Nel contesto paesaggistico della Val di Non, area nord-occidentale della provincia autonoma di Trento caratterizzata da una morfologia collinare dedicata alla frutticoltura, ModusArchitects ha completato Hometown House, residenza unifamiliare per la famiglia Fellin.
L’intervento si colloca su un terreno in pendenza, in un tessuto insediativo diffuso che si estende tra i frutteti fino alle sponde del lago di Santa Giustina, con le Dolomiti di Brenta patrimonio Unesco come quinta scenica.
Il progetto nasce dalla volontà del committente di ricongiungersi alle proprie origini dopo decenni trascorsi tra Europa, Africa e Stati Uniti, insediandosi sul lotto che ospitava la casa dei genitori.
La scelta del sito risponde quindi a motivazioni identitarie e memoriali, traducendosi in un’architettura che stabilisce un dialogo contemporaneo con la tradizione costruttiva locale.

Composizione volumetrica e linguaggio architettonico
L’abitazione si articola in due volumi a doppia falda che convergono verso nord, generando una configurazione planimetrica a V aperta verso sud, in direzione della valle e del bacino lacustre.
Questa soluzione compositiva massimizza l’esposizione solare e la relazione visiva con il paesaggio, differenziando funzionalmente gli spazi attraverso la geometria.
L’involucro edilizio si distingue dal contesto costruito tradizionale, caratterizzato da intonaci bianchi e coperture lignee, mediante un rivestimento integrale in pannelli verticali di larice nero trattato ad acqua, con profili 4×4 cm.
Le linee oblique e l’articolazione volumetrica conferiscono al manufatto un dinamismo formale che contrasta con la staticità delle tipologie rurali circostanti, pur mantenendo una scala dimensionale compatibile con il tessuto insediativo esistente.



Organizzazione funzionale e distribuzione degli spazi
L’accesso al lotto avviene dalla viabilità principale attraverso un percorso pavimentato in cubetti di porfido della Valle di Cembra, che si sviluppa in una terrazza panoramica adiacente all’orto.
Il cambio di tessitura della pavimentazione definisce l’alcova d’ingresso, caratterizzata da un portone in larice con maniglione personalizzato che riprende l’impronta planimetrica dell’edificio, elemento distintivo della produzione residenziale dello studio.
Piano terra: zona living e spazi collettivi
Il piano terra si configura come uno spazio fluido e continuo dedicato alla convivialità. Dall’ingresso, concepito come nodo distributivo con scala a tre rampe e ascensore, si accede alla zona cucina-pranzo e alla loggia esterna.
La pavimentazione in lastre di porfido grigio unifica gli ambienti, mentre l’ampia vetrata sul fronte meridionale massimizza l’apporto di illuminazione naturale.
Il sistema cucina si articola con un’isola in cemento, elementi scorrevoli e piano di lavoro in acciaio inox, contrapposti al rivestimento integrale in pannelli di larice a venatura verticale che unifica pareti, porte e armadiature in un continuum materico.
L’area soggiorno, posta a quota ribassata con accesso tramite due gradini, presenta superfici intonacate con stucco a base di calce e inerti di pietra locale (basalto, porfido, marmo bianco) e integra un elemento camino e una seduta continua in porfido grigio lungo la vetrata.


Piano superiore: zona notte e spazi privati
Il livello superiore ospita quattro camere da letto, tra cui una suite padronale con bagno privato, cabina armadio e illuminazione zenitale, collegata a una camera secondaria servita da un bagno con vasca in porfido grigio.
Due ulteriori camere condividono una terrazza coperta e dispongono di bagno dedicato.
Gli ambienti sono connessi da un’anticamera con zona lettura-scrittura, caratterizzata da un soffitto in cirmolo con nodi rosso-bruno che si estende all’intera zona notte, introducendo qualità olfattive tipiche dell’ambiente alpino e attivando meccanismi di memoria sensoriale.
Piano interrato: spazi di servizio e cantina
Il livello inferiore integra una stube tradizionale rivestita in legno con apertura sul giardino, una camera ospiti, servizi, lavanderia, locali tecnici e garage accessibile da rampa sul lato occidentale.
Completamente interrata, la cantina con sala degustazione presenta una parete curva in cemento faccia a vista, elementi in larice massello e pavimentazione a secco in mattoni rossi, ancorando fisicamente e concettualmente la residenza al substrato geologico e culturale trentino.
Sistema costruttivo e materialità
La tavolozza materica si limita a porfido, larice e cirmolo, materiali locali lavorati secondo tecniche dell’edilizia tradizionale della Val di Non.
Il processo costruttivo ha coinvolto maestranze e artigiani del territorio in un approccio collaborativo orientato non solo alla realizzazione fisica dell’opera, ma alla trasmissione e attualizzazione della cultura costruttiva locale.
La presenza di elementi d’arredo tradizionali distribuiti negli spazi abitativi rafforza il legame con il patrimonio materiale e immateriale del territorio, funzionando come dispositivi mnemonici che attivano connessioni tra presente e tradizione.


Identità locale e linguaggio contemporaneo
ModusArchitects sviluppa con Hometown House un progetto che sintetizza istanze identitarie e linguaggio architettonico contemporaneo.
L’opera si inserisce nel paesaggio collinare della Val di Non distinguendosi dal tessuto edilizio circostante attraverso scelte volumetriche e di finitura, pur mantenendo una profonda coerenza con i caratteri intrinseci del luogo attraverso l’uso di materiali naturali locali, il rapporto con il paesaggio agricolo e l’interpretazione dei valori di ospitalità e comunità propri degli insediamenti rurali alpini.



