Con l’inaugurazione dell’ampliamento dello stabilimento Leone di Collegno, Leone 1857 apre una nuova fase del proprio sviluppo produttivo. Il progetto, firmato da Piuarch, prevede una nuova area dedicata alla produzione del cioccolato e integra un percorso di visita all’interno della manifattura. Nasce così la Fabbrica della Felicità, in cui il processo produttivo diventa un’esperienza accessibile ai visitatori.
«La sfida era progettare uno spazio che rispondesse alle esigenze della produzione contemporanea senza rinunciare alla possibilità di raccontarla. L’architettura diventa così il mezzo attraverso cui la manifattura si rende visibile, trasformando la visita in un’esperienza diretta del lavoro, della materia e della cultura produttiva di Leone» Germán Fuenmayor, Founding Partner di Piuarch


Il progetto interpreta il patrimonio industriale come risorsa progettuale e non come modello da riprodurre. Ne rilegge i principi costruttivi, il rapporto con il paesaggio e la dimensione produttiva con un linguaggio contemporaneo, concepito per adattarsi all’evoluzione futura dell’azienda.
Le strategie ambientali hanno portato alla certificazione Leed Gold. Luce naturale, efficienza energetica, qualità degli ambienti interni e incremento delle superfici verdi sono parte integrante del progetto e contribuiscono a un edificio flessibile e durevole, in grado di evolvere insieme alle esigenze produttive.


Lo stabilimento Leone: tre campate in continuità con l’esistente
L’ampliamento dello stabilimento Leone si sviluppa in continuità con il complesso produttivo esistente. L’impianto architettonico comprende tre campate longitudinali. Quella centrale ospita le nuove linee di produzione del cioccolato, mentre le laterali accolgono magazzini, spazi tecnici e il sistema distributivo. Il layout razionale è pensato per ottimizzare i flussi produttivi.
In copertura, la successione di falde inclinate con lucernari reinterpreta in chiave contemporanea la tipologia dello shed industriale. Il dispositivo introduce luce zenitale negli ambienti di lavoro e ne migliora il comfort. Gli spazi produttivi sono luminosi e affacciano sulla corte interna verde.
Lo stesso criterio di luce e apertura si traduce nel principio della trasparenza, utilizzato come strumento progettuale per rendere leggibile il processo manifatturiero e raccontare la cultura produttiva di Leone 1857. Ampie superfici vetrate, sistema delle corti e continuità visiva tra gli ambienti mettono in relazione attività produttiva, visitatori e paesaggio.

Il percorso di visita: dalla lobby all’arena
L’ingresso avviene da una lobby a tutta altezza, che ospita reception, caffetteria, area vendita e il giardino interno. Da qui parte la rampa elicoidale che organizza la transizione verso il percorso di visita. La rampa è concepita come dispositivo architettonico e narrativo, oltre che come collegamento verticale.
Il percorso si snoda all’interno dell’edificio, costeggia le nuove linee produttive e attraversa spazi polifunzionali e sale esperienziali, tutti con affacci sulle diverse fasi della lavorazione. L’allestimento e i contenuti espositivi, curati da uno studio specializzato, sono sempre accompagnati dall’osservazione diretta. Sequenza di punti di vista, variazioni di quota e relazioni visive consentono di seguire l’intero ciclo di lavorazione.
Nella fase finale il percorso si apre nell’arena, un’area con gradinate che mette in relazione la sede storica e la nuova fabbrica. Gli affacci guardano da un lato la corte interna piantumata e la produzione del cioccolato, dall’altro l’edificio che ospita tuttora la produzione delle Pastiglie.
Lo stabilimento supera così la separazione tra spazio della produzione e spazio della rappresentazione, ponendo il processo manifatturiero al centro dell’esperienza architettonica.


La facciata in gres: terracotta naturale e smalti policromi
La facciata principale ricompone l’immagine dell’intero complesso, collegando l’ampliamento agli edifici esistenti in un fronte architettonico continuo, che diventa l’elemento di rappresentanza dell’azienda.
Il progetto reinterpreta i caratteri dell’architettura industriale piemontese con un rivestimento ceramico articolato in due registri. La parte superiore, in terracotta naturale, richiama il laterizio e la tradizione costruttiva delle architetture industriali di fine Ottocento.



La parte inferiore, composta da elementi smaltati policromi, introduce un secondo livello di lettura: come un sipario che si apre progressivamente, lascia emergere il mondo Leone, evocando attraverso il colore l’identità del marchio e l’universo delle sue pastiglie.
La facciata è pensata come dispositivo narrativo, che esprime già dall’esterno il rapporto tra memoria manifatturiera e innovazione.




