Una nuova grammatica urbana

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Il restauro e la rifunzionalizzazione dell’ex Cottolengo di Vinovo, sviluppati da Settanta7 per il Comune di Vinovo, trasformano il complesso ottocentesco in polo formativo e culturale. Un intervento Pnrr basato su riuso adattivo, efficienza e conservazione filologica

Il complesso dell’ex Ospizio del Cottolengo di Vinovo rappresenta un organismo architettonico di elevato valore storico-documentale, la cui origine si colloca tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del Novecento su progetto dell’ingegner Crescentino Caselli.

L’insediamento si configura come un sistema articolato in due matrici complementari, Ospizio e Borgo, che definiscono un modello di comunità autosufficiente fondato sulla compresenza di funzioni assistenziali, residenziali e produttive.

L’Ospizio costituisce il corpo principale monumentale, articolato su più livelli, destinato a funzioni religiose, amministrative e abitative.

Le murature sono state sottoposte a un intervento di risanamento e consolidamento

Il Borgo si sviluppa come sistema a corte diffusa, ospitando attività agricole e artigianali.

Tale dualismo funzionale rappresenta un esempio significativo di organizzazione insediativa integrata, in cui spazio costruito e struttura sociale risultano indissolubilmente connessi.

Le trasformazioni successive e le superfetazioni stratificatesi nel secondo Novecento hanno parzialmente compromesso la leggibilità dell’impianto originario, rendendo necessario un approccio progettuale fondato su restauro critico e selezione stratigrafica tra permanenze e aggiunte incongrue.

Riuso adattivo e strategia di progetto

L’intervento promosso dal Comune di Vinovo nell’ambito del programma Pnrr si configura come operazione di restauro conservativo e di rifunzionalizzazione ad alta complessità, finalizzata alla trasformazione del complesso in polo culturale, formativo e sociale.

Il progetto sviluppato da Settanta7, insieme a Team Srl, adotta il principio del riuso adattivo critico, secondo cui la nuova funzione si innesta sulla struttura storica senza alterarne la grammatica costruttiva originaria.

La maglia strutturale esistente diventa matrice spaziale per una nuova organizzazione flessibile, basata su partizioni reversibili e sistemi distributivi adattabili nel tempo.

Porzioni originarie della pavimentazione sono state sottoposte a interventi di restauro conservativo

L’edificio complessivo si articola in tre organismi principali: l’ex Ospizio, l’ex Casa dell’Economato e il corpo di collegamento.

L’ex Ospizio, con superficie di circa 2.600 metri quadrati, viene destinato a funzioni pubbliche articolate tra sala convegni da 100 posti, spazi espositivi, uffici, mensa, laboratori e aule didattiche.

L’ex Economato (circa 370 metri quadrati) ospita laboratori e spazi per associazioni, artisti e artigiani.

Il corpo di collegamento viene, invece, reinterpretato come nodo distributivo, con inserimento di un nuovo sistema ascensore integrato in un volume vetrato contemporaneo.

Elemento cardine dell’impianto è il mantenimento del grande vano scala storico tra i corpi principali, assunto come dispositivo spaziale e traccia identitaria, preservato e adeguato ai requisiti di accessibilità e sicurezza.

Nei casi in cui ciò non risultava praticabile, si è proceduto mediante integrazioni coerenti con il linguaggio materico e compositivo preesistente, in altri casi è stato eseguito il completo rifacimento delle superfici degradate

La logica del minimo intervento

L’approccio al restauro si fonda su una metodologia filologica orientata alla conservazione attiva dell’esistente.

Le operazioni progettuali privilegiano interventi puntuali di consolidamento strutturale, evitando tecniche invasive e preservando la leggibilità delle diverse fasi costruttive.

Il principio del minimo intervento guida l’intero processo, con particolare attenzione alla reversibilità delle trasformazioni e alla compatibilità materica tra nuovo e antico. Le superfici storiche vengono conservate nella loro matericità, mentre le integrazioni contemporanee sono dichiaratamente riconoscibili ma misurate nel linguaggio.

