Convegno Sercomated. Dalla fiscocrazia all’uomo aumentato: il mondo dell’edilizia dialoga con l’AI

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Si è svolto a Milano l’XI Convegno Sercomated: intelligenza artificiale, nuove generazioni e 40 anni dell’associazione al centro del dibattito con architetti e ingegneri.

Convegno Sercomated (foto Sercomated)

Si è svolto nella sede di Confcommercio a Milano l’XI Convegno Sercomated, dal titolo “Dove nasce il futuro. Prossime fermate. Intelligenze artificiali”.

L’appuntamento, che quest’anno ha coinciso con il quarantennale dell’associazione, ha messo a confronto tre temi: il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle decisioni e nella competitività delle imprese, la voce della next generation e la funzione di Sercomated come punto di incontro tra produttori e distributori del settore edile.

Il programma della giornata

I lavori, condotti dalla giornalista Francesca Negri, si sono aperti alle 16 con i saluti istituzionali raccolti sotto il titolo “40 anni di futuro”, affidati a Giuseppe Freri, presidente di Federcomated, a Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, e a Luca Berardo, presidente di Sercomated.

È seguito l’intervento di Alberto Mattiello, Business Futurist, dal titolo “Chi deciderà il futuro? Processi, algoritmi e nuovi modelli d’impresa”, cui ha fatto seguito quello di Alessandro Lioce, Head of Software Development di Edilportale, intitolato “Dal possibile al concreto. Come portare le nuove intelligenze dentro l’azienda”.

So è svolta poi la sessione “Nuove intelligenze. Persone e tecnologie: nuovi linguaggi in dialogo“, guidata da Manfredi Pedone, formatore, docente universitario, attore e founder di Plan Be, con tre coppie di relatori appartenenti alla stessa realtà aziendale: Derek Sala e Alessio Dugoni di Marazzi Group; Davide Ruggeri e Lucrezia Ruggeri di Iter di Ruggeri Gruppo Made; Stefano Colombino ed Edoardo Colombino di BigMat Icos e BigRent Icos Noleggio.

Alle 18:30 è intervenuto nuovamente il presidente Berardo con “Prossime fermate Sercomated” e, a seguire, si è svolta la premiazione dello Store Innovation Award 2026, condotta da Francesca Malerba, direttore de Il Commercio Edile, Imprese Edili ed EdiliziaNews.it.

Il riconoscimento, ideato da Il Commercio Edile, è stato inserito per la prima volta all’interno del convegno in occasione del quarantennale. All’evento sono stati riconosciuti 3 crediti formativi professionali per architetti P.P.C. e 3 crediti formativi professionali per ingegneri.

Persona, dati e generazioni: i tre filoni emersi

Dai lavori è emerso un quadro in cui la dimensione tecnologica, quella organizzativa e quella generazionale si intrecciano in un unico percorso.

  • Il primo filone riguarda la centralità della persona: dal richiamo di Sangalli alla cura, alla prospettiva della persona aumentata e non sostituita delineata da Lioce, fino all’invito di Pedone a costruire ponti, l’intelligenza artificiale è stata descritta come uno strumento da governare, non come alternativa all’intelligenza umana.
  • Il secondo filone riguarda la qualità e la condivisione dei dati: sia Mattiello sia Lioce hanno indicato nell’informazione strutturata e nella sua circolazione lungo la catena del valore la condizione per generare valore reale, un tema che interpella direttamente il ruolo di Sercomated come tavolo di confronto tra produzione e distribuzione.
  • Il terzo filone riguarda l’integrazione tra generazioni, esigenza condivisa a fronte di un dato occupazionale che richiede attenzione.
Luca Berardo (foto Sercomated)

I saluti istituzionali

Il presidente Berardo ha scelto la forma di una lettera di auguri all’Associazione, ricordando come Sercomated abbia rappresentato per la sua generazione un riferimento fin dagli esordi professionali, in un settore dove nessuna impresa può affrontare il cambiamento da sola.

Ha invitato a superare la visione del rapporto tra produzione e distribuzione come sequenza di relazioni commerciali, per pensarlo come una catena del valore fondata sulla collaborazione. Il compito di Sercomated, ha detto, è provare a vedere prima, capire prima e avere il coraggio di sbagliare prima, con l’auspicio che il quarantennale segni l’inizio dei prossimi quarant’anni.

