Jacop 2025. La maggior parte dei caschi di sicurezza professionali supera i test dell’Ue

Condividi

Jacop 2025 pubblica la campagna Ue sui caschi di sicurezza: il 71% dei modelli testati rispetta i requisiti. Dati, buone pratiche e indicazioni per il settore.

Caschi di sicurezza professionali (Ai generated image)

I caschi di sicurezza professionali sono progettati per proteggere i lavoratori nei cantieri e negli ambienti ad alto rischio, e i controlli europei confermano che il sistema funziona: su 65 caschi professionali sottoposti a test nell’ambito di una campagna finanziata dall’Unione europea, la maggior parte ha dimostrato di rispettare i requisiti fondamentali di sicurezza.

Un risultato che offre a progettisti, coordinatori della sicurezza e datori di lavoro indicazioni utili per orientare la scelta dei dispositivi di protezione individuale.

I test sui caschi di sicurezza: i parametri verificati

Le verifiche hanno riguardato l’assorbimento degli urti, la resistenza alla penetrazione, la resistenza alla fiamma, la tenuta del sottogola e la durata nel tempo di marcature ed etichette: un pacchetto di prove pensato per riprodurre le condizioni reali d’uso in cantiere.

I primi due parametri sono stati testati dopo aver sottoposto i caschi a condizioni estreme — temperature elevate e ridotte, immersione in acqua e invecchiamento accelerato tramite esposizione ai raggi Uv — così da verificarne l’affidabilità anche nel tempo.

I risultati della campagna: un quadro complessivamente positivo

Sui 65 campioni analizzati, 46 (pari al 71%) hanno soddisfatto pienamente i requisiti previsti. Per i restanti 19 campioni (29%) sono emerse alcune criticità, riconducibili soprattutto alla capacità di assorbimento degli urti: un’informazione preziosa che consente alle autorità e ai produttori di intervenire in modo mirato per migliorare ulteriormente gli standard del settore.

Il campionamento è stato condotto dalle autorità di vigilanza del mercato (Avm) in otto paesi — Belgio, Cipro, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna e Svezia — su prodotti acquistati sia online sia nei punti vendita fisici, a conferma di un monitoraggio capillare su tutto il mercato unico.

Le misure adottate dalle autorità

Le Avm hanno classificato otto non conformità come rischio grave e quattro come rischio elevato.

Sono stati ritirati sei prodotti dal mercato, richiamati due dai consumatori e imposto un divieto di vendita su un prodotto; sono stati inoltre emessi sette avvertimenti nei confronti degli operatori economici coinvolti, mentre altre misure correttive risultano ancora in corso.

Otto prodotti sono stati inseriti in Safety Gate, il sistema di allerta rapida dell’Ue per i prodotti non alimentari pericolosi, e trentanove sono stati registrati in Icsms, il sistema europeo di informazione e comunicazione per la vigilanza del mercato che le Avm utilizzano per scambiarsi dati su conformità e applicazione della normativa.

Gli obblighi per progettisti, datori di lavoro e operatori economici

Per chi acquista caschi di sicurezza per uso professionale, la Commissione europea richiama alcuni criteri essenziali:

  • verificare che il modello sia idoneo ai rischi specifici del luogo di lavoro;
  • acquistare e utilizzare esclusivamente caschi professionali con marcatura CE;
  • controllare la presenza delle istruzioni nella lingua nazionale e la disponibilità della Dichiarazione di conformità UE, allegata al prodotto o consultabile online tramite l’indirizzo indicato nelle istruzioni;
  • smaltire i caschi che hanno subito un urto, anche in assenza di danni visibili.

Per gli operatori economici, la conformità dei caschi di sicurezza industriali immessi sul mercato Ue deve rispettare il regolamento (Ue) 2016/425 e le relative norme armonizzate sui dispositivi di protezione individuale, inclusi i requisiti su documentazione tecnica, marcatura CE, istruzioni per l’uso ed etichettatura.

I produttori devono inoltre garantire che i prodotti restino conformi alle specifiche del modello certificato: dispositivi non sicuri o non conformi possono essere respinti in dogana e comportare ritiri dal mercato, richiami e richieste di risarcimento.

Il quadro della campagna Jacop

I test rientrano nell’edizione 2025 della campagna Azioni congiunte sulla conformità dei prodotti (Jacop), iniziativa di vigilanza sul mercato attiva nell’Unione europea e nei paesi Efta.

La Commissione europea finanzia e coordina la cooperazione tra le autorità di vigilanza, supportandole nel confronto di metodologie e risultati e nel rafforzamento dell’applicazione delle norme sulla sicurezza dei prodotti nel mercato unico.

«Le campagne di vigilanza sul mercato contribuiscono a proteggere le imprese dalla concorrenza sleale e a garantire che i prodotti venduti nel mercato unico assicurino la sicurezza di chi li utilizza» Vanessa Capurso, responsabile delle politiche della Dg Grow.

Edicola web

Ti potrebbero interessare

Bagliori metallici

Altamente decorativi, donano quel tocco di eleganza e particolarità con cui personalizzare gli spazi