Fonditalia. Formazione nelle costruzioni, resta il gap tra domanda e offerta di lavoro

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Dal 2009 FondItalia ha finanziato la formazione di 29.994 lavoratori delle costruzioni, ma il divario tra domanda e offerta di competenze resta ampio.

Egidio Sangue direttore Fonditalia ente di formazione continua (foto Fonditalia)

Sono 29.994 i lavoratori del settore delle costruzioni che hanno partecipato ad attività di formazione finanziate da FondItalia dal 2009 a oggi. I progetti sostenuti sono 2.142, per un valore complessivo superiore a 16 milioni di euro.

Il dato emerge dall’analisi del Fondo e si inserisce in un quadro in cui la ricerca di profili qualificati resta una criticità per il comparto.

Un bacino di oltre 10mila imprese aderenti

Il perimetro dei potenziali beneficiari è ampio: le imprese del comparto edilizia-costruzioni aderenti al Fondo, promosso da Ugl e FederTerziario, sono 10.070, con 52.582 dipendenti. Secondo FondItalia, l’investimento in formazione continua ha dato risposte concrete alla carenza di competenze e ha accompagnato nel tempo l’evoluzione delle professionalità.

Permane però un paradosso del settore edilizio: le imprese continuano ad avere bisogno di lavoratori, ma trovare i profili e le competenze richiesti dal mercato è sempre più difficile.

«I numeri del comparto costruzioni mostrano con chiarezza quanto la formazione continua rappresenti una leva concreta per accompagnare l’evoluzione delle imprese e del lavoro. I 2.142 progetti finanziati dal 2009 a oggi e i quasi 30mila lavoratori coinvolti rappresentano una dimensione significativa, ma oggi la sfida è ancora più complessa: non si tratta soltanto di formare più persone, ma di formarle sulle competenze che servono realmente alle imprese e che serviranno nei prossimi anni. Il dato sulla difficoltà di reperimento nel settore conferma che dobbiamo intervenire sul mismatch tra domanda e offerta anche attraverso la qualificazione, l’aggiornamento e la messa in trasparenza delle competenze.
La formazione non può essere considerata soltanto una risposta alle esigenze contingenti delle imprese. La sua funzione diventa anche quella di anticipare i cambiamenti. Se la difficoltà di reperimento è determinata, almeno in parte, da una preparazione non adeguata rispetto ai profili richiesti, investire sulle competenze significa infatti intervenire su uno dei nodi che condizionano la capacità delle imprese di crescere e di organizzare il lavoro». Egidio Sangue, direttore di FondItalia

Formazione: distribuzione territoriale dei progetti

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la geografia dei progetti. La domanda di formazione non coincide con la semplice numerosità delle imprese presenti nei territori. Per adesioni, la platea più numerosa è in Puglia, con 4.271 imprese e 17.179 dipendenti. La Lombardia, pur con un numero di imprese sensibilmente inferiore (1.062), registra 8.891 dipendenti.

Considerando invece le attività formative finanziate, è la Lombardia a guidare la classifica per numero di progetti: 641, pari al 29,93% del totale. Le attività hanno coinvolto 10.059 dipendenti, per contributi complessivi di 2.909.708,60 euro.

Al secondo posto si colloca la Puglia, con 467 progetti (21,8% del totale) e 6.743 dipendenti coinvolti. La regione è però prima per valore complessivo dei contributi: 4.199.314,82 euro.

Seguono:

  • Campania, con 214 progetti e 2.751 dipendenti coinvolti;
  • Sicilia, con 209 progetti e 3.198 lavoratori in formazione;
  • Piemonte (141 progetti), Marche (108), Toscana (103) ed Emilia-Romagna (89);
  • Lazio e Veneto, entrambi a 70 progetti.

Il confronto tra adesioni e attività finanziate mostra differenze significative tra la numerosità della platea aderente e l’effettiva partecipazione ai progetti.

Il divario tra domanda e offerta di lavoro

Nonostante l’investimento in formazione, il divario tra domanda e offerta di lavoro nel settore edilizio è ancora ampio e rischia di diventare uno dei principali ostacoli alla crescita del comparto. Commenta Egidio Sangue, direttore di FondItalia:

I dati Excelsior sulla difficoltà di reperimento

Il Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, offre un quadro aggiornato. Ad agosto 2026 le imprese delle costruzioni prevedevano 26mila nuovi ingressi, ma la difficoltà di reperimento ha riguardato il 52,7% delle assunzioni programmate: più di una posizione su due.

Nella rilevazione di luglio il dato era arrivato al 62,6%, collocando le costruzioni tra i comparti con le maggiori criticità nel mercato del lavoro. Per gli addetti alle rifiniture delle costruzioni la difficoltà raggiunge il 75,6% delle richieste.

Non si tratta quindi soltanto di disponibilità di manodopera, ma del rapporto tra le competenze disponibili e quelle richieste dalle aziende.

Le competenze richieste dalle trasformazioni del settore

Il comparto è interessato da cambiamenti che riguardano le tecnologie, le modalità di progettazione e gestione dei cantieri, l’efficienza energetica, la sicurezza e, più in generale, i processi organizzativi.

La domanda di lavoro riguarderà soprattutto operai specializzati, addetti alla manutenzione e alle rifiniture, ma anche ingegneri civili, tecnici della gestione dei cantieri ed esperti in ambito digitale.

Sul fronte della transizione ecologica saranno determinanti le competenze in materia di efficientamento energetico, fonti rinnovabili, normative e protocolli ambientali.

In questa prospettiva la formazione finanziata può svolgere un ruolo strategico, e il rafforzamento della collaborazione tra imprese, parti sociali, enti formativi e istituzioni sarà decisivo per intercettare i nuovi fabbisogni e tradurli in percorsi formativi efficaci.

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