La rigenerazione urbana sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo immobiliare, come alternativa alla nuova edificazione e come strumento per recuperare il patrimonio esistente. Riqualificare edifici e aree dismesse permette di contenere il consumo di suolo, migliorare la qualità dell’abitare e intervenire sull’efficienza energetica del costruito.
Secondo la Commissione europea, oltre l’85% degli edifici che saranno utilizzati nel 2050 esiste già oggi. Diventa quindi strategico intervenire sul patrimonio esistente, anche alla luce della nuova Direttiva europea Epbd, che punta ad accelerarne la riqualificazione energetica. Parallelamente, i dati Ispra mostrano la pressione esercitata dall’espansione urbana: nel 2024 sono stati artificializzati quasi 84 chilometri quadrati di territorio, il dato più alto dell’ultimo decennio, con un consumo di circa 2,7 metri quadrati al secondo.

Un patrimonio da trasformare
Il potenziale di intervento è ampio. Il Secondo Rapporto nazionale sulla rigenerazione urbana, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Urban Up, stima in circa 855 chilometri quadrati le aree potenzialmente recuperabili in Italia. Da queste potrebbero derivare fino a 320 milioni di metri quadrati di nuove superfici immobiliari, attraverso la valorizzazione di spazi già urbanizzati.
È una dinamica che negli ultimi cinque anni ha interessato anche il Gruppo Brb, attivo nella rigenerazione urbana, con oltre 500 appartamenti realizzati, più di 50 interventi di riqualificazione edilizia e circa 200 restauri. Gli interventi hanno riguardato immobili e aree precedentemente dismesse o sottoutilizzate.
Da area abbandonata a quartiere residenziale
Tra i progetti figura Arcadia Living, complesso residenziale in costruzione a Rozzano, alle porte di Milano. L’intervento nasce su un’area precedentemente occupata da un fabbricato abbandonato, successivamente demolito e bonificato. Con un valore di 50 milioni di euro, il progetto comprende 77 appartamenti e integra soluzioni per l’uso efficiente delle risorse, tra pompe di calore, riscaldamento a pavimento e isolamento termo-acustico.

Anche il verde è parte del progetto, con un giardino centrale caratterizzato da alberi ad alto fusto e coperture dotate di giardini pensili privati. Queste ultime sono progettate per trattenere fino al 40% dell’acqua piovana, favorendone una gestione più sostenibile e contribuendo al comfort ambientale.

«Negli ultimi anni la rigenerazione urbana ha assunto un ruolo sempre più centrale: se in passato lo sviluppo immobiliare era legato soprattutto all’espansione delle città, oggi la sfida è valorizzare il patrimonio esistente, limitando il consumo di nuovo suolo.
Tale approccio consente di coniugare qualità costruttiva ed efficienza energetica con la capacità di restituire valore ad aree degradate o sottoutilizzate.
Arcadia Living nasce da questa visione: trasformare un’area abbandonata in un nuovo complesso residenziale, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione del contesto urbano»
Artan Bixi, Ceo del Gruppo Brb
Un modello fondato sul recupero
Fondato da Artan Bixi nel 2005, il Gruppo Brb opera nelle costruzioni, nella riqualificazione e negli investimenti immobiliari. Brb S.p.A. Società Benefit ne è la principale azionista e promotrice dello sviluppo. Con sede legale a Milano e sedi operative a Castel Rozzone, in provincia di Bergamo, e a Olbia, il gruppo opera come general contractor seguendo l’intero ciclo di sviluppo delle opere, dalla progettazione alla realizzazione.
La struttura conta più di cento dipendenti e un fatturato superiore ai 100 milioni di euro, con interventi nei comparti residenziale, hospitality, direzionale, commerciale e industriale. Un’attività che si rivolge a investitori, fondi immobiliari, developer e operatori pubblici e privati.




