Ance | Osservatorio congiunturale 2013

Crisi: un 2013 da dimenticare, il 2014 potrà essere l’anno della ripresa?

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L’Ance chiede più flessibilità per l’Italia sbloccando subito i 5 miliardi già a disposizione degli enti locali. Dice il presidente Paolo Buzzetti: «…l’Italia deve ottenere di poter usufruire della flessibilità (0,3% del Pil) prevista per gli investimenti sul Patto di stabilità degli enti locali (c.d. clausola per gli investimenti). 5 miliardi di edilizia significano 17 miliardi di ricaduta sull’economia e 85mila posti di lavoro».

Quello che segue è in estrema sintesi il quadro congiunturale del settore delle costruzioni presentato ieri dai costruttori edili per il 2013.È andata ancora peggio di quanto si prevedeva solo sei mesi fa.
Gli investimenti sono scesi del 6,9% (-5,6% era la previsione di giugno) e la perdita di posti di lavoro (-10,4%) è stata la più pesante di tutti i settori economici.
Soffrono tutti i comparti: nell’ultimo anno nuove abitazioni -18,4%, edilizia non residenziale -9,1% e lavori pubblici -9,3%. Un quadro che rende drammatico, per l’edilizia, il bilancio dall’inizio della crisi: 480.000 lavoratori lasciati a casa, che salgono a 745.000 se si considerano anche i settori collegati 12.600 imprese fallite su un totale di 55.200. In sostanza quasi una chiusura su quattro si è verificata in edilizia.

Cosa prevedono i costruttori per il 2014?
Senza i 5 miliardi la ripresa sarebbe a rischio. In questa prima ipotesi la caduta del settore delle costruzioni continua (-2,5%), ma è attenuata da alcuni provvedimenti del Governo, come la proroga degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico prevista nel ddl stabilità, e le misure di rilancio dei mutui contenute nel dl casa (accordo Abi-Cdp).
Con i 5 miliardi si aggancia la ripresa. Potendo usufruire della clausola per gli investimenti, si potranno spendere 5 miliardi nel comparto delle opere pubbliche che invertirebbero, finalmente, il trend negativo del settore. I livelli produttivi aumenterebbero, rispetto al 2013, dell’1,2% e si riuscirebbe a dotare il Paese delle infrastrutture di cui ha urgente bisogno: dalla messa in sicurezza del territorio alla riqualificazione del patrimonio scolastico e delle città.

Scarica: Le costruzioni come motore di sviluppo del prof. Paolo Savona >> 

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