Italia in corsa verso l’efficienza energetica: salto medio di 4,5 classi e bollette più leggere

Condividi

Tra il 2020 e il 2025 l’Italia ha accelerato la riqualificazione energetica degli edifici, con un salto medio di 4,5 classi energetiche. Gli interventi hanno ridotto le emissioni di CO₂ e generato un risparmio annuo fino a 1.800 euro per le famiglie, trasformando edifici inefficienti in immobili ad alta efficienza

Negli ultimi cinque anni, l’Italia ha compiuto un passo significativo nella riqualificazione del proprio patrimonio edilizio, migliorando l’efficienza energetica degli edifici e generando risparmi concreti per le famiglie. Secondo l’Osservatorio Riqualificazione Energetica, realizzato dall’agenzia Humans&Data su un campione di 2.177 cantieri gestiti da Harley&Dikkinson, tra il 2020 e il 2025 sono stati riqualificati 2,4 milioni di metri quadrati di immobili, con un impatto positivo sul clima e sulle bollette domestiche.

Salto medio di 4,5 classi energetiche

I dati mostrano un miglioramento medio di 4,5 classi energetiche a livello regionale, certificato dagli Attestati di Prestazione Energetica (APE). Prima degli interventi, quasi tre quarti degli edifici italiani (75,6%) si trovavano nelle classi più inefficienti (E, F e G), con la classe F che rappresentava il 30,2% del totale. Oggi oltre il 60% degli immobili rientra in una delle quattro sottocategorie della classe A, con il 22,6% in classe A4, la più performante.

(foto Humans&Data)

Questo salto non ha solo un valore simbolico: la riqualificazione ha ridotto le emissioni di CO₂ di 25,16 kg/mq all’anno e ha generato un risparmio economico medio di 12,1 euro al metro quadro, pari a oltre 1.100 euro annui per un appartamento di 100 mq e fino a 1.800 euro per una villetta unifamiliare.

(foto Humans&Data)

Incentivi fiscali e impatto sul mercato

Il boom della riqualificazione è stato sostenuto dagli incentivi fiscali come il SuperBonus, lo sconto in fattura e la cessione del credito, terminati il 31 dicembre 2025. Il periodo 2021-2022 ha visto la maggior parte degli interventi (9 su 10), mentre la fine del SuperBonus ha provocato un calo del 22% negli investimenti per il recupero abitativo nel 2024, secondo Anaepa Confartigianato.

«In un Paese in cui quasi il 70% degli edifici residenziali è ancora tra le classi E, F e G, il lavoro svolto tra il 2020 e il 2025 è stato fondamentale.
Bisogna continuare a riqualificare il patrimonio immobiliare per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione dei consumi energetici e garantire ambienti confortevoli per le famiglie»
Alessandro Ponti, Presidente di Harley&Dikkinson

Interventi più richiesti: dal cappotto termico al fotovoltaico

Tra gli interventi più diffusi nei cantieri italiani vi sono l’applicazione del cappotto termico (oltre il 96%), l’installazione di impianti fotovoltaici (53-55%) e interventi antisismici (48,3%), mentre negli appartamenti i principali lavori riguardano la sostituzione di infissi (84,6%) e caldaia (72,4%), installazione di schermature solari (41%) e impianti fotovoltaici (37,6%).

(foto Humans&Data)

Distribuzione regionale: Sicilia in testa

Il Mezzogiorno guida la riqualificazione, con il 61,6% dei cantieri italiani, in particolare Sicilia, Campania e Calabria. In termini di superficie riqualificata, Sicilia e Lombardia primeggiano con oltre 500.000 mq ciascuna. La Sardegna registra il salto medio più alto di 5,6 classi, seguita da Puglia e Calabria, mentre Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lombardia mostrano miglioramenti più contenuti.

(foto Humans&Data)

Combattere la povertà energetica

Quasi il 10% delle famiglie italiane vive in povertà energetica, secondo l’Oipe 2023, con spese energetiche sproporzionate rispetto al reddito. Intervenire sugli edifici più inefficienti si rivela quindi la strategia più efficace per ridurre le bollette e migliorare la qualità della vita. Passare da una classe G ad una A4 può portare un risparmio record di 28,38 euro/mq, mentre il passaggio da F ad A4 garantisce 21,14 euro/mq.

Il futuro della riqualificazione: monitoraggio e dati

Annalisa Ferrazzi, Strategic Planner di Humans&Data, evidenzia l’importanza di un monitoraggio continuo degli edifici: «Raccogliere dati costanti permette di prevedere l’evoluzione dell’edificio nel ciclo di vita e il suo impatto sul contesto”. L’agenzia, nata per supportare decisioni strategiche e innovative, punta a valorizzare i dati per orientare le scelte di imprese e istituzioni».

In sintesi, tra il 2020 e il 2025 l’Italia ha dimostrato che una politica di incentivi mirata e interventi strutturali sul patrimonio edilizio può ridurre consumi, abbattere emissioni e alleggerire le bollette, aprendo la strada a una transizione energetica concreta e diffusa.

Edicola web

Ti potrebbero interessare