Riqualificazione energetica in Italia: a che punto siamo?

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(foto ccPixs.com)
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Rete Irene, network dedicato all’efficienza energetica degli edifici, traccia un quadro sulla riqualificazione energetica nel nostro Paese alla luce delle ultime novità legislative. Sono numerosi infatti i segnali che il Governo Italiano ha lanciato nella prospettiva di intervenire in maniera più efficace e pragmatica rispetto al tema della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. A dare ulteriore significato a quanto sopra, si aggiunge la notizia ufficiale di pochi giorni fa che vede rinnovato l’ecobonus fino al 2017. Sebbene però l’Ecobonus rappresenti uno strumento importante, secondo Virginio Trivella, coordinatore comitato scientifico di Rete Irene e membro di Renovate Italy, sulla sua efficacia si stanno diffondendo diversi dubbi.

Virginio Trivella, coordinatore comitato scientifico di Rete Irene (foto Rete Irene)
Virginio Trivella, coordinatore comitato scientifico di Rete Irene (foto Rete Irene)

«Se non ci si limita a una visione superficiale della situazione ma si vanno ad analizzare i numeri nel profondo – ha dichiarato Trivella – è chiaro che uno strumento come questo non è sufficiente a cambiare in misura significativa le caratteristiche energetiche degli edifici. I dati parlano chiaro: l’ecobonus finora ha aiutato la sostituzione delle caldaie e dei serramenti di singoli appartamenti. L’isolamento di facciate e coperture è l’eccezione e ha riguardato meno del 5% in valore di tutti gli interventi incentivati. L’integrazione, poi, è assolutamente sconosciuta. Ormai è chiaro che questo meccanismo più di tanto non è in grado di fare. L’ecobonus ha fallito con le riqualificazioni profonde ed è inutile pensare che limitarsi a prorogarlo possa aiutare lo sviluppo».

Per dare slancio al settore della riqualificazione energetica degli edifici e realizzare un cambiamento che si identifichi come concreto e duraturo è necessario costruire un nuovo sistema di regole concentrato sull’incentivazione di riqualificazioni profonde ed estese, inducendo i proprietari di immobili a non realizzare interventi frazionati ed irrisori. A integrazione del regime di detrazione fiscale attualmente in vigore, dovrebbe essere strutturato un sistema di “certezza” che consenta anche agli incapienti attuali e futuri di poter godere del contributo. La certezza della disponibilità delle risorse consentirebbe quindi di organizzare meccanismi finanziari particolarmente efficienti e convenienti, riducendo il costo delle operazioni e aiutando a creare il consenso sulle decisioni assembleari. La deep renovation si costituisce come materia quanto più integrata, affinché il mercato della riqualificazione energetica possa prendere avvio è importante stimolare un interesse da parte dei condomini ad intervenire sia sulle parti comuni che su quelle private.

condominio

«È insito nel concetto di deep renovation agire su tutte le componenti dell’involucro e degli impianti, per questo abbiamo suggerito di creare le condizioni per alimentare un reale interesse a intervenire non solo sulle parti comuni dei condomini, ma anche su quelle private, come i serramenti. Bisogna indurre i singoli a collaborare con il soggetto collettivo condominiale. L’interesse di uno deve corrispondere a quello di tutti» – ha aggiunto poi il coordinatore del comitato scientifico di Rete Irene.

La riqualificazione energetica rappresenta per l’Europa una possibilità di cambiamento e sviluppo su diversi fronti, ma è soprattutto necessaria a elaborare nuove soluzioni utili a ridurre le emissioni climalteranti e migliorare la qualità della vita.

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