Nel quadrante nord-est di Roma, il quartiere Talenti continua a trasformarsi attraverso interventi che puntano sulla rigenerazione urbana più che sull’espansione edilizia. In via Dario Niccodemi, un immobile nato per funzioni non residenziali è stato completamente riconvertito in un complesso built-to-rent, destinato esclusivamente alla locazione abitativa. Un progetto che unisce riqualificazione energetica, recupero del costruito e nuove esigenze del mercato immobiliare urbano.
L’intervento ha interessato circa 35 mila metri quadrati tra interpiani e coperture, con un obiettivo preciso: ottenere elevate prestazioni energetiche senza alterare l’equilibrio strutturale dell’edificio esistente. Una sfida tecnica rilevante, soprattutto considerando i limiti dimensionali tipici degli immobili realizzati nei primi anni Duemila.
La riqualificazione è stata eseguita da Dvc – di Vincenzo Dino & C. Spa e Site Spa, due realtà con consolidata esperienza nei cantieri complessi della capitale. Il progetto si è concentrato in particolare sull’efficientamento dell’involucro edilizio, elemento oggi determinante per ridurre consumi energetici, dispersioni termiche e costi di gestione.

Il nodo degli spessori ridotti
Uno dei principali ostacoli progettuali ha riguardato gli interpiani tra ambienti climatizzati. Negli edifici direzionali convertiti al residenziale, infatti, gli spessori disponibili sono spesso insufficienti per inserire sistemi isolanti tradizionali senza compromettere quote interne, impianti o passaggi tecnici.
Per superare questa criticità è stato scelto Poliiso Plus di Ediltec Insulation, applicato con uno spessore di appena 20 millimetri. Il pannello, caratterizzato da una conducibilità termica dichiarata di 0,022 W/mK e da una resistenza alla compressione superiore a 150 kPa, ha consentito di rispettare i limiti normativi sulle trasmittanze senza interventi invasivi.
La riduzione degli spessori ha avuto un impatto concreto anche sull’organizzazione del cantiere: meno modifiche alle quote, minori interferenze con gli impianti esistenti e tempi operativi più rapidi.
Copertura progettata per durare
Anche la copertura ha richiesto una soluzione altamente performante. Oltre all’isolamento termico, il sistema doveva garantire stabilità meccanica e compatibilità con un manto impermeabile applicato a caldo.
La scelta è ricaduta su una stratigrafia composta da Poliiso Plus 60 mm e Poliiso Sb 60 mm, installati in doppio strato. La configurazione ha permesso di ottenere continuità isolante, riduzione dei ponti termici e adeguata resistenza ai carichi previsti dal pavimento galleggiante.
Nel caso del pannello Poliiso Sb, la combinazione tra conducibilità termica di 0,026 W/mK e resistenza meccanica elevata ha reso possibile la realizzazione di un pacchetto isolante stabile e durevole, adatto a una copertura particolarmente sollecitata.

Rigenerare senza consumare nuovo suolo
L’operazione di via Dario Niccodemi riflette una tendenza sempre più evidente nelle grandi città italiane: recuperare edifici esistenti per rispondere alla domanda abitativa senza espandere ulteriormente il tessuto urbano.
Nel mercato immobiliare italiano, storicamente orientato alla proprietà, i progetti built-to-rent rappresentano ancora una quota limitata, ma sempre più strategica. La crescente richiesta di alloggi in affitto, soprattutto nelle aree metropolitane, sta infatti spingendo operatori e investitori verso formule residenziali più flessibili ed efficienti.
In questo contesto, la riqualificazione energetica assume un valore che va oltre il singolo edificio. Migliorare le prestazioni dell’involucro significa ridurre consumi ed emissioni per decenni, aumentando al tempo stesso comfort abitativo e qualità urbana.
Tecnologia e sostenibilità nel recupero edilizio
Il poliuretano espanso rigido utilizzato nel progetto conferma il proprio ruolo centrale negli interventi di retrofit energetico. La capacità di garantire elevato isolamento con spessori contenuti permette infatti di intervenire su edifici esistenti senza modifiche strutturali invasive, aspetto decisivo nei processi di riconversione funzionale.
L’intervento romano dimostra come materiali ad alte prestazioni e progettazione integrata possano trasformare immobili obsoleti in strutture efficienti e pienamente compatibili con gli obiettivi ambientali contemporanei.
Più che una semplice ristrutturazione, quella di via Dario Niccodemi rappresenta un modello di rigenerazione urbana applicata: recuperare il costruito, aumentare l’offerta abitativa e ridurre l’impatto energetico della città senza consumare nuovo territorio



