Uniform. Isolamento termoacustico e facciata in legno per la scuola dell’infanzia di Rezzato

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Il sistema uni_therm di Uniform assicura isolamento termoacustico alla facciata continua in legno della scuola “Don Minzoni” di Rezzato (BS). La scuola è un edificio Nzeb.

Isolamento termoacustico e facciata in legno per la scuola dell'infanzia di Rezzato (foto G. Zabelli)

L’isolamento termoacustico dell’involucro è uno dei requisiti centrali della nuova scuola dell’infanzia “Don Minzoni” di Rezzato (Bs).

L’edificio, classificato nZEB, ha una struttura in pannelli X-Lam e una facciata continua realizzata con il sistema uni_therm di Uniform, abbinato a serramenti in legno-alluminio e ampie superfici vetrate. Euro Project Engineering Consulting Srl ha seguito tutte le fasi progettuali e realizzative, con un approccio integrato, misurabile e trasparente.

Un intervento Pnrr per sostituire un edificio non più adeguato

La scuola nasce da un intervento del Comune di Rezzato finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Secondo Euro Project Engineering Consulting Srl, l’operazione ha permesso di sostituire un edificio che non rispondeva più ai requisiti prestazionali attuali con una struttura scolastica nuova, in cui qualità architettonica, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica sono considerate insieme.

L’obiettivo non si limitava alla costruzione di un nuovo edificio, ma comprendeva la definizione di un’architettura in rapporto equilibrato con il contesto urbano e riconoscibile come luogo di aggregazione per la comunità.

Scuola dell’infanzia di Rezzato (foto G.Zabelli)

Il progetto ha richiesto una lettura attenta dell’area di intervento. Il nuovo assetto planivolumetrico ha dovuto bilanciare superficie edificata, spazi aperti e relazioni con il contesto, individuando una configurazione che assicurasse funzionalità e adeguati livelli di comfort ambientale.

L’architettura si compone di volumi compatti e regolari, con un’alternanza di pieni e vuoti e coperture inclinate a bassa pendenza. L’edificio è arretrato rispetto ai margini del lotto, così da lasciare una fascia di mediazione con il contesto urbano, composta da sistemazioni a verde, percorsi e aree di sosta.

Secondo i progettisti, questa fascia costruisce una transizione graduale tra spazio pubblico ed edificio scolastico e ne attenua la percezione volumetrica.

Impianto planimetrico: quattro moduli e un asse centrale

Il progetto è partito da un principio: la configurazione spaziale doveva essere l’espressione del modello educativo della scuola. La distribuzione degli ambienti traduce quindi in forma architettonica un’organizzazione che favorisce orientamento, inclusione, autonomia e relazione, con spazi facilmente leggibili sia dai bambini sia dal personale.

L’edificio si sviluppa su un solo livello. La scelta elimina le barriere distributive, semplifica i percorsi e garantisce continuità spaziale a un’utenza in età prescolare, oltre a consentire a ogni ambiente didattico un rapporto diretto con il giardino e le aree per le attività all’aperto.

I volumi, distinti e riconoscibili dall’esterno, corrispondono alle quattro sezioni didattiche e permettono di rapportare la scala dell’edificio a quella del tessuto circostante.

Ogni sezione è pensata per accogliere trenta bambini ed è concepita come modulo equivalente agli altri per dimensioni, funzione e qualità. In questo modo tutte le aule hanno le stesse condizioni di comfort ambientale, illuminazione naturale, orientamento e fruibilità, senza gerarchie tra gli spazi educativi.

I moduli sono aggregati a coppie lungo i lati nord-est e sud-ovest, lasciando spazio a un asse centrale che ordina l’intero organismo. Questo ambiente, ampio, luminoso e flessibile, è destinato ad accoglienza, gioco, attività collettive e incontro, e mette in relazione le diverse sezioni.

Intorno all’asse si organizzano gli spazi per il personale docente, gli uffici amministrativi, i servizi igienici, i locali tecnici e gli ambienti accessori. Il blocco mensa ha pianta a “L” ed è orientato verso l’esterno, con un’ampia vetrata che collega gli spazi interni al contesto.

Struttura in X-Lam e involucro Nzeb

La scuola è un edificio Nzeb (near Zero Energy Building). Secondo Euro Project Engineering Consulting srl, è stata progettata per ridurre in modo significativo l’impatto ambientale e garantire un elevato comfort interno.

Il sistema costruttivo è misto: fondazione a platea in cemento armato ed elevazione realizzata prevalentemente con pannelli portanti in legno X-Lam. Il legno strutturale è stato scelto, spiegano i progettisti, per leggerezza, rapidità di assemblaggio, comportamento termoigrometrico favorevole e minore impronta ambientale complessiva.

Cantiere vista dall’alto (foto Uniform)

I pannelli, composti da strati di tavole a fibre incrociate, garantiscono stabilità dimensionale, resistenza meccanica e rigidezza. La continuità dei collegamenti tra fondazioni, pareti e copertura produce un comportamento scatolare dell’edificio, efficace anche rispetto alle azioni sismiche.

Sul piano ambientale, il legno è un materiale rinnovabile e accumula Co₂ durante il ciclo di vita dell’edificio. Nella scuola Don Minzoni è impiegato anche nei serramenti e in alcune finiture interne, con l’effetto di ambienti più caldi e accoglienti. La copertura integra travi in legno lamellare e profili metallici, con elementi di irrigidimento in pannelli Osb.

Anche i sistemi di facciata e i serramenti in legno-alluminio rientrano in questa strategia. Mantengono il rapporto visivo tra interni ed esterno e assicurano prestazioni termoacustiche elevate.

Secondo i progettisti, la combinazione tra le qualità termiche del legno e la resistenza dell’alluminio porta a un involucro efficiente, durevole e coerente con gli obiettivi di sostenibilità.

Il sistema uni_therm e l’isolamento termoacustico della facciata continua

In un edificio Nzebl’involucro ha un ruolo centrale nel controllo delle prestazioni energetiche e ambientali. Per la facciata continua è stato quindi scelto il sistema uni_therm di Uniform, in grado di coniugare isolamento termoacustico, qualità materica e coerenza con il linguaggio architettonico della scuola.

Il sistema, costituito da elementi in legno lamellare di pino, è il componente principale della facciata continua e si integra con i serramenti in legno-alluminio e con le superfici vetrate. Il legno lamellare unisce le prestazioni di un materiale ingegnerizzato alla qualità percettiva del legno naturale.

La sua presenza in facciata e negli spazi interni rafforza la percezione di un ambiente accogliente, adatto alla funzione educativa, e migliora il comportamento termoigrometrico dell’edificio.

Sul piano tecnico, il sistema ha permesso di ottenere un equilibrio tra trasparenza e prestazioni dell’involucro, aspetto rilevante in una scuola in cui il rapporto visivo con l’esterno è un elemento qualificante.

Le ampie vetrate favoriscono l’ingresso della luce naturale e il collegamento con il giardino, mentre la facciata ad alte prestazioni assicura adeguati livelli di isolamento termico e acustico, limita le dispersioni energetiche e contribuisce al raggiungimento degli standard Nzeb.

La razionalità del sistema a montanti e traversi in legno lamellare ha consentito di definire un involucro di elevata precisione costruttiva, integrando in modo coordinato struttura lignea, serramenti e superfici vetrate.

Particolare attenzione è stata riservata ai punti di connessione tra facciata continua, struttura in X-Lam ed elementi trasparenti, per garantire continuità delle prestazioni energetiche, tenuta dell’involucro e durabilità nel tempo.

Progettazione Bim e design generativo

L’intero progetto è stato sviluppato con un approccio parametrico, facendo ampio ricorso al Building Information Modeling (Bim).

Un solo modello 3D ha integrato architettura, struttura e impianti, garantendo un controllo simultaneo e aggiornabile dalla fase ideativa al cantiere.

Il design generativo, supportato da algoritmi, ha permesso di esplorare alternative, ottimizzare i layout interni, simulare scenari, migliorare il livello di dettaglio e ridurre tempi e costi.

Il coordinamento in Bim ha consentito di verificare in anticipo ingombri, connessioni e modalità di assemblaggio tra struttura in X-Lam, facciata e serramenti. Ne sono derivate maggiore precisione in fase esecutiva, meno interferenze in cantiere e una posa in opera più efficiente e controllata.

Euro Project Engineering Consulting Srl indica nel Bim uno strumento fondamentale per un processo integrato tra architettura, struttura e impianti, con un controllo coordinato delle componenti e una verifica puntuale delle soluzioni adottate.

Secondo i progettisti, l’approccio ha permesso di coniugare qualità spaziale, prestazioni energetiche e fattibilità costruttiva, con una sostenibilità intesa come risultato di una visione complessiva e non dell’applicazione di singole tecnologie.

La scuola viene presentata come modello di edificio Nzeb in cui efficienza energetica, qualità ambientale e attenzione alle risorse sono parte di un sistema progettuale integrato, in coerenza con gli obiettivi del finanziamento Pnrr per la riqualificazione dell’edilizia scolastica.

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