Il presidente Freri, che ha vissuto la storia di Sercomated come fondatore, presidente e tuttora socio, ha ricostruito il contesto in cui l’iniziativa nacque per volontà di Federcomated: un settore della distribuzione di materiali edili frammentato, composto da realtà concentrate sulla competizione reciproca e poco abituate a ragionare per sistema.

Quel confronto si è rivelato, nel tempo, una delle opportunità del settore, consentendo di comprendere che il valore della distribuzione non risiede nel mero trasferimento del prodotto da chi lo realizza a chi lo impiega. Il distributore, ha sottolineato Freri, aggiunge servizio, competenze, presenza sul territorio e formazione, grazie a una rete che ha quantificato in circa diecimila punti vendita vicini a imprese, artigiani, professionisti e cantieri.

Il presidente ha scelto la parola “testimone” per descrivere questi decenni e ha ringraziato le cinque aziende fondatrici, definendo l’anniversario non un punto d’arrivo ma un punto di partenza.

Presidente Freri (foto Sercomated)

Il presidente Sangalli ha apprezzato l’impostazione dell’evento, capace di celebrare quarant’anni di vita associativa guardando all’innovazione e ai nuovi modelli d’impresa. Richiamando l’enciclica di Papa Leone XIV, “Magnifica Humanitas”, dedicata all’intelligenza artificiale, ha ricordato come l’innovazione tecnologica resti sempre una questione di umanità, rendendo necessarie formazione continua e nuove prospettive per il mercato del lavoro.

Sangalli ha ricordato che il sistema contrattuale del commercio interessa complessivamente circa cinque milioni di lavoratori e ha richiamato il decreto del primo maggio sui contratti comparativamente più rappresentativi.

Sul piano congiunturale, ha descritto i fondamentali dell’economia italiana nel complesso confortanti, segnalando che le spese obbligate assorbono ormai il 42% dei redditi delle famiglie, che l’occupazione ha superato i 24,3 milioni di lavoratori e che l’inflazione, poco sopra il 3%, è in gran parte dovuta ai prezzi energetici.

Ha inoltre osservato che gli esercizi commerciali risultano diminuiti di oltre il 14% dal 2018, pur in presenza di un sistema più grande, produttivo ed efficiente. Occorre garantire alle imprese, ha concluso, un contesto competitivo, superando quella che la Confederazione definisce “fiscocrazia”.

Chi deciderà il futuro

Alberto Mattiello, alla sua seconda partecipazione al convegno, ha evidenziato come le nuove tecnologie impieghino tempi sempre più brevi per raggiungere il livello delle prestazioni umane in un determinato compito, citando la capacità dei sistemi di intelligenza artificiale di utilizzare il computer come farebbe una persona, aprendo software di progettazione, Crm e gestionali.

Ha portato come esempio il caso di un edificio di cinque piani e venti appartamenti modellato integralmente a partire dalle sole piante in circa un’ora e venti minuti, a fronte di un lavoro che avrebbe richiesto giorni.

Ha poi richiamato gli sviluppi dell’interazione continua tra persona e macchina, con ricadute sulla formazione sul campo, sulla sicurezza e sulla gestione delle riunioni, e i progressi della robotica applicata a magazzini, stabilimenti e cantieri.

Sul tema della sicurezza ha citato il caso di un ragazzo che, tentando di comandare con un controller di gioco il robot aspirapolvere di casa, ha individuato una vulnerabilità che gli consentiva di accedere a migliaia di dispositivi analoghi nel mondo.

Sull’adozione nelle imprese ha distinto cinque livelli: l’uso individuale a supporto della persona, l’uso a livello di team, la riprogettazione dei processi, la revisione del modello di business e la condivisione dei dati lungo l’intera catena del valore, precisando che la maggior parte delle aziende si colloca ancora al primo livello.

Ha sottolineato il ruolo dei connettori, che permettono all’intelligenza artificiale di accedere alle fonti informative aziendali: finché il dato resta “in prigione” nei singoli sistemi, l’impresa non lo possiede realmente.

Ha inoltre indicato il commercio agentico – sistemi in grado di navigare, confrontare prezzi e comporre autonomamente un acquisto entro un budget definito – come tema di particolare interesse per la distribuzione, riferendo che a giugno di quest’anno le attività svolte dagli agenti sul web hanno per la prima volta superato quelle degli esseri umani.

Ha citato anche una sperimentazione condotta con un’impresa associata sulla capacità dei sistemi di leggere immagini di edifici per la predisposizione rapida di preventivi. Visione, tempismo e capacità di agire sono stati indicati come i tre requisiti per decidere il futuro.

