A Civitanova Alta, nel cuore del centro storico marchigiano, un edificio danneggiato dal terremoto è stato demolito e ricostruito seguendo volumi e proporzioni originarie. Il progetto, firmato dallo studio Radarchitetture, distingue un involucro fedele alla tradizione del borgo da una distribuzione interna del tutto contemporanea.
Un intervento di ricostruzione fedele nel borgo di Civitanova Alta
Casa Teresina sorge a Civitanova Alta, nelle Marche, su un edificio che si trovava in stato di totale abbandono e che era stato gravemente danneggiato dal sisma.
L’intervento, che ha interessato una superficie di 170 metri quadrati, ha comportato la demolizione integrale della struttura preesistente e la sua ricostruzione, con l’obiettivo dichiarato di preservare volume, proporzioni e identità materica dell’edificio originario.
La facciata, realizzata in cotto, riprende il carattere storico del tessuto urbano circostante e mantiene il ritmo del fronte strada, senza introdurre elementi di discontinuità visiva rispetto al contesto.
Murature tradizionali e coppi in laterizio richiamano la memoria costruttiva del luogo, mentre le aperture e i dettagli di facciata segnalano, con misura, la natura contemporanea dell’intervento.


La distribuzione interna: piano terra fluido e continuità con la corte
Il progetto, sviluppato per una famiglia di quattro persone, si articola su tre livelli e si apre su una corte privata. Il piano terra è organizzato come uno spazio unico e continuo, in cui cucina, zona pranzo e soggiorno si fondono senza soluzione di continuità.
Una vetrata di ampie dimensioni collega la cucina alla corte esterna, stabilendo una relazione visiva diretta tra interno ed esterno.
Al centro dell’ambiente si colloca il camino in marmo Verde Guatemala, elemento che separa le diverse funzioni dello spazio senza interromperne la continuità visiva, configurandosi come fulcro compositivo del piano terra.


La scala in acciaio come elemento distributivo e cromatico
La distribuzione verticale tra i livelli è affidata a una scala in acciaio, caratterizzata da gradini sottili e montanti verticali che generano una composizione leggera, capace di filtrare la luce naturale tra i piani.
La struttura è verniciata in una tonalità di azzurro, scelta che introduce un accento cromatico nell’insieme degli ambienti prevalentemente neutri.

Il primo piano e il livello superiore: colore e funzione degli ambienti
Al primo piano trovano posto un’ampia camera destinata anche ad area giochi per i bambini e un bagno caratterizzato da tonalità blu.
L’ultimo livello ospita la camera padronale, concepita come spazio più raccolto rispetto agli altri ambienti della casa, affiancata da un bagno dai toni caldi del rosso.
Il progetto imposta così un dialogo tra geometria, materiali e colore che attraversa i diversi livelli dell’abitazione, mettendo in relazione elementi storici e soluzioni di progetto contemporanee.



Il valore urbano dell’intervento nei piccoli centri
Oltre alla dimensione strettamente abitativa, il progetto viene descritto dallo studio come parte di un più ampio recupero del tessuto urbano di Civitanova Alta, in un’ottica di contrasto allo spopolamento dei piccoli centri rurali attraverso il ritorno all’abitare nei borghi storici.


Il progetto in breve
- Architetto: Simone Cimadamore
- Strutturista: Sergio Falleroni
- Impresa edile: Matteo Cossignani srl
- Impianti: Dezi impianti srl / Ruffini Roberto srl
- Infissi: Picchietti infissi
- Marmi: Vanni srl
- Artigiani: Ettore Petrioli / Marco Ripa
- Cucina: Guercio architecture
- Fotografia: Sofia Lalli




