Nel processo di progettazione architettonica, il colore della facciata viene ancora trattato troppo spesso come un passaggio finale, una scelta legata al gusto o alla necessità di completare l’edificio.
Questa impostazione, però, genera esiti incoerenti: facciate che non dialogano con il contesto, interventi che invecchiano male, superfici che perdono qualità nel giro di pochi anni.
Lo sottolinea Leonardo Pelagatti, Responsabile Color Design Center di Cromology Italia e Settef: «Per questo motivo, la progettazione del colore richiede un metodo che preveda un’attenta analisi del contesto e dell’edificio».
Colore della facciata: come si imposta un progetto cromatico corretto
La definizione del progetto cromatico parte dall’osservazione del contesto: non solo per registrare i colori presenti, ma per comprenderne la logica. Le dominanti naturali, le ricorrenze nei materiali, le trasformazioni dovute al tempo e alla luce sono elementi che entrano nella lettura progettuale.
A questa analisi esterna si affianca quella dell’edificio stesso. Proporzioni, basamenti, cornici, qualità degli intonaci e stato dei supporti orientano direttamente le scelte cromatiche.
Le problematiche del supporto — dalle microlesioni ai fenomeni di umidità — non sono semplici criticità da risolvere in cantiere, ma informazioni che entrano nella progettazione del colore.
La doppia lettura di contesto ed edificio consente di definire obiettivi cromatici precisi, ottenendo soluzioni durevoli in grado di incrementare e preservare il valore dell’immobile.

L’impatto del colore della facciata sul valore di compravendita
Il valore di un immobile si calcola su parametri oggettivi — metri quadrati, posizione, anno di costruzione, classe energetica — e su componenti percettive, tra cui la qualità della facciata, il colore e l’inserimento nel contesto urbano.
Uno studio della Cornell University di Ithaca ha incorporato nei modelli di stima del valore immobiliare anche le immagini degli esterni, giungendo alla conclusione che le caratteristiche visive dell’involucro edilizio rappresentano un fattore economicamente rilevante.
I modelli che incorporano la qualità visiva degli esterni risultano più accurati rispetto a quelli fondati esclusivamente su parametri dimensionali e localizzativi.
Un secondo studio scientifico, pubblicato su Humanities & Social Sciences Communications, ha rilevato che il colore della facciata è un attributo che influenza significativamente l’intenzione di acquisto degli immobili residenziali, analogamente a quanto avviene per il consumo di altre categorie di prodotti.

I numeri: quanto vale una facciata ben progettata
I dati di mercato indicano che una nuova tinteggiatura esterna può incrementare il valore percepito dell’immobile di circa il 5-7%.
Il ritorno dell’investimento (Roi) dell’intervento sulla facciata si colloca spesso tra il 50% e il 90%. Gli immobili con facciate curate si vendono più rapidamente e con minori trattative al ribasso.
Il colore della facciata è l’elemento più determinante per il cosiddetto curb appeal — l’attrattività visiva di un edificio osservato dalla strada.
Tuttavia, il ragionamento vale anche in senso opposto: una facciata con cavillature diffuse, microfessurazioni, perdita di colore e distacchi può generare una riduzione di valore percepito superiore rispetto al beneficio apportato da un intervento ben eseguito.
Nella psicologia economica, il rischio pesa spesso più del beneficio. L’acquirente che osserva crepe è indotto a chiedersi cosa altro non riesce a vedere.
La progettazione dell’intervento in facciata deve quindi tenere conto non solo del colore, ma anche del ciclo verniciante più idoneo per garantire durabilità e ridurre al minimo le esigenze di manutenzione.
Il sistema a cappotto: il massimo beneficio per l’involucro
Quando al colore della facciata si abbina un sistema a cappotto, si ottiene il beneficio complessivo più elevato. L
‘intervento incide su consumi energetici, classe energetica, comfort abitativo, manutenzione dell’involucro e attrattività commerciale dell’immobile, anche in relazione alle normative sull’efficienza energetica sempre più stringenti.

Le ricerche di Enea, Nomisma e delle principali società di consulenza immobiliare italiane hanno evidenziato che il cappotto è l’intervento che consente di risparmiare più energia al costo minore rispetto ad altre soluzioni come la sostituzione degli infissi, della caldaia o l’installazione di pannelli fotovoltaici.
In seguito all’intervento, l’aumento di valore dell’immobile può attestarsi tra il 5% e il 10% per miglioramenti energetici significativi, e tra il 10% e il 20% nei mercati più dinamici e per salti importanti di classe energetica. I tempi di compravendita si riducono del 25-30%.
«Abbiamo lavorato in questi anni per potenziare ancora di più la nostra offerta di soluzioni performanti per la facciata e per la progettazione cromatica in esterni. Riteniamo che scelta del prodotto, progettazione dell’intervento e posa debbano fare parte di un’unica e attenta valutazione. Solo così è possibile realizzare facciate belle, efficienti e durature». Francesca Bottone, Product Manager di Settef
La gamma di sistemi a cappotto Thermophon è progettata per soddisfare le esigenze progettuali in tema di efficienza dell’involucro. La linea Thermocolor offre un’ampia gamma cromatica per pitture e rivestimenti, inclusi colori scuri e pieni compatibili con il sistema a cappotto.
Tra le innovazioni più recenti figurano il Ciclo Termico 3 Power Tech e la pittura per cool roof X-Reflex, entrambe orientate alla resa estetica e prestazionale dell’involucro.



