Una ricerca del Politecnico di Milano rileva nel metodo di prova criticità che compromettono la corretta valutazione della prestazione del massetto e la confrontabilità dei risultati.
L’associazione propone di avviare un nuovo percorso scientifico condiviso per la definizione di una procedura più affidabile.
Conpaviper, Associazione italiana sottofondi, massetti e pavimentazioni e rivestimenti continui, ha formalmente richiesto a Uni il ritiro della norma Uni 10827:2012, a seguito delle conclusioni di una ricerca scientifica affidata al Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, coordinata dal professor Angelo Lucchini.
Prove per verificare l’affidabilità del metodo
Lo studio si è articolato in una prima fase di analisi delle variabili in grado di influenzare la prova e in due estese campagne sperimentali condotte su differenti tipologie di provini e configurazioni, per un totale di oltre 500 prove.
Il lavoro ha evidenziato criticità tali da non consentire una corretta valutazione della prestazione del massetto e un’adeguata confrontabilità dei risultati ottenuti.
La richiesta di ritiro rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato da Conpaviper per rispondere alle problematiche riscontrate nel corso degli anni da imprese e operatori del settore nell’applicazione del metodo di prova previsto dalla norma.
«Le norme tecniche devono poggiare su basi sperimentali solide. Questa ricerca rappresenta uno dei più importanti investimenti tecnico-scientifici realizzati da Conpaviper negli ultimi anni. Come Associazione abbiamo ritenuto doveroso mettere a disposizione dei nostri soci uno studio indipendente, condotto da una delle più autorevoli università italiane, per affrontare con rigore scientifico una questione che da tempo interessa il settore. Le norme tecniche costituiscono un riferimento fondamentale per progettisti, imprese, laboratori, direzioni lavori e consulenti tecnici. Proprio per questo devono poggiare su basi sperimentali solide, verificabili e coerenti con la prestazione che intendono misurare. L’investimento sostenuto da Conpaviper nasce dalla volontà di tutelare le imprese associate e, più in generale, l’intero mercato, favorendo una normazione sempre più affidabile e scientificamente fondata». Mariangela Marconi, presidente di Conpaviper
Marconi ha inoltre ringraziato i soci coinvolti nel progetto, rivolgendo un sincero ringraziamento al professor Angelo Lucchini, che ha coordinato con competenza, rigore scientifico e grande disponibilità il lavoro di ricerca svolto dal Politecnico di Milano.
Un ringraziamento altrettanto sentito è stato rivolto ai soci che hanno collaborato direttamente al progetto, mettendo a disposizione tempo, esperienza e competenze tecniche.
In particolare, la presidente ha ricordato Tonino Badalucco, Luigi Schiavo e Gianluca Ghirardini, il cui contributo è stato fondamentale per portare a compimento un’attività di così grande valore per l’associazione e per l’intero settore.
Badalucco: «Serve un ripensamento del metodo di prova»
All’interno dello studio del Politecnico di Milano sono state effettuate oltre 500 prove, modificando progressivamente le condizioni sperimentali per verificare la possibilità di eliminare o ridurre le criticità osservate. Le conclusioni del lavoro di ricerca evidenziano tuttavia il permanere di problematiche che compromettono la corretta valutazione della prestazione e la confrontabilità dei risultati.
«L’obiettivo non era dimostrare una tesi precostituita, ma comprendere, attraverso un approccio rigorosamente scientifico, le cause della variabilità che da anni veniva riscontrata nell’applicazione del metodo di prova previsto dalla Uni 10827:2012. Il Politecnico di Milano ha analizzato sistematicamente tutte le principali variabili che possono influenzare il risultato della prova: dalle caratteristiche del massetto alla preparazione della superficie, dalla geometria dei provini alle modalità di applicazione del carico, fino al comportamento dell’apparecchiatura e all’influenza dell’operatore. Successivamente sono state realizzate oltre 500 prove, modificando progressivamente le configurazioni sperimentali per verificare se fosse possibile eliminare le criticità osservate. Il fatto che, nonostante questo importante lavoro di ricerca, permangano problematiche tali da compromettere la confrontabilità dei risultati dimostra che il problema non può essere risolto con semplici accorgimenti procedurali, ma richiede un ripensamento del metodo di prova. È proprio per questo che riteniamo corretto chiedere il ritiro dell’attuale norma e avviare lo sviluppo di una nuova procedura scientificamente validata». Tonino Badalucco, vicepresidente di Conpaviper
La richiesta formale a Uni
Alla luce delle conclusioni della ricerca, Conpaviper ha formalmente avviato presso Uni il procedimento per il ritiro della norma Uni 10827:2012, chiedendo inoltre la verifica degli eventuali richiami al metodo presenti in altri documenti normativi.
L’obiettivo dell’associazione non è soltanto superare una procedura che la ricerca scientifica ha evidenziato come non sufficientemente affidabile, ma contribuire alla definizione di un nuovo metodo di prova che possa garantire maggiore ripetibilità, riproducibilità e affidabilità, nell’interesse delle imprese, dei professionisti e dell’intero settore delle costruzioni.
Per Conpaviper, una norma tecnica rappresenta uno strumento essenziale di tutela e garanzia per il mercato e, proprio per questo, deve poggiare su solide basi scientifiche e su una validazione sperimentale adeguata.
Quando nuove evidenze dimostrano la necessità di rivedere un metodo di prova, intervenire rappresenta un atto di responsabilità verso tutta la filiera.
Verso un nuovo percorso condiviso con la filiera
Contestualmente alla richiesta inviata a Uni, Conpaviper ha proposto alle altre associazioni della filiera di proseguire il percorso di ricerca insieme al Politecnico di Milano, condividendo obiettivi, impostazione scientifica e risorse economiche, con l’obiettivo di sviluppare un nuovo metodo di prova adeguatamente validato.
Per Conpaviper, la validazione sperimentale rappresenta un passaggio essenziale nella definizione dei metodi di prova destinati a entrare nella normazione tecnica.
L’auspicio dell’associazione è che questa esperienza possa costituire un modello di collaborazione tra università, associazioni e mondo produttivo, capace di tradurre le esigenze del mercato in strumenti tecnici più affidabili e scientificamente fondati.




