Il presidente di Invimit Sgr, Mario Valducci, ha delineato le prospettive del Piano Casa durante un intervento al convegno promosso a Roma da Remind sul tema dell’abitare. Al centro dell’intervento, il ruolo della società come soggetto attuatore del secondo pilastro del piano, dedicato all’housing sociale.
La crisi abitativa e le sue cause
Secondo Valducci, il tema dell’abitare non rappresenta più un’emergenza, ma una vera e propria crisi strutturale. Una condizione che, a suo dire, appare in apparente contraddizione con l’andamento demografico nazionale, ma che trova spiegazione in tre fattori di pressione sul mercato della casa.
«Il tema dell’abitare non è più un’emergenza, ma una crisi. Ciò appare contraddittorio rispetto all’andamento demografico nazionale, ma in realtà nel nostro Paese il problema nasce dalla presenza di tre forti ordini di pressione sulla casa: i primi due sono il turismo e l’università (fattori di per sé postivi per la crescita nazionale). Il terzo è legato al fatto che oggi, rispetto al Dopoguerra, nello stesso territorio non si interfaccino più domanda e offerta di lavoro (per cui si registra un forte numero di trasferimenti di lavoratori dai luoghi di residenza verso il posto di lavoro)».
Il presidente ha inoltre ricordato come il Governo abbia posto il tema dell’abitare al centro dell’agenda politico-economica.
Il fondo dei fondi e il calendario operativo del Piano Casa
Invimit è individuata come soggetto attuatore del secondo pilastro del Piano Casa, quello dedicato all’housing sociale. Valducci ha illustrato la tempistica prevista per l’avvio dell’iniziativa.
«In questo quadro, Invimit è il soggetto attuatore del secondo pilastro del Piano Casa, quello rivolto all’housing sociale. Stiamo mettendo a terra il progetto: entro la fine di luglio istituiremo il fondo dei fondi, partecipato dal Dipartimento Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri con una prima dotazione di 100 milioni di euro. A settembre, in parallelo, partiremo con due azioni: la richiesta alle Amministrazioni di immobili, sia unità singole che compendi, da adibire a queste finalità e l’individuazione delle Sgr terze che gestiranno i fondi territoriali, da attivarsi attraverso le risorse sull’housing di derivazione nazionale e europea che le Regioni potranno decidere di conferire nel Fondo Housing Coesione».
Il recupero degli immobili pubblici dismessi
Un capitolo dell’intervento è dedicato agli immobili pubblici abbandonati, definiti come elementi di costo economico e sociale per le comunità di riferimento. Valducci ha evidenziato anche le criticità legate ai costi di riqualificazione rispetto alla nuova costruzione.
«Attraverso queste azioni tutti gli immobili pubblici abbandonati nelle nostre città, i cosiddetti “buchi neri” che oggi rappresentano un costo economico e sociale per la comunità in quanto luoghi di degrado e di insicurezza, potranno – al contrario – diventare un’opportunità di sviluppo. È indubbio che i costi di questa riqualificazione massiva di immobili da anni in disuso siano rilevanti, a partire ad esempio dalle bonifiche spesso necessarie, e sarebbe molto meno oneroso costruire ex novo su aree green (ormai poche) anche in considerazione del fatto che nel primo caso i costi di riqualificazione si sommano a quelli di costruzione».
Il coordinamento tra i livelli istituzionali
Per raggiungere gli obiettivi del Piano Casa, Valducci ha sottolineato la necessità di un coordinamento tra i diversi livelli istituzionali coinvolti nel processo.
«Perciò, al fine di raggiungere gli ambiziosi progetti del Piano Casa, è necessario “remare” tutti insieme nella stessa direzione, date le competenze richieste a più livelli istituzionali. È fondamentale, pertanto, non “arroccarsi” sulle proprie posizioni e mettere a disposizione di questo importante progetto per il Paese quello che si ha, a partire dagli immobili e ai fondi europei non utilizzati».
I risultati della missione Regenera
Valducci ha infine richiamato i risultati raggiunti negli ultimi due anni dalla nuova governance della società attraverso la missione REgenera, dedicata al recupero di immobili pubblici privi di destinazione d’uso da tempo.
«In questi due anni di lavoro della nuova governance, Invimit – con la missione Regenera – ha ridato nuove funzioni di interesse sociale per 26 immobili di proprietà dei fondi gestiti dalla Sgr, per i quali non si trovavano soluzioni da oltre 10 anni. Come sappiamo, i tempi dell’immobiliare non sono brevi, però siamo soddisfatti di aver rimesso la prua della nave nella direzione giusta. Il lavoro da fare è ancora molto, ma siamo convinti che tutti insieme riusciremo a raggiungere risultati rilevanti».



