Wienerberger. Sistemi costruttivi già conformi ai nuovi requisiti minimi

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Requisiti minimi 2025: i sistemi costruttivi Wienerberger risultano già conformi al nuovo decreto in vigore dal 3 giugno 2026.

Nuovo decreto Requisiti Minimi - Sistema involucro (foto Wienerberger)

Il Decreto Requisiti Minimi 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, ridefinisce le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici e introduce controlli più stringenti su trasmittanza termica, ponti termici, coefficiente medio globale di scambio termico, verifiche igrotermiche e contributo delle fonti rinnovabili.

Secondo quanto comunicato da Wienerberger, i propri sistemi costruttivi per l’involucro edilizio risultano già allineati ai nuovi parametri, senza necessità di modifiche o adeguamenti di prodotto.

Cosa cambia con il nuovo decreto

Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, interviene su un impianto normativo che negli ultimi anni ha progressivamente innalzato il livello di dettaglio richiesto in fase di progettazione.

Rispetto al passato, le verifiche si concentrano su una valutazione più realistica del comportamento energetico dell’edificio nel suo complesso, superando l’approccio per singolo componente a favore di un’analisi sistemica dell’involucro.

Per i progettisti, questo significa dover dimostrare con maggiore precisione la continuità dell’isolamento, il controllo delle zone a rischio di dispersione termica, la gestione del comfort estivo e la predisposizione all’integrazione con gli impianti da fonti rinnovabili — aspetti che diventano elementi centrali già in fase di computo e non solo di verifica finale.

Requisiti minimi – Teatro Udine (foto Daniele Domenicali)

L’approccio sistemico all’involucro

Wienerberger sottolinea come la propria offerta, che comprende soluzioni per murature ad alte prestazioni, coperture, facciate, schermature e sistemi di integrazione fotovoltaica, nasca da una logica di sistema piuttosto che di singolo prodotto.

L’obiettivo dichiarato è quello di offrire soluzioni pensate per lavorare in combinazione tra loro, con l’intento di semplificare le verifiche di conformità richieste dal progettista.

Sul fronte dei ponti termici, punto su cui la nuova normativa pone particolare attenzione, l’azienda richiama soluzioni costruttive orientate a garantire continuità prestazionale nei nodi critici dell’edificio.

Per quanto riguarda la trasmittanza termica, viene evidenziato il contributo dei sistemi di involucro al raggiungimento degli obiettivi energetici complessivi, con l’obiettivo di ridurre la necessità di compensazioni progettuali in fasi successive.

Anche sul comportamento estivo il decreto introduce parametri più stringenti: massa superficiale, inerzia termica, ventilazione sotto manto e soluzioni ad alta riflettanza sono richiamati da Wienerberger come leve per limitare il surriscaldamento degli ambienti e ridurre il fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva.

Requisiti minimi. Casa di Langa (foto gasstudio Parisotto Formenton)

Coperture: la norma richiede verifiche

Le coperture rappresentano uno degli ambiti su cui il nuovo quadro normativo interviene con maggiore puntualità.

Il decreto richiede verifiche su trasmittanza, discontinuità termica, rischio di muffe e condense interstiziali, trasmittanza termica periodica e comportamento estivo, con la necessità di stratigrafie affidabili e correttamente progettate.

Per le coperture a falda, Wienerberger fa riferimento a soluzioni che valorizzano la ventilazione e la corretta gestione degli strati funzionali, con una progettazione che tiene conto anche dell’integrazione degli impianti fotovoltaici in copertura, senza compromettere — secondo quanto dichiarato dall’azienda — continuità, prestazioni ed estetica del sistema tetto.

La stessa logica sistemica viene applicata a murature e facciate, dove la gestione della massa, la continuità dell’involucro e la cura dei nodi costruttivi incidono direttamente sull’esito delle verifiche richieste dal decreto.

Le implicazioni per progettisti e imprese

Per i tecnici coinvolti nella progettazione dell’involucro edilizio, la disponibilità di sistemi già conformi ai nuovi requisiti minimi comporta una riduzione del rischio di dover rivedere le scelte progettuali in corso d’opera, con potenziali ricadute su tempistiche di verifica e passaggio al cantiere.

Resta comunque compito del progettista verificare, caso per caso, la rispondenza delle soluzioni adottate ai limiti specifici previsti dal decreto per la singola zona climatica e tipologia di intervento.

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