato in uno spazio di relazione articolato su due livelli, con pavimentazioni drenanti, superfici verdi e aree di sosta per gli utenti dell’edificio.

La realizzazione del verde pensile ha richiesto la posa di sistemi stratificati composti da membrane impermeabilizzanti, strati di drenaggio e substrati vegetali leggeri, progettati per garantire la corretta gestione delle acque meteoriche e la durabilità del sistema nel tempo.

Il progetto integra sistemi impiantistici avanzati, energie rinnovabili e materiali sostenibili

Soluzioni tecniche e impiantistiche

Dal punto di vista impiantistico, l’edificio è stato dotato di sistemi tecnologici ad alta efficienza energetica.

Gli impianti di climatizzazione sono basati su sistemi Hvac centralizzati con unità di trattamento aria ad alto rendimento, dotate di recuperatori di calore e filtri ad alta efficienza per migliorare la qualità dell’aria interna.

Il sistema di gestione dell’edificio è controllato da una piattaforma di Building Management System che monitora in tempo reale consumi energetici, parametri ambientali e funzionamento degli impianti.

L’illuminazione interna è basata su corpi illuminanti a Led a basso consumo con sensori di presenza e regolazione automatica in funzione dell’apporto di luce naturale.

La fase finale del cantiere ha incluso una serie articolata di operazioni di collaudo e commissioning degli impianti.

Sono stati eseguiti test di tenuta dell’involucro edilizio, prove di bilanciamento delle reti di distribuzione dell’aria e verifiche termografiche per individuare eventuali ponti termici.

Tutti i sistemi tecnologici sono stati calibrati per garantire il raggiungimento delle prestazioni previste in fase progettuale.

L’intervento si è svolto in un contesto urbano ad alta densità, con vincoli logistici significativi legati alla localizzazione in un asse viario primario di Milano.

Le principali criticità operative hanno riguardato le attività di bonifiche del terreno e le lavorazioni su edificio esistente, con necessità di coordinare demolizioni selettive, consolidamenti e inserimento di nuovi elementi strutturali e impiantistici.

L’allestimento del cantiere in ambito urbano centrale, con limitati spazi di stoccaggio e movimentazione, pianificazione attenta delle forniture e coordinamento con la viabilità pubblica ha richiesto un attento coordinamento tra progettazione architettonica, strutturale e impiantistica, unitamente alla sinergia tra committenza, project management e impresa, soprattutto nelle fasi di realizzazione di svuotamenti volumetrici e terrazze in quota, con gestione delle interferenze strutturali e controllo delle fasi esecutive, oltre che l’integrazione di nuovi collegamenti sospesi (ponti) tra corpi di fabbrica differenti.

La gestione consapevole del cantiere è stata determinante per garantire qualità esecutiva e controllo di tempi e costi in un’operazione di riqualificazione complessa.

L’integrazione tra restauro conservativo, innovazione tecnologica e gestione avanzata del cantiere ha permesso di realizzare un edificio efficiente, sostenibile e perfettamente integrato nel contesto urbano milanese, offrendo un modello di riferimento per futuri interventi di rigenerazione nel settore degli uffici contemporanei, in cui l’innovazione tecnica e la qualità architettonica dialogano armoniosamente con la funzionalità e il comfort degli spazi direzionali moderni.

La certificazione Leed Platinum conseguita attesta l’adozione di elevati standard di sostenibilità, dalla gestione efficiente delle risorse all’ottimizzazione dei consumi energetici, fino alla qualità dell’ambiente interno

Efficienza e materiali d’avanguardia

Silvia Turati

Con l’architetto Silvia Turati – Senior architect in Gbpa Architects, abbiamo riflettuto sulla stretta relazione tra la scelta dei materiali e dei sistemi costruttivi e i criteri di efficienza energetica, durabilità, prestazioni ambientali e qualità del comfort interno.

Quali criteri tecnici hanno guidato la scelta dei materiali e dei sistemi costruttivi (isolanti, serramenti, impianti, eventuali sistemi prefabbricati)?

