Federcomated. La fiera dell’edilizia al centro del Mediterraneo

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Il successo di SaieBari 2025 testimonia l’interesse dell’industria e dei servizi per l’edilizia verso il mercato del Sud Italia, che grazie a queste manifestazioni di respiro internazionale dimostra tutte le sue potenzialità

Espositori di rango con proposte di alto livello, visitatori competenti e interessati, eventi collaterali attrattivi e un’organizzazione efficiente. SaieBari 2025 è stato sicuramente l’evento più importante dell’anno per il mondo delle costruzioni, quindi anche per i distributori di materiali edili del Sud.

Personalmente ho potuto visitare la fiera solo giovedì – il primo giorno – ricavandone sensazioni molto positive. Ho condiviso questa impressione con i numerosi colleghi incontrati, che hanno confermato lo stesso gradimento. Molti fra loro sono poi tornati nei giorni successivi.

Contenuti, partecipazione, organizzazione

La manifestazione è stata un successo sotto tutti i punti di vista, innanzitutto per la quantità e per l’alto livello degli espositori. I padiglioni erano occupati da aziende e marchi importanti, senza spazi vuoti. Ho osservato una proposta estremamente differenziata e approfondita di prodotti e tecnologie all’avanguardia, di origine nazionale e straniera, declinata in un ampio spettro di applicazioni.

La partecipazione dei massimi livelli dirigenziali delle aziende espositrici è un altro aspetto che merita di essere sottolineato. Erano presenti esponenti di vertice con i team al completo, che supportavano l’attività degli addetti commerciali e dei rappresentanti. Non una piccola fiera, quindi, ma un evento di respiro internazionale per il mondo delle costruzioni, durante il quale si creano relazioni e si pongono le basi per future collaborazioni.

L’esposizione era ben organizzata con percorsi guidati a seconda dei contenuti tecnici, approfondimenti su tematiche importanti per la filiera (dal Pnrr alla digitalizzazione, dal ruolo di città e territori alla riqualificazione del costruito, dall’integrazione edificio-impianti alla gestione del cantiere) e ampie superfici dimostrative dedicate a sistemi e soluzioni costruttive.

La notevole affluenza di pubblico è un altro segnale molto positivo. La maggior parte dei visitatori erano operatori del settore, dagli imprenditori ai professionisti, dai tecnici agli addetti ai lavori. I padiglioni erano affollati di persone che interagivano attivamente con gli espositori. Visitando gli stand ho incrociato anche tanti giovani e studenti che hanno vissuto una giornata sicuramente stimolante.

SaieBari 2025 si è rivelato l’evento di riferimento della filiera anche per la grande partecipazione del variegato mondo dell’associazionismo, che ha affrontato l’appuntamento con entusiasmo e creatività dando vita a iniziative ed eventi. Si tratta di organizzazioni che offrono competenze, risorse e servizi innovativi, dando un contributo importantissimo alla crescita dell’intero settore delle costruzioni.

La fiera è stata molto ben gestita anche per quanto riguarda i servizi destinati al pubblico e le attività collaterali come eventi, conferenze e seminari. L’impegno e la professionalità profusi dagli organizzatori sono un segnale da non sottovalutare, che testimonia quanto il mercato dell’edilizia del Meridione risulti attrattivo per chi opera nell’industria e nei servizi specialistici.

Il punto della situazione

Espositori e partecipanti sono stati senz’altro attratti dalla partecipazione delle principali organizzazioni di rappresentanza degli imprenditori edili alla cerimonia inaugurale. La scelta di SaieBari 2025 per la presentazione dell’annuale Rapporto Federcostruzioni è indicativa della visibilità raggiunta dalla manifestazione. Creare una fiera dell’edilizia evoluta e competitiva nel cuore del Mediterraneo è stata una scommessa vincente.

Il rapporto ha confermato le tendenze in atto, positive (aumento dell’occupazione nel settore, crescita dei servizi innovativi, forte vocazione all’esportazione di materiali, macchinari e servizi) e negative (in particolare la flessione della filiera delle costruzioni edili e infrastrutturali). Come dato principale l’edilizia rimane fra i principali motori economici del paese, ma stando ai dati del rapporto le aspettative per il futuro sono incerte.

Il completamento dei progetti del Pnrr sosterrà la filiera dell’edilizia anche nel 2026. Purtroppo, l’effettiva realizzazione del piano resta sostanzialmente un’incognita e si ha la netta sensazione che questa opportunità si stia esaurendo ancora prima di giungere a conclusione. Per il sistema delle costruzioni, infatti, il rapporto indica una flessione in termini reali pari al -4,6% rispetto al 2024.

Il meccanismo del Pnrr, che prevede interventi da completare inderogabilmente entro il 2026, si presta alla selezione dei finanziamenti in base alla loro probabilità di tradursi in progetti realizzati. È perciò evidente come le stazioni appaltanti meno attrezzate dal punto di vista delle professionalità tecniche e amministrative – mi riferisco in particolare gli enti locali del Sud – si siano trovate in condizioni svantaggiate.

Proprio mentre molte opere del Pnrr giungono a conclusione al Nord, assistiamo a continui tagli dei finanziamenti per numerose delle infrastrutture indispensabili al Sud, a volte giustificati con la necessità di garantire la realizzazione dell’unica opera che sembra prioritaria per l’attuale Governo: il ponte sullo stretto di Messina.

Infratrutture e riqualificazione

Non sono contrario al ponte, ma quest’ultimo non servirà a nulla senza infrastrutture adeguate in tutto il Meridione. Servono strade, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti, che possano operare in sinergia con siti produttivi e centri logistici, supportati da dorsali di telecomunicazione a banda larga e da reti idriche ed energetiche efficaci ed efficienti. Bisogna realizzare l’uno come tutti gli altri, ponendo realmente il Sud al centro del Mediterraneo.

Giulio De Angelis

Pnrr, ponte sullo stretto e infrastrutture sono solo una parte dello scenario 2026 per l’edilizia e la distribuzione in Meridione. Il rapporto evidenzia un calo degli interventi per la riqualificazione degli edifici residenziali, penalizzati da incentivi statali datati e sempre più gravati dalla burocrazia, quindi poco efficaci per stimolare la propensione all’investimento dei privati.

L’atmosfera positiva che si respirava durante SaieBari 2025, l’impegno profuso da espositori e associazioni e l’interesse dei visitatori erano quindi un’illusione? Non credo. Chi lavora quotidianamente nelle costruzioni è consapevole dell’enorme potenziale del nostro settore e delle opportunità offerte da questo periodo di profondo cambiamento.

Nonostante tutto resto fiducioso.

*Giulio De Angelis, Vicepresidente Federcomated

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