Esem-Cpt. “A che ora torni?”

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Un progetto teatrale che racconta il dramma delle morti sul lavoro attraverso le voci di chi vive quotidianamente il cantiere. Promosso da Esem-Cpt, trasforma esperienze e testimonianze in uno strumento di sensibilizzazione sulla sicurezza, restituendole una dimensione umana

(foto Esem-Cpt)

Ci sono domande che, nella loro semplicità, portano con sé un peso enorme.

“A che ora torni?” è una di queste: una frase quotidiana, pronunciata in tante case e in tante famiglie, che in questo progetto teatrale diventa il centro di una riflessione profonda sulle morti sul lavoro.

Non un titolo evocativo scelto a caso, ma una domanda che richiama con immediatezza ciò che ogni incidente grave spezza: l’attesa di chi resta, la fiducia nel ritorno, la normalità interrotta.

Lo spettacolo nasce nell’ambito di Esem-Cpt e affida al linguaggio teatrale il compito di raccontare una delle questioni più drammatiche del mondo dell’edilizia: gli infortuni nei cantieri, soprattutto quelli mortali.

L’obiettivo non è soltanto sensibilizzare, ma farlo in modo diverso dal solito, spostando il discorso dalla dimensione burocratica a quella umana.

La sicurezza, in questa prospettiva, non è un insieme di regole astratte, ma un tema che riguarda persone in carne e ossa, relazioni, famiglie, responsabilità condivise.

Dalla cronaca alla scena

Alla base del progetto c’è un fatto reale, un episodio di cronaca che ha lasciato dietro di sé dolore e interrogativi.

Da quel punto di partenza è nato un percorso che non si è limitato a riprodurre il trauma, ma ha cercato di trasformarlo in consapevolezza collettiva.

È qui che il teatro assume una funzione particolare: non quella di intrattenere soltanto, ma di aprire uno spazio di ascolto, empatia e partecipazione.

Il lavoro è passato attraverso un laboratorio teatrale di due mesi che ha coinvolto persone con ruoli diversi nel settore della sicurezza e dell’edilizia. Imprenditori, formatori, tecnici della prevenzione, Rlst, professionisti e dipendenti dell’ente hanno condiviso esperienze, impressioni e vissuti legati alla realtà quotidiana del cantiere.

Il risultato non è stato un copione costruito dall’esterno, ma una drammaturgia che nasce da parole vere, raccolte e rielaborate per restituire la complessità del tema senza cadere nella retorica.

La regia è di Alessandro Manzella, dell’associazione Le Compagnie Malviste, mentre la scrittura scenica porta la firma di Alvise Campostrini.

Le musiche eseguite dal vivo da Gianpietro Marazza aggiungono intensità alla rappresentazione, accompagnando una messa in scena essenziale e concentrata, pensata per far emergere soprattutto il contenuto umano dei racconti.

(foto Esem-Cpt)

Chi sale sul palco

Uno degli aspetti più interessanti di “A che ora torni?” è la scelta di mettere in scena persone che il cantiere lo conoscono da vicino.

Non attori professionisti, ma operatori del settore che ogni giorno si confrontano con il tema della prevenzione: coordinatori della sicurezza, ispettori, imprenditori, tecnici, formatori, lavoratori.

Questa scelta cambia radicalmente il senso dell’operazione, perché porta sul palco non una rappresentazione distante del mondo del lavoro, ma il suo stesso linguaggio, le sue tensioni, le sue responsabilità.

In questo modo lo spettacolo si muove su più livelli.

Da una parte racconta il cantiere come luogo di lavoro, con i suoi rischi e le sue complessità; dall’altra mette in evidenza il punto di vista di chi quel mondo lo osserva, lo controlla, lo organizza o lo vive quotidianamente.

E poi c’è il livello forse più forte: quello delle conseguenze umane di un incidente, che non si fermano al luogo in cui accade, ma si allargano alle famiglie, agli affetti, alla vita di chi resta.

Un percorso in più tappe

Il debutto dello spettacolo risale al 26 ottobre 2023, nella sede milanese di Esem-Cpt, in occasione della Settimana europea per la Salute e la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro.

