Prende avvio il progetto di recupero e rigenerazione urbana dell’ex convento di Santa Chiara, a Piacenza.
Posata la prima pietra che segna l’inizio ufficiale dei lavori nel complesso storico dello Stradone Farnese, un’area di circa 12mila metri quadrati, di cui 8.500 destinati a verde.
L’intervento trasformerà l’ex convento in uno spazio dedicato a ospitalità, inclusione sociale e nuovi servizi per la città.
Alla cerimonia hanno preso parte il presidente di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini, la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi e il presidente di Investire Sgr (Gruppo Banca Finnat) Arturo Nattino, insieme ai progettisti e ai rappresentanti delle istituzioni locali, del Terzo Settore e delle università coinvolte.
Il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, ha definito l’intervento di Santa Chiara un esempio di come la rigenerazione urbana possa diventare un motore di crescita, inclusione e valorizzazione dei territori, sottolineando l’impegno del Gruppo Cdp nello sviluppo dell’housing sociale e dello student housing.
Il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Roberto Reggi, ha sottolineato il valore simbolico della posa della prima pietra, definendo l’intervento un progetto che unisce rigenerazione architettonica e inclusione sociale, restituendo alla città una porzione del centro storico e un nuovo spazio pubblico con l’auditorium a cielo aperto.
La sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, ha evidenziato come l’intervento contribuisca a consolidare l’identità di Piacenza come città universitaria, integrando i servizi per gli studenti fuori sede con il sostegno alle persone più vulnerabili.
Il presidente di Investire Sgr (Gruppo Banca Finnat), Arturo Nattino, ha ricordato la storia plurisecolare del complesso — dal monastero francescano dell’XI secolo, all’accoglienza di religiose e donne in difficoltà dal 1845, fino all’insediamento dei Padri Saveriani — e ha indicato nel progetto un modello di partnership pubblico-privata orientato ai bisogni abitativi delle nuove generazioni.
L’architetto Giorgio Donà, Founding Partner e direttore di Stefano Boeri Interiors, ha descritto l’Arena Santa Chiara come un nuovo punto di incontro tra memoria storica, ricerca e innovazione, uno spazio ipogeo accessibile e adattabile a molteplici funzioni.
Un intervento da 30 milioni di euro tra studentato e social housing
Il recupero dell’ex convento di Santa Chiara nasce su impulso della Fondazione di Piacenza e Vigevano e prevede la riconversione degli edifici storici in una nuova residenza universitaria, che sarà affidata alla società Relife, specializzata nella gestione di residenze per studenti.
È inoltre prevista la realizzazione di un nuovo edificio destinato a Centro Socio-Riabilitativo Residenziale per persone fragili e con disabilità, la cui gestione sarà affidata alla cooperativa Unicoop.
Il progetto metterà a disposizione circa 300 posti complessivi tra studentato, social housing e servizi socioassistenziali.
L’operazione ha un valore complessivo di circa 30 milioni di euro ed è attuata da iGeneration, fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso gestito da Investire Sgr (Gruppo Banca Finnat).
Al fondo partecipano Cdp Real Asset Sgr il Fondo Europeo degli Investimenti e alcune fondazioni di origine bancaria, tra cui la Fondazione di Piacenza e Vigevano, oltre a casse di previdenza e istituti bancari. Completa la struttura finanziaria il mutuo concesso da Banca di Piacenza.
Il progetto: firma Stefano Boeri Interiors, ingegneria a cura di Paolo Milani
Il progetto di recupero è stato sviluppato dallo studio Stefano Boeri Interiors, fondato dall’architetto Stefano Boeri e dall’architetto Giorgio Donà, in collaborazione con l’ingegner Paolo Milani e un gruppo di professionisti piacentini.
L’architetto Pier Giorgio Armani ha curato gli aspetti architettonici e di restauro del complesso storico, l’ingegner Silvio Carini la componente strutturale, l’architetto Isabella Tampellini gli aspetti urbanistici e procedurali, mentre gli ingegneri Maurizio Fornasari e Gennaro Schiano Lo Moriello hanno seguito rispettivamente la progettazione degli impianti di climatizzazione e degli impianti elettrici.
L’approccio progettuale interpreta il complesso storico come un sistema integrato di architetture, spazi aperti e paesaggio.
È previsto il restauro degli edifici esistenti, destinati ad alloggi per studenti, nel rispetto delle caratteristiche storico-architettoniche originarie e in accordo con la Soprintendenza. Le volumetrie storiche vengono recuperate e rifunzionalizzate, valorizzando portici, chiostri e percorsi coperti.
Il verde è uno degli elementi centrali della composizione, sviluppato attraverso giardini pensili, terrazze e cortili tematici interconnessi. Gli spazi aperti sono pensati come luoghi di relazione, cultura e inclusione sociale, accessibili sia agli utenti della struttura sia alla cittadinanza.
Lo storico chiostro centrale diventa il punto di riferimento per eventi e attività collettive, mentre il nuovo Giardino Terapeutico e la Terrazza Comune ampliano le superfici dedicate al benessere e alla socialità.
Arena Santa Chiara: il nuovo auditorium a cielo aperto
Con l’avvio dei lavori parte anche la realizzazione dell’Arena Santa Chiara, un auditorium a cielo aperto per la cultura e gli eventi della Fondazione di Piacenza e Vigevano, progettato da Stefano Boeri Interiors. Concepita come un teatro all’aperto contemporaneo e flessibile, l’arena ospiterà spettacoli, concerti, incontri pubblici e attività culturali.
Il progetto nasce dalla lettura delle preesistenze storiche rinvenute nell’area: le antiche fondazioni diventano l’elemento generatore dell’intervento architettonico, integrate nel disegno complessivo dello spazio.
L’impianto si articola in tre ambiti, definiti dal disegno della pavimentazione: il sistema delle gradonate per il pubblico, l’area scenica e una superficie piana riservata al pubblico, posta alla quota del palco.
Le gradonate costituiscono l’elemento principale dell’arena e accolgono circa 200 posti a sedere; ai lati si sviluppano i percorsi di accesso allo spazio scenico. La pedana scenica, in continuità con le gradonate, definisce il luogo della rappresentazione, favorendo la prossimità tra artisti e spettatori.
Un ruolo specifico è stato attribuito al progetto illuminotecnico, pensato per valorizzare le qualità materiche del luogo e le tracce storiche presenti. Completano l’intervento gli spazi di supporto per il backstage e i servizi tecnici necessari alla gestione degli eventi.