Ambienti di particolare valore, come la cappella storica e gli spazi voltati del seminterrato, vengono recuperati e rifunzionalizzati come spazi collettivi ad alta qualità percettiva, destinati rispettivamente a sala conferenze e spazi polifunzionali.

Tecnologia discreta e prestazioni ambientali

La strategia energetica integra conservazione storica e innovazione tecnologica secondo i principi dei Criteri ambientali minimi.

L’involucro edilizio viene migliorato attraverso interventi selettivi su serramenti e stratigrafie, con l’obiettivo di incrementare le prestazioni termo-igrometriche senza alterare l’identità architettonica del complesso.

Le soluzioni impiantistiche adottano sistemi ad alta efficienza basati su pompe di calore e ventilazione meccanica controllata, integrati in una logica di gestione intelligente dei consumi energetici.

Il controllo degli impianti è finalizzato alla riduzione dei carichi e all’ottimizzazione delle prestazioni in funzione dell’uso reale degli spazi.

Elemento strategico del progetto è l’integrazione di una pergola fotovoltaica, che assume funzione energetica e spaziale, trasformandosi in infrastruttura climatica e dispositivo di ombreggiamento per le aree esterne.

L’impianto fotovoltaico, esteso su circa 150 metri quadrati, consente una produzione stimata di circa 24.000 kWh/anno, contribuendo in modo significativo all’autosufficienza energetica del complesso.

Il sistema complessivo consente di raggiungere prestazioni energetiche elevate, con riduzione dei consumi fino a circa il 70% rispetto allo stato attuale e una classe energetica di progetto pari ad A2, con una quota significativa di fabbisogno coperta da fonti rinnovabili.

La memoria del passato è preservata, mentre le nuove integrazioni, pur moderne, rispettano il linguaggio esistente

Spazio pubblico e cantiere come sistema integrato

Il progetto degli spazi esterni ridefinisce il rapporto tra complesso storico e città attraverso la creazione di un nuovo ingresso pubblico su Via Nuova, la riorganizzazione dei percorsi pedonali e l’integrazione di connessioni ciclabili.

L’area esterna viene concepita come infrastruttura paesaggistica attiva, in cui verde, percorsi e dispositivi energetici si integrano in un sistema unitario.

All’interno del comparto viene realizzata una terrazza pubblica per eventi e attività collettive, affiancata da un sistema di spazi verdi attrezzati e da un’area multifunzionale coperta da pensiline fotovoltaiche, che integrano parcheggi per biciclette e monopattini, zone di sosta e aree di socialità.

Il processo progettuale è stato sviluppato attraverso metodologia Bim, garantendo il coordinamento multidisciplinare tra architettura, struttura e impianti.

La modellazione digitale ha consentito un controllo accurato delle interferenze e una gestione efficiente delle fasi di cantiere, riducendo criticità operative e tempi di esecuzione.

L’intervento sull’ex Cottolengo di Vinovo si configura come operazione di rigenerazione architettonica complessa, in cui il progetto non si limita alla conservazione del manufatto storico ma ne rilegge la struttura profonda per trasformarlo in infrastruttura pubblica contemporanea.

Il dialogo tra memoria e innovazione diventa il principio ordinatore dell’intero processo, restituendo al complesso un ruolo centrale nella vita culturale e sociale del territorio.

Riuso adattivo e rigore progettuale

Manuel Depetris

Manuel Depetris è il Program Manager & Partner di Settanta7, a lui abbiamo chiesto quali sono state le principali sfide progettuali nell’intervento di recupero dell’ex fabbricato storico di Vinovo e in che modo è stata conciliata la tutela dell’esistente con le nuove esigenze funzionali.

La sfida progettuale principale è stata trasformare un monumento dall’alto valore storico e affettivo per Vinovo in un polo formativo moderno, rispettando il rigore del sistema costruttivo antonelliano. Abbiamo applicato il principio del “riuso adattivo critico”: la funzione si adegua al bene, sfruttando la flessibilità della griglia strutturale originaria per inserire partizioni reversibili e un nuovo nucleo di collegamento vetrato che riflette la storia del complesso senza alterarne l’integrità.


