Il persistente disallineamento tra adempimento amministrativo e reale capacità di prevenzione è la principale criticità del sistema della salute e sicurezza sul lavoro.
Spesso, a un impianto documentale corretto sotto il profilo formale, non corrispondono né l’effettività sostanziale delle misure adottate, né la concreta assimilazione dei contenuti formativi e informativi da parte dei lavoratori.
Quando qualcuno si fa male sul serio, questi nodi vengono al pettine.
Protocollo Asa è la soluzione sviluppata da TreCuori per affrontare le incognite della “zona di confine” tra organizzazione aziendale, gestione del rischio e tenuta probatoria del sistema prevenzionistico, in modo strutturato ed efficace.
Si tratta di un ecosistema digitale basato sulla prevenzione, che affianca e supporta imprese, lavoratori e professionisti del settore, andando ben al di là della mera digitalizzazione delle informazioni.
Rispetto agli strumenti tradizionali, Protocollo Asa prevede il coinvolgimento attivo dell’intera popolazione aziendale, nell’ottica di una gestione efficiente ed efficace della sicurezza.

Con strumenti semplici e accessibili, la piattaforma valorizza la sicurezza quale caposaldo dell’attività d’impresa, secondo un modello orientato all’effettività, alla continuità del controllo, alla partecipazione diffusa e alla qualità della prova.
Un’impresa che lavora bene è un’impresa che lavora in sicurezza. Adempiere agli obblighi di legge non basta: serve un approccio integrato che coinvolga tutte le figure professionali, capace di rafforzare la dimensione sostanziale della prevenzione e, contestualmente, di documentare le attività svolte
Giovanni Lucchetta, Amministratore di TreCuori
Sicurezza alla prova
Giovanni Lucchetta è fondatore e amministratore di TreCuori, società benefit che fornisce servizi evoluti rivolti una vastissima gamma di lavoratori, imprese, terzo settore e amministrazioni pubbliche, mettendo al centro il benessere delle persone e il progresso delle comunità: «Protocollo Asa è risultato di oltre tre anni di ricerca e sviluppo, focalizzati sulla sicurezza nei settori ad alto rischio come edilizia, agricoltura, logistica e industria meccanica e chimica».
A quali esigenze risponde?
«Ci siamo chiesti quali strumenti, a valle dell’adempimento di tutti gli obblighi normativi, permettono al datore di lavoro e ai professionisti interessati di dimostrare concretamente – quindi non a parole, ma documentando l’attività svolta – l’adozione nel tempo di un presidio prevenzionistico adeguato e specifico, coerente con i rischi effettivi e realmente comprensibile per i destinatari».
È il caso di un evento infortunistico grave…
«Purtroppo, gli incidenti sul lavoro accadono, anche quando le misure per la sicurezza sono più accurate e stringenti. L’imprenditore deve fare tutto il possibile per ridurre i rischi, iniziando dal rispetto di leggi e normative, ma davanti a un giudice questo non è sufficiente. Bisogna anche poter documentare l’effettività delle attività svolte, ad esempio dimostrare la concreta assimilazione dei contenuti prevenzionistici da parte dei lavoratori».
In che modo?
«La giurisprudenza in materia prevede che la formazione, per risultare conforme alla sua funzione, debba essere adeguata, pertinente e comprensibile, quindi idonea a generare consapevolezza operativa dei rischi specifici. In altri termini è necessario documentare con elementi oggettivi che il contenuto somministrato sia stato effettivamente compreso, interiorizzato e mantenuto nel tempo».

Processo diffuso e partecipato
Cosa distingue Protocollo Asa rispetto ad altri servizi e prodotti?
«Sicuramente il coinvolgimento attivo di tutta l’impresa, dai vertici alle maestranze, secondo un approccio innovativo che non si limita alle sole figure tecniche specializzate in sicurezza. I lavoratori sono chiamati a partecipare in modo diretto e continuo: possono informarsi, ricevere contenuti, porre domande, verificare il livello di preparazione, oltre ovviamente a segnalare rischi, evidenziare anomalie e interagire con il sistema in prima persona».
Tutto questo nella propria lingua madre…
«Nella maggior parte dei casi le differenze linguistiche costituiscono l’ostacolo principale, che Protocollo Asa supera fornendo ogni tipo di informazione in 42 diverse lingue, di ogni parte del mondo. In generale, Protocollo Asa trasforma un presidio confinato ai soli ruoli specialistici in un processo diffuso e partecipato, alimentato quotidianamente da chi opera concretamente nei luoghi di lavoro».
Come si usa concretamente?
«Protocollo Asa è una piattaforma software online compatibile con i sistemi operativi più diffusi per smartphone, tablet e computer, perciò sempre disponibile. Si tratta di un aspetto fondamentale per offrire un’esperienza concreta ed efficace in ogni situazione. In caso di infortunio a un lavoratore, ad esempio, tramite lo smartphone i colleghi possono chiedere informazioni alla piattaforma per prestare il primo soccorso.
Assieme a questo servizio di “domanda e risposta”, che fornisce informazioni utili su qualsiasi tema sulla sicurezza, Protocollo Asa mette a disposizione altre funzionalità focalizzate sulla prevenzione, come l’accesso continuativo ai contenuti formativi e agli strumenti di verifica periodica. Questi ultimi, in particolare, permettono il monitoraggio non episodico della consapevolezza e delle competenze acquisite da ciascun lavoratore».

Approccio integrato
Come funziona la verifica?
«In questo caso l’obiettivo è accertare che, nel quotidiano svolgimento delle proprie mansioni, il lavoratore sia a conoscenza di quali rischi corre e di come prevenirli. Periodicamente, secondo una cadenza stabilita dall’impresa, la piattaforma propone quiz mirati ai singoli lavoratori in base ai loro specifici punti di rischio, assegnando loro un punteggio a seconda delle risposte. Questa modalità di verifica è estremamente efficace, si adatta a qualsiasi esigenza e non sottrae tempo al lavoratore.
Protocollo Asa comprende altri moduli estremamente utili, ad esempio per la gestione delle richieste di Dpi, la segnalazione dei rischi e dei near miss, fino al monitoraggio delle richieste di manutenzione suscettibili di incidere sul profilo prevenzionistico. Tutte queste funzioni – conclude Giovanni Lucchetta – sono ricondotte a un unico sistema di tracciamento, che documenta l’insieme delle attività svolte dall’azienda con data certa e marca temporale».
Attraverso un approccio integrato basato sulla partecipazione diffusa, la piattaforma sviluppata da TreCuori si propone come elemento strutturale del presidio continuo di prevenzione, secondo un modello evolutivo orientato all’effettività.
Strumenti digitali semplici, accessibili e flessibili, rafforzano la capacità di prevenzione da parte di impresa e lