Pagamenti fra imprese: una ricerca del centro Studi Cna

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HeizkostenUn buco nell’acqua. Tale si è dimostrata la normativa, entrata in vigore il 1° gennaio in attuazione del decreto Legislativo 192/2012, che recepiva la direttiva europea sui pagamenti alle imprese e, sulla carta, avrebbe dovuto velocizzarli. Invece, quattordici mesi dopo, la situazione è addirittura peggiorata. Lo dimostra una ricerca del Centro Studi della Cna dedicata a “I pagamenti fra imprese”, dalla quale emerge, in particolare, che l’87 per cento delle imprese segnala un peggioramento delle condizioni di pagamento dopo l’introduzione della nuova disciplina. Condotta tra 300 imprese associate alla Confederazione (attive nel manifatturiero, le costruzioni, l’impiantistica, i servizi e l’autotrasporto), l’indagine analizza un campione altamente rappresentativo del sistema produttivo italiano. Nel dettaglio, la ricerca rivela come, per il 77 per cento delle imprese, non sia cambiato nulla con la nuova normativa. Solo il 43 per cento del campione, infatti, fissa il termine di pagamento a 60 giorni (come previsto dal nuovo dispositivo) mentre il 57 per cento dei contratti continua a porre termini di liquidazione degli importi dovuti superiori ai 60 giorni. Quasi il 90 per cento delle imprese, comunque, non applica gli interessi di mora o altre forme di rivalsa nei confronti dei clienti inadempienti. Presumibilmente, perché teme di perdere il cliente.  La situazione si riverbera sui tempi di pagamento effettivi, che rimangono molto ampi. Solo il 17 per cento delle imprese – sottolinea la ricerca – viene pagato entro i termini stabiliti nei contratti. Ma si tratta, è evidente, di termini contrattuali già allungati rispetto al passato. L’edilizia (costruzioni e impiantistica) è il settore che più degli altri ha registrato un peggioramento nelle condizioni di pagamento.

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