Quali soluzioni architettoniche e tecnologiche avete adottato per migliorare le prestazioni energetiche e il comfort degli spazi, mantenendo coerenza con il contesto storico?

Per conciliare l’efficienza energetica con la conservazione del contesto storico e i Criteri Ambientali Minimi (Cam), abbiamo adottato interventi tecnologici “discreti”. Abbiamo scelto materiali naturali, traspiranti e tradizionali. La strategia si basa su un approccio metodologico che fonde l’innovazione tecnologica con il rispetto filologico del preesistente. Un esempio significativo è il comfort termico: questo è assicurato da sistemi a pompa di calore integrati in una pergola fotovoltaica, trasformando un elemento tecnico in uno spazio di socialità e ombra per la comunità.

Intervenire sul patrimonio storico

Maurizio Vanni

Il lavoro dell’impresa ha contribuito a trasformare la memoria di un edificio di fine Ottocento in un’opportunità per il futuro, con uno sguardo rivolto all’innovazione ma nel pieno rispetto della storia e dell’identità originaria del complesso. A Maurizio Vanni, Direttore tecnico di Secap abbiamo chiesto quali sono state le principali criticità riscontrate in fase di cantiere e come sono state affrontate

La principale criticità è stata legata alla natura stessa dell’intervento: operare su un edificio storico significa confrontarsi con condizioni costruttive che emergono progressivamente durante le lavorazioni e che hanno richiesto approfondimenti tecnici oltre a un costante confronto tra impresa e direzione lavori. Un altro aspetto particolarmente delicato ha riguardato il coordinamento tra la struttura e l’inserimento dei nuovi impianti. La necessità di adeguare l’edificio preservandone al contempo gli elementi di pregio e l’impianto architettonico originario, ha richiesto una pianificazione molto accurata delle lavorazioni e un continuo adattamento delle soluzioni esecutive. Importante è stato inoltre il dialogo costante con la Soprintendenza, la Direzione lavori e la Stazione appaltante, che ha consentito di affrontare le criticità emerse in corso d’opera senza compromettere né gli obiettivi di conservazione del bene né il rispetto del cronoprogramma. Negli interventi di questo tipo, la capacità di lettura dell’esistente e la collaborazione tra tutte le figure coinvolte rappresentano un elemento determinante per il buon esito del cantiere.

Quali sono state le lavorazioni o le soluzioni tecniche adottate che meritano di essere evidenziate?

Tra gli aspetti più significativi dell’intervento vi sono le opere di consolidamento strutturale e il delicato lavoro di integrazione impiantistica all’interno di un edificio storico. Sono stati eseguiti interventi di rinforzo su vani scale, pilastri e volte, finalizzati al miglioramento delle prestazioni complessive della struttura, preservandone al contempo le caratteristiche architettoniche originarie. Dal punto di vista impiantistico, il progetto prevede la completa rifunzionalizzazione dell’immobile attraverso l’inserimento di sistemi tecnologici ad alta efficienza energetica, integrati nel costruito esistente con soluzioni non invasive e compatibili con il valore storico del complesso. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata all’accessibilità, alla sicurezza antincendio e all’adeguamento degli spazi ai requisiti richiesti per una moderna struttura che ospiterà uffici e spazi per la formazione. Un elemento di particolare interesse è rappresentato dall’equilibrio tra conservazione e innovazione. Ogni scelta, sia progettuale sia costruttiva, è stata orientata a mantenere leggibile l’identità storica dell’edificio.

Chi ha fatto cosa

Opera
Complesso monumentale ex Cottolengo

Località
Vinovo (TO)

Committente
Comune di Vinovo

Progettazione architettonica e coordinamento
Settanta7

Progettazione Impiantistica
Team srl (Roma)

Appaltatore
Secap Spa, Consorzio San Luca Srl

Collaboratori e Consulenti:
Acquisizione: Silvia Polini, Armando Scandone, Angela Romanelli

Progettazione: Matteo Valente, Rosa del Giudice, Simone Porporato

Immagini: Antonio Oggianu, Marianna Massaro, Matteo Corrado

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