Legame che resiste

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(AI-generated image)

Negli ultimi anni il mondo delle costruzioni ha cambiato profondamente il modo di posare pavimenti e rivestimenti in ceramica.

Le grandi lastre in gres porcellanato sono ormai la norma: possono superare i 120 cm di lato e, allo stesso tempo, avere spessori molto ridotti, spesso tra 3 e 4 mm.

Una combinazione che le rende esteticamente molto apprezzate, ma anche più delicate nella fase di posa.

Questa evoluzione ha modificato le priorità in cantiere.

Se un tempo l’attenzione era quasi tutta sulla piastrella, oggi il vero elemento critico è diventato l’adesivo.

Le lastre di grande formato sono rigide, ma proprio perché sottili risentono molto di eventuali movimenti del supporto, dovuti a variazioni termiche o assestamenti della struttura.

Su formati da 150 cm, ad esempio, anche piccoli spostamenti possono generare tensioni importanti: se l’adesivo non è in grado di deformarsi, il rischio di distacchi nel tempo diventa concreto.

Un aspetto fondamentale è la posa corretta dell’adesivo.

Con queste dimensioni è indispensabile ottenere una copertura quasi totale della superficie, per evitare vuoti che comprometterebbero la tenuta.

Naturalmente, le caratteristiche del prodotto sono determinanti.

La lavorabilità, ad esempio, gioca un ruolo decisivo perché l’adesivo deve restare “aperto” abbastanza a lungo da consentire la posa e le eventuali correzioni, senza iniziare a indurire troppo presto; la tissotropia, cioè la capacità di restare stabile dopo la stesura, permette l’applicazione anche in verticale senza scivolamenti; mentre il cosiddetto “tempo aperto” indica proprio la finestra utile di lavorazione del prodotto.

Per formati superiori ai 90 cm, la normativa Uni 11493-1:2025 suggerisce tempi superiori ai 30 minuti.

La norma En 12004, invece, classifica così gli adesivi: C2 indica prestazioni migliorate, S1 una buona deformabilità, T la tissotropia ed E il tempo aperto prolungato.

Una combinazione come C2Te S1 rappresenta oggi una delle soluzioni più complete per la posa di grandi lastre.

In esterni o in ambienti particolarmente sollecitati – come terrazzi, facciate, piscine o zone molto umide – l’uso di adesivi deformabili (classe S1 o superiore) diventa praticamente obbligatorio, perché le escursioni termiche mettono continuamente alla prova il sistema di posa.

Gli adesivi attualmente sul mercato sono il risultato di miscele sempre più evolute, con cementi, polimeri e additivi studiati per controllare tempi di presa, deformabilità e stabilità.

La loro scelta non è più un dettaglio tecnico, ma una vera decisione progettuale che incide direttamente sulla durata dell’opera.

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