Sul fronte impiantistico e dell’involucro sono state adottate soluzioni orientate alla riduzione dei fabbisogni energetici dell’edificio, all’ottimizzazione delle prestazioni termiche e alla gestione efficiente dei sistemi di climatizzazione e ventilazione.
La scelta dei materiali ha inoltre privilegiato prodotti affidabili e durevoli, coerenti con gli standard richiesti dai principali protocolli di sostenibilità. Al momento della progettazione i criteri dei Cam edilizia e quelli legati alla Tassonomia UE non erano ancora diffusi o strutturati come oggi nei processi progettuali. In una fase successiva è stata valutata la possibilità di inserire l’immobile all’interno di un percorso di allineamento alla Tassonomia europea, ma tale processo non è stato poi perseguito.
Il progetto ha invece seguito criteri riconducibili ai principali protocolli internazionali di sostenibilità, con l’obiettivo di raggiungere elevati standard di performance ambientale.
In particolare, l’edificio è stato sviluppato in coerenza con i requisiti delle certificazioni Leed Platinum e Breeam In Use, che hanno orientato molte delle scelte.

Quali sono state le principali criticità tecniche nella fase di integrazione tra impianti e struttura esistente, e come sono state risolte?

L’approccio integrato di progettazione ha permesso di affrontare in modo efficace le principali criticità tecniche, tra cui la realizzazione di nuovi cavedi impiantistici e la definizione di adeguati spazi tecnici nell’interrato, dove sono state collocate le centrali e i principali sistemi di servizio.
L’integrazione di questi elementi è stata quindi risolta già in fase progettuale, evitando interferenze nelle successive fasi di cantiere.
Un ulteriore tema progettuale rilevante ha riguardato l’installazione di un impianto fotovoltaico di dimensioni significative in copertura.
Le superfici necessarie sono state ottenute attraverso la realizzazione di pensiline sulle terrazze, soluzione che ha consentito di non sacrificare spazi destinati alla fruizione e alla valorizzazione dell’immobile.
Le nuove strutture di copertura svolgono inoltre una funzione di ombreggiamento degli spazi esterni e contribuiscono a qualificare architettonicamente il profilo dell’edificio.

Verso la certificazione Leed Platinum

Luca Degrada

L’ingegner Luca Degrada, Competence Center Mep Leader in Dba Group ci spiega in che modo le soluzioni adottate (involucro, impianti, fonti rinnovabili) hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi sfidanti, posti dall’intervento, in termini di miglioramento delle prestazioni energetiche, fino al raggiungimento della classe Leed Platinum.

Quali erano le prestazioni energetiche iniziali dell’edificio e quali target avete definito in fase progettuale?

Fin dalla fase progettuale preliminare le scelte sono state indirizzate con l’obiettivo di raggiungere la classe Leed Platinum, ottenuta con certificazione rilasciata da Usgbc.
Nel corso dei lavori è stata richiesta l’ulteriore certificazione Breeam in Use, ancora in fase di ottenimento in quanto raggiungibile solo a valle di occupazione superiore a 80% dell’intero edificio.
È stata ottenuta una riduzione dell’EPgl, tot rispetto al limite superiore al 48% attraverso l’isolamento delle strutture disperdenti opache, l’utilizzo di serramenti con bassa trasmittanza termica e con caratteristiche prestazionali dei vetri che consentono di ridurre significativamente l’irradiazione solare massima durante il periodo estivo, l’installazione di un impianto fotovoltaico e di macchine di produzione dei fluidi caldo e freddo per la climatizzazione degli ambienti tramite acqua di falda, a cui si aggiunge la modalità “free cooling”.
Gli attestati di prestazione energetica dei singoli subalterni sono di classe energetica A2/A3.

Sono previsti sistemi di monitoraggio delle performance energetiche e ambientali post-intervento?

Sono stati previsti a progetto – e poi installati – energy meter per la misurazione dei principali parametri elettrici e dei consumi relativi per ogni subalterno previsto.
Per la contabilizzazione diretta del calore, del freddo e dell’Acs, sono installati sui condotti di acqua calda per il riscaldamento, di acqua refrigerata, di acqua calda sanitaria e di acqua fredda sanitaria.
La proprietà ha quindi la possibilità di monitorare tali indicatori.

Chi ha fatto cosa

Opera
Complesso direzionale

Committente
Kryalos Sgr Spa

Project management
Arcadis

Progettazione integrata 
Antonio Gioli, Federica De Leva, Partners in charge | Gbpa Architects

Progettazione architettonica
Silvia Turati – Senior Architect, Gbpa Architects

Progettazione impianti e strutture
Dba Group

Impresa di costruzioni
Carron

Edicola web

Ti potrebbero interessare