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Sfide e opportunità di un settore in trasformazione

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Le imprese femminili nel settore edilizio rappresentano meno del 10% del totale, ma portano innovazione, sostenibilità e gestione integrata dei progetti. Tra digitalizzazione, Superbonus e green economy, le donne imprenditrici possono diventare un driver di crescita, a patto di superare barriere culturali, creditizie e organizzative

Le donne stanno ridefinendo il volto dell’edilizia italiana, conquistando spazi sempre più rilevanti in progettazione e gestione dei cantieri.

La loro presenza, seppur quantitativamente limitata, porta un contributo distintivo in termini di innovazione organizzativa, attenzione alla sostenibilità e capacità di gestione complessa dei cantieri, caratteristiche fondamentali per la modernizzazione di un comparto tradizionalmente rigido e conservativo.

Presenza e caratteristiche delle imprese femminili

Secondo i dati più recenti del 2024 elaborati da Unioncamere in collaborazione con Ance, le imprese femminili nel settore delle costruzioni rappresentano meno del dieci percento del totale. Si tratta di una quota ancora modesta, ma con una crescita costante negli ultimi cinque anni. La maggioranza di queste realtà si colloca nella fascia delle micro e piccole imprese, spesso a conduzione familiare, caratterizzate da un’attenzione particolare a manutenzione, ristrutturazioni, servizi tecnici e coordinamento di progetti complessi.

Il profilo delle imprese femminili differisce significativamente da quello delle imprese maschili. In generale, le imprenditrici tendono a privilegiare attività meno gravose dal punto di vista fisico, ma ad alto valore aggiunto sotto il profilo tecnico e gestionale. La progettazione, la gestione dei cantieri, la supervisione della sicurezza e la gestione integrata delle risorse rappresentano ambiti in cui le donne apportano competenze particolarmente apprezzate. Questo posizionamento strategico le rende idonee a cogliere le opportunità offerte dalla transizione ecologica, dalla digitalizzazione dei cantieri e dalla crescente domanda di servizi integrati, settori in cui la capacità di coordinamento e la visione complessiva dei processi sono determinanti.

Opportunità e driver di crescita

Il contesto attuale presenta diversi fattori favorevoli per le imprese femminili nel comparto edilizio. In primo luogo, la spinta alla green economy e gli incentivi statali, come il Superbonus per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici, hanno creato nuove nicchie di mercato. Qui le imprese guidate da donne possono competere efficacemente, grazie alla loro predisposizione alla gestione dei progetti e alla precisione nelle fasi di progettazione, pianificazione e rendicontazione.

La digitalizzazione dei cantieri rappresenta un secondo driver di crescita. Strumenti innovativi come il Bim (Building Information Modeling) e la gestione informatizzata dei lavori richiedono competenze organizzative e tecniche elevate. In questi ambiti, le imprenditrici si trovano in vantaggio competitivo, potendo combinare precisione, coordinamento e pianificazione digitale dei processi con la capacità di supervisionare più progetti contemporaneamente.

Infine, la domanda di servizi integrati come sicurezza sul lavoro, facility management, consulenza tecnica e gestione burocratica offre nuove opportunità di differenziazione rispetto alla concorrenza tradizionale. In questi segmenti, la presenza femminile cresce costantemente, offrendo qualità, affidabilità e innovazione nei servizi che accompagnano la costruzione o la ristrutturazione degli edifici.

Ostacoli ancora presenti

Nonostante queste opportunità, le imprese femminili devono confrontarsi con una serie di barriere strutturali e culturali. La cultura del settore è ancora largamente maschile, con network e consorzi poco inclusivi, che limitano la visibilità delle imprenditrici e l’accesso a contratti strategici. L’accesso al credito rappresenta un’altra difficoltà significativa, soprattutto per finanziamenti destinati all’acquisto di materiali, attrezzature o tecnologie avanzate.

A ciò si aggiunge il peso della gestione organizzativa, soprattutto nei cantieri complessi, che richiede flessibilità, tempo e capacità di coordinamento multidisciplinare. Infine, la limitata rappresentanza femminile negli organismi di categoria e nei consorzi riduce la possibilità di partecipare a gare e contratti di rilievo, accentuando la difficoltà di crescita dimensionale delle imprese. 

Una prospettiva strategica

Il potenziale dell’imprenditoria femminile nell’edilizia va ben oltre la percentuale di imprese attuali. Le donne imprenditrici introducono innovazione organizzativa, attenzione alla sostenibilità e capacità di gestione integrata dei progetti, elementi fondamentali in un contesto in trasformazione.

Per valorizzare questa risorsa, è necessario un supporto mirato che includa accesso agevolato al credito, programmi di mentoring tecnico, maggiore visibilità nelle associazioni di categoria e incentivi per l’adozione di tecnologie innovative. Solo così l’imprenditoria femminile potrà diventare un vero driver di modernizzazione del settore, contribuendo sia alla crescita economica sia alla promozione della parità di genere. Nel medio termine, la sfida non è semplicemente aumentare il numero di imprese femminili, ma permettere loro di crescere, innovare e affermarsi come protagoniste del cambiamento del settore.

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