Convegno Sercomated (foto Sercomated)

Dal possibile al concreto

Alessandro Lioce ha osservato che la domanda non è più cosa possa fare l’intelligenza artificiale, ma come generare valore concreto con essa all’interno delle aziende. Ha descritto il confine delle capacità dell’intelligenza artificiale come mobile e irregolare, indicando come competenza essenziale saper distinguere ciò che può essere delegato da ciò che richiede ancora il presidio umano.

Ha suggerito di privilegiare sperimentazioni su attività circoscritte ma verificabili e misurabili, individuando gli ambiti in cui si perde tempo, si svolgono attività ripetitive o si generano colli di bottiglia.

Ha messo in guardia dal rischio di ottimizzare una singola fase spostando solo in avanti il collo di bottiglia, indicando che l’efficacia va misurata sul risultato finale, in termini economici, di tempo, di qualità e di capacità di risposta.

Con il passaggio a lavori più complessi, ha spiegato, la questione diventa quella della delega: quali informazioni rendere accessibili, con quali azioni consentite e come validare i risultati, poiché l’autonomia non deve essere massima ma appropriata.

Un passaggio specifico ha riguardato le informazioni tecniche di prodotto: se finora la digitalizzazione dei cataloghi ha risposto a scopi noti come classificazione e ricerca, oggi le stesse informazioni potranno essere interrogate in linguaggio naturale da chi descrive un bisogno o un contesto d’uso, anche senza conoscere il prodotto esatto.

Ne consegue, secondo Lioce, che caratteristiche tecniche strutturate, con valori coerenti e unità di misura definite, costituiscono un patrimonio destinato a conservare valore. In chiusura ha sottolineato che l’esperienza umana non viene meno, ma si trasforma, delineando la prospettiva di una “persona aumentata” e non sostituita.

Nuove intelligenze: il confronto generazionale

La sessione guidata da Manfredi Pedone ha affiancato all’intelligenza artificiale una seconda “nuova intelligenza”, quella delle giovani generazioni, con una formula partecipativa basata su un sondaggio anonimo in tempo reale. Associata all’intelligenza artificiale, la parola più ricorrente tra i presenti è stata “futuro”, insieme a velocità, opportunità, rivoluzione e anche paura; riferite alle nuove generazioni in azienda sono emerse le parole futuro, innovazione, energia e incertezza.

Alla domanda se, a venticinque anni, sceglierebbero di lavorare nel settore edile, i partecipanti si sono divisi quasi a metà, con lieve prevalenza delle risposte favorevoli.

Tra i cambiamenti attesi nel settore sono stati indicati la digitalizzazione dei processi, l’evoluzione della progettazione, la sostenibilità e il risparmio energetico. La maggioranza ha dichiarato di considerare l’intelligenza artificiale un’opportunità più che una minaccia, e nessuno si è dichiarato contrario all’ipotesi dell’ingresso di un venticinquenne nel consiglio di amministrazione.

Chiamata a scegliere un unico investimento, la platea ha privilegiato un software avanzato di intelligenza artificiale, seguito da un giovane di talento e da un manager di lunga esperienza.

Pedone ha ripercorso l’evoluzione del concetto di intelligenza, dalla scala di Alfred Binet alla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, evidenziando come il contesto e le condizioni di crescita incidano più della dotazione di partenza.

Ha descritto l’intelligenza artificiale come una forma di intelligenza esterna che, se contrapposta a quella umana, genera paura, richiamando precedenti storici come la diffidenza verso i primi treni, i primi ascensori automatici e il primo bancomat, installato a Londra nel 1967. Ha proposto di sviluppare un'”intelligenza evolutiva plurale” e intergenerazionale, fondata sul restare aperti al nuovo e sul creare collegamenti tra intelligenza artificiale, nuove e più mature generazioni.

Il confronto tra le tre coppie di relatori aziendali ha fatto emergere un consenso quasi unanime sull’affermazione secondo cui, nel settore edile, i giovani sono ascoltati troppo poco, mentre l’idea che la competenza tecnica non sarà più il principale fattore distintivo di un buon commerciale ha suscitato posizioni diverse, tra chi ha ribadito il valore della preparazione tecnica e chi ha sottolineato la forza della capacità relazionale, con convergenza sulla necessità di entrambe.

Gli interventi integrali del Convegno Sercomated 2026 sono disponibili su Youtube

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