Già in quella prima fase il progetto aveva mostrato la propria capacità di parlare a un pubblico più ampio rispetto ai soli addetti ai lavori, proprio perché affrontava un tema tecnico attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente.

Una seconda tappa è arrivata il 24 novembre 2023, con una replica che ha inserito il tema della cura delle persone e del lavoro dentro un contesto simbolico più ampio, dando continuità al messaggio dello spettacolo.

Poi, nel 2025, il progetto ha trovato una nuova visibilità con la rappresentazione al Pacta dei Teatri di Milano, andata in scena il 29 maggio e seguita, il 5 giugno, da una replica aggiuntiva. Sold out.

La risposta del pubblico è stata molto forte: oltre 460 presenze complessive, a conferma di un interesse che supera i confini del settore edile.

Nel 2026 il percorso è continuato con una nuova rappresentazione al Teatro alle Vigne di Lodi, il 6 maggio.

Una data che conferma come lo spettacolo non sia pensato come un episodio isolato, ma come un progetto capace di tornare in scena e di rinnovare di volta in volta la propria funzione di sensibilizzazione.

(foto Esem-Cpt)

Perché il teatro funziona

La forza di questo progetto sta soprattutto nella sua capacità di parlare alle persone senza ricorrere al linguaggio tecnico della formazione o della comunicazione istituzionale.

La sicurezza sul lavoro, spesso percepita come un insieme di adempimenti, qui viene restituita alla sua dimensione più concreta: quella del valore della vita e della responsabilità verso gli altri.

Ogni scena richiama implicitamente il momento in cui qualcuno esce di casa aspettandosi di rientrare la sera, e invece quel ritorno non avviene.

Il teatro funziona perché non spiega soltanto, ma coinvolge.

Permette a chi guarda di immedesimarsi, di ascoltare punti di vista diversi, di sentire il peso di una perdita senza che questa venga ridotta a un dato statistico.

In questo senso “A che ora torni?” non sostituisce la formazione, ma la affianca con uno strumento capace di agire sul piano emotivo e relazionale, cioè proprio su quel terreno dove spesso si costruisce una consapevolezza più duratura.

Un progetto condiviso

Accanto a Esem-Cpt e Le Compagnie Malviste, il progetto coinvolge anche Ats Milano Città Metropolitana e Asle-Rlst.

La collaborazione tra enti diversi mostra che il tema della sicurezza può essere affrontato in modo più ampio e trasversale, mettendo insieme competenze tecniche, sensibilità culturali e strumenti di comunicazione diversi.

“A che ora torni?” resta così un esempio concreto di come la prevenzione possa uscire dagli schemi più rigidi e trovare nel teatro un linguaggio capace di colpire, far riflettere e lasciare un segno.

È un piccolo progetto, ma con una forza rara: quella di parlare di lavoro non come di una categoria astratta, ma come di vite reali, fragili, preziose.

Dalla cronaca alla consapevolezza: il teatro della sicurezza
VoceDettagli
Cos’èSpettacolo teatrale nato da un reale infortunio mortale sul lavoro, dedicato al tema della sicurezza nei cantieri e alla prevenzione delle “morti bianche”. Durata: circa 50 minuti.
OrigineNato da un laboratorio teatrale ideato da Esem-Cpt, della durata di due mesi che ha coinvolto imprenditori, formatori, RLST, tecnici della prevenzione Ats, professionisti e operatori del settore edile.
Debutto26 ottobre 2023 presso la sede Esem-Cpt di Milano, in occasione della Settimana europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro.
InterpretiNon attori professionisti, ma persone del mondo delle costruzioni: muratori, tecnici, coordinatori della sicurezza, preventori, ispettori e imprenditori.
DrammaturgiaAlvise Campostrini
RegiaAlessandro Manzella
MusicheGianpietro Marazza (composizione ed esecuzione dal vivo)
ProduzioneAssociazione di Promozione Sociale Le Compagnie Malviste Ets
PromotoreEsem-Cpt di Milano, Lodi e Monza e Brianza
Patrocini e collaborazioniAts Milano Città Metropolitana, Asle-Rlst
Prossimo spettacoloSaie Bologna 2026 – 9 ottobre 2026, ore 11.30, presso Spazio Arena

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