Ance Brescia. La crisi abitativa al centro dell’Assemblea generale

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Casa come infrastruttura sociale: Ance Brescia rilancia il dibattito sulla crisi abitativa tra partenariato pubblico-privato, rigenerazione urbana e innovazione tecnologica.

Massimo Angelo Deldossi, Brescia assemblea Ance abitare casa, Brescia 23 Maggio 2026. (foto Fotolive Filippo Venezia)

La casa non è più soltanto una questione edilizia. È una vera e propria emergenza sociale ed economica che chiama in causa l’intero sistema Paese.

È questo il messaggio centrale emerso dall’Assemblea generale di Ance Brescia, svoltasi sabato 23 maggio negli spazi di Eseb, con un titolo che già da solo traccia la rotta: “Abitare. Casa: bene sociale e infrastruttura”.

Ad aprire i lavori, il presidente Massimo Angelo Deldossi, con parole che hanno subito inquadrato la dimensione sistemica della sfida: «L’abitare è il punto di incontro tra economia, società, ambiente e tecnologia. Non è un tema di settore: è una questione di sistema Paese».

Il partenariato pubblico-privato come risposta strutturale alla crisi abitativa

Al cuore dell’intervento di Deldossi c’è la convinzione che nessuno dei due attori — pubblico o privato — possa affrontare da solo la crisi abitativa. «Il pubblico da solo non può garantire tutte le risorse, così come il privato da solo non può sostenere la funzione sociale della casa», ha sottolineato il presidente, indicando nel partenariato pubblico-privato (Ppp) lo strumento più efficace per mobilitare risorse senza rinunciare al controllo sugli obiettivi. Nella sua visione, il Ppp «consente di mobilitare capitali privati senza rinunciare al controllo pubblico sui risultati, mantenere una governance pubblica sugli obiettivi e integrare in modo efficiente progettazione, costruzione e gestione».

Un approccio che ridefinisce anche il profilo stesso dell’impresa costruttrice: «Il ruolo del costruttore — ha concluso Deldossi — è profondamente cambiato: non siamo più solo esecutori, ma partner nella creazione di valore pubblico».

Carlo Cottarelli, Brescia assemblea Ance abitare casa, Brescia 23 Maggio 2026. (foto Fotolive Filippo Venezia)

Il quadro macroeconomico: Cottarelli fotografa la crisi abitativa in Italia e in Europa

A fornire il contesto analitico è stato l’economista Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, che ha offerto una lettura dei bisogni abitativi a scala nazionale e internazionale.

Il suo intervento ha messo in luce le contraddizioni di un mercato in cui l’aumento dei valori immobiliari convive con quote significative di patrimonio inutilizzato, mentre l’accesso alla casa diventa sempre più difficile per fasce crescenti di popolazione.

Una dinamica che, secondo Cottarelli, richiede politiche strutturali e coordinate, capaci di tenere insieme crescita economica e coesione sociale.

Rigenerazione urbana e Piano Casa: meno espansione, più qualità del costruito

Uno dei passaggi più netti della tavola rotonda conclusiva ha riguardato la priorità da assegnare alla riqualificazione del patrimonio esistente rispetto a una logica espansiva.

Il principio condiviso dai relatori è chiaro: non “costruire per costruire”, ma orientare gli interventi sui reali bisogni dei territori, riducendo il consumo di suolo e recuperando l’inutilizzato.

In questa direzione, il Piano Casa e le politiche urbanistiche sono stati indicati come leve strategiche fondamentali, da accompagnare però con una governance più efficace e capace di semplificare i processi decisionali e integrare i diversi livelli istituzionali.

Gruppo nuovi associati, Brescia assemblea Ance abitare casa, Brescia 23 Maggio 2026 (foto Fotolive Filippo) Venezia

Digitalizzazione e innovazione: le nuove tecnologie cambiano il modo di costruire

La crisi abitativa non si risolve senza innovazione. Un punto di convergenza tra tutti gli interventi ha riguardato il ruolo abilitante delle nuove tecnologie: digitalizzazione, nuovi materiali e metodi costruttivi evoluti stanno già ridisegnando tempi, costi e modalità di intervento nel settore delle costruzioni.

Un cambio di passo che impatta direttamente sulla qualità del costruito e sulla capacità della filiera di rispondere in modo più rapido ed efficiente alla domanda.

Cambia anche il “prodotto casa” in sé: le trasformazioni nei modelli familiari, nelle modalità di lavoro e negli stili di vita richiedono soluzioni abitative più flessibili, sostenibili e integrate con i servizi urbani. La domanda evolve, e con essa deve evolvere anche l’offerta.

Tavola Rotonda con Raffaele Fitto, Brescia assemblea Ance abitare casa, Brescia 23 Maggio 2026 (foto Fotolive Filippo) Venezia

La dimensione europea e il ruolo dell’housing sociale

La tavola rotonda — moderata dalla giornalista del Tg5 Costanza Calabrese — ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali di primo piano: Raffaele Fitto (vicepresidente esecutivo della Commissione europea, in videocollegamento), Irene Tinagli (presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione Europea), Alessandro Morelli (sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri), Laura Castelletti (sindaca di Brescia), il professor Ezio Micelli dell’Università Iuav di Venezia e Giordana Ferri, direttrice della Fondazione Housing Sociale.

Il confronto ha dato ampio spazio alle politiche europee e nazionali come strumenti di contrasto alla crisi abitativa, con un focus particolare sull’utilizzo più efficace degli strumenti finanziari disponibili e sul rafforzamento dell’housing sociale.

L’urgenza è concreta: la difficoltà di accesso alla casa riguarda oggi giovani, famiglie e lavoratori, una platea sempre più ampia che non può essere lasciata senza risposta.

L’Assemblea di Ance Brescia si chiude con un messaggio di sistema: la casa come leva strategica per lo sviluppo del Paese, da affrontare con una visione condivisa, strumenti innovativi e una rinnovata alleanza tra pubblico e privato. Un’agenda dell’abitare che non può più essere rimandata.

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