Ance | Building Day

Paolo Buzzetti: «5300 cantieri e il Paese inizia a ripartire»

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Con l’apertura dei cantieri di opere già individuate si avrebbe una positiva ricaduta occupazione di 165mila posti di lavoro, per un valore attorno a 9,8 miliardi con una ricaduta sull’economia nazionale per 32 miliardi.
Paolo Buzzetti | Presidente Ance
Paolo Buzzetti | Presidente Ance

«Il Paese frana, la situazione del territorio è critica, le scuole vertono in condizioni di estrema insicurezza: non c’è più tempo da perdere. Anche perché sono anni che siamo immobili. Ora però le condizioni per ripartire vi sono tutte. C’è la volontà del Governo e c’è una situazione macroeconomica finalmente favorevole. Dobbiamo reagire, e se vogliamo far girare il motore del sistema Italia dobbiamo far ripartire l’edilizia che, dati dei primi tre mesi dell’anno, registra un +27% nel numero dei bandi per i lavori pubblici». Così Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance in occasione del Building Day sottolineando che i fondi per gli interventi non mancano: nello specifico, nel Fondo Sviluppo e Coesione vi sono 39 miliardi da programmare entro la metà di giugno e per questo l’associazione dei costruttori propone di usarne 19 per le quattro priorità che si chiamano edilizia scolastica, rischio idrogeologico, edilizia sociale e riqualificazione urbana.Video Manifestazione Building Day >>

RICADUTE POSITIVE
Far ripartire il Paese dunque con 5300 cantieri dislocati su tutto il territorio nazionale, capaci di occupare 165mila unità lavorative: intervenire con i progetti già individuati per un valore che si attesta sui 9,8 miliardi per una ricaduta positiva sull’economia nazionale per 32 miliardi di euro. La richiesta dei costruttori parte a sua volta proprio da una richiesta del Governo: «quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Del Rio ci aveva commissionato questo lavoro di monitoraggio: oggi il Governo ha mandato chiari segnali di condivisione» – dice Buzzetti spiegando che le opere sono per lo più progetti rapidamente cantierabili, di questi, il 75% è ad un livello di progettazione avanzata e riguardano il miglioramento della vita nelle città (16%), il contrasto del rischio idrogeologico (13%), la manutenzione delle strade (13%), la sicurezza delle scuole (20%). A livello territoriale 948 opere interessano il nord ovest, 1128 il nord est, 2199 il sud e 998 il centro.
L’urgenza per questi interventi, come detto, è dettata dalla situazione critica del territorio e del patrimonio edilizio italiano particolarmente vetusto: l’82% del comuni è a rischio di frane e alluvioni, 30mila scuole sono poste in zone a rischio alluvioni o a terremoti, la metà degli istituti scolastici risale al 1974. Il patrimonio edilizio italiano, per il 65%, ha più di 40 anni.
L’Ance, chiedendo di far presto propone, in attesa del Nuovo Codice degli Appalti (il testo ora è in visione al Senato e andrà in aula entro la metà del mese), propone di anticipare con un apposito decreto legge alcune misure urgenti per realizzare i progetti in tempi certi con costi adeguati e soprattutto con trasparenza: si va dalle commissioni di gara con membri esterni alla stazione appaltante, al divieto dell’offerta economicamente più vantaggiosa per i piccoli lavori, si va dalla tutela delle imprese sane in caso di crisi aziendale al ritorno della figura dell’ingegnere capo per avere maggiori controlli e responsabilità di risultati.

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