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Dizionario enciclopedico del calcestruzzo, sezione 15: la relazione con il cloruro

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Il Dizionario enciclopedico del calcestruzzo, edito da Enco e scritto dall’ing. Mario Collepardi, è una versione aggiornata di precedenti edizioni che furono pubblicate tra il 1990 e il 2004. In questa sezione, la 15, si parla del cloruro e della sua relazione con il calcestruzzo.

Enco Engineering Concrete ha pubblicato online il Dizionario enciclopedico del calcestruzzo, nuova versione aggiornata alla norma nazionale Uni 11104 e alla norma europea Uni-En 206-1. In questa 15esima sezione del libro l’ing. Mario Collepardi parla del cloruro e della sua relazione con il calcestruzzo.

Cloruro

I sali a base di cloruro sono molto pericolosi se presenti dentro una struttura soprattutto se armata perché ne provocano la corrosione. In particolare il cloruro di calcio, (CaCl2), che è applicato nei periodi invernali per rimuovere il ghiaccio, oltre a corrodere i ferri di armatura, può danneggiare severamente anche la pasta di cemento provocandone una completa disgregazione per la formazione di ossi-cloruro di calcio idrato,

3CaO•CaCl2•15H2O.

La presenza del cloruro all’interno del calcestruzzo può avere due fonti:

  1. come sostanza contaminante delle materie prime;
  2. come prodotto che penetra il calcestruzzo in servizio proveniente dall’ambiente.

Materie prime

Per le materie prime la fonte più frequente di cloruro è dalla sabbia marina e dall’acqua di mare per l’impasto, entrambe ricche di cloruro di sodio e che pertanto debbono essere assolutamente escluse dall’impiego come materie prime per confezionare calcestruzzi armati; un impiego per calcestruzzi non armati è tollerato se si accettano le efflorescenze saline che potranno deturpare la superficie.

Per le strutture armate, secondo la norma Uni En 206-1 esistono limiti nel contenuto di cloruro per le materie prime e per il calcestruzzo:

  • in tutte le materie prime cementizie (clinker, cenere volante, loppa, il limite massimo di cloruro accettato è 0,1% in massa;
  • sugli inerti il limite raccomandato è più severo: 0,03% ma valori più elevati sono tollerati purché si rispetti il limite complessivo di cloruro che viene stabilito per il calcestruzzo (0,02 oppure 0,04%);
  • nell’acqua di impasto il tenore di cloruro tollerato è 1000 ml/L per le strutture in c.a. e 500 mg/L nelle strutture in c.a.p;
  • il contenuto massimo di cloruri nel calcestruzzo è stabilito dalla classe in contenuto di cloruri.

Penetrazione nelle strutture

La penetrazione del cloruro dall’ambiente all’interno delle strutture armate in servizio può provenire dall’acqua di mare o dai sali disgelanti applicati sulla superficie per prevenire la formazione di ghiaccio con cloruro di sodio (NaCl), o rimuovere quello già formato generalmente con cloruro di calcio.

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