La fine della spinta straordinaria legata al Pnrr non ha fermato la capacità di reazione delle imprese delle costruzioni. Il comparto entra in una nuova fase con un atteggiamento di moderato ottimismo, sostenuto da portafogli ordini ancora solidi e dalla volontà di investire in innovazione, pur in un contesto segnato dall’instabilità internazionale e dalla pressione sui costi.
È quanto emerge dall’Osservatorio Saie, l’indagine sulle imprese di produzione, distribuzione e servizi per l’edilizia e gli impianti realizzata in collaborazione con Nomisma, che fotografa lo stato di salute della filiera e anticipa alcuni dei temi al centro di Saie – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026.
Un settore solido anche dopo il Pnrr
Le costruzioni continuano a rappresentare uno degli assi portanti dell’economia italiana, con oltre 700mila imprese attive e un peso rilevante sull’intera filiera produttiva nazionale. Dopo anni caratterizzati dall’accelerazione degli investimenti pubblici e dagli incentivi edilizi, il mercato si trova ora davanti alla necessità di consolidare i risultati raggiunti e affrontare una fase più selettiva.
Il quadro restituito dall’Osservatorio Saie evidenzia una sostanziale tenuta delle aziende. Il 41% delle imprese intervistate prevede infatti di chiudere l’anno con un aumento del fatturato, mentre il 65% considera adeguato il proprio portafoglio ordini. Anche sul fronte della fiducia prevale un atteggiamento positivo: una realtà su due si dichiara fiduciosa rispetto alla propria situazione economica, nonostante le incognite provenienti dallo scenario esterno.
Costi e approvvigionamenti restano le principali criticità
A frenare l’ottimismo sono soprattutto le pressioni che negli ultimi anni hanno interessato l’intera catena del valore. L’instabilità geopolitica ha avuto conseguenze dirette sulle imprese, generando aumenti nei costi delle materie prime, difficoltà nella disponibilità dei materiali e una crescita significativa della spesa energetica.
Oltre l’80% delle aziende coinvolte nell’indagine segnala infatti rincari energetici, mentre una impresa su due dichiara incrementi superiori al 10%. Tra le principali problematiche percepite dal settore emergono le guerre di prezzo, indicate dal 69% del campione, seguite dal costo delle materie prime (65%), dalla burocrazia (52%) e dalla contrazione dei margini (51%).
Anche la conclusione dei bonus edilizi e la riduzione delle agevolazioni rappresentano un elemento di preoccupazione per le imprese meno ottimiste, chiamate a confrontarsi con un mercato meno sostenuto dagli incentivi e più orientato alla competitività.
L’innovazione come risposta alla pressione sui margini
Di fronte all’aumento dei costi, molte aziende hanno scelto di intervenire sui propri modelli organizzativi e produttivi. Sei imprese su dieci dichiarano infatti di aver già ripensato prodotti e processi con l’obiettivo di migliorare efficienza e marginalità.
Tra le strategie adottate prevale la revisione dei prezzi di vendita, seguita dallo sviluppo di nuovi materiali e soluzioni e dalla ricerca di fornitori alternativi. Una trasformazione che evidenzia come la necessità di contenere i costi stia diventando anche un fattore di innovazione.
La competitività futura dipenderà però anche dalla capacità di rispondere alle nuove esigenze del mercato. Per otto imprese su dieci è infatti fondamentale adeguare prodotti e sistemi ai nuovi requisiti tecnici e informativi richiesti dal settore, in un contesto sempre più attento a prestazioni, sostenibilità e tracciabilità.
Professionisti qualificati e nuove competenze
La trasformazione della filiera passa anche dalle persone. Circa quattro imprese su dieci prevedono nuove assunzioni nei prossimi mesi, con una domanda concentrata soprattutto su ingegneri, impiegati e operai altamente specializzati.
Rispetto al passato, la ricerca di personale qualificato appare meno critica, ma resta centrale la necessità di disporre di competenze adeguate per accompagnare l’evoluzione tecnologica del settore. La crescita della digitalizzazione, l’attenzione alla sostenibilità e la maggiore complessità dei sistemi costruttivi richiedono infatti professionalità capaci di integrare conoscenze tecniche e capacità gestionali.
Saie 2026, confronto sui nuovi scenari
Proprio innovazione, competitività e nuove opportunità di mercato saranno tra i temi al centro della prossima edizione di Saie – La Fiera delle Costruzioni, in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026.
La manifestazione si conferma un punto di incontro per l’intero ecosistema delle costruzioni, con un format articolato nei quattro ambiti Progettazione, Edilizia, Impianti e Servizi e Media. Accanto all’area espositiva saranno sviluppati i percorsi dedicati a sostenibilità, infrastrutture, persone e innovazione, offrendo alle imprese uno spazio di confronto sulle strategie necessarie per affrontare la nuova fase del mercato.
Come sottolineato da Emilio Bianchi, Direttore generale di Saie, la capacità di adattamento dimostrata dal settore rappresenta oggi un elemento distintivo: le imprese sono chiamate a ripensare processi e modelli gestionali per rafforzare la propria presenza sul mercato e affrontare con maggiore solidità i cambiamenti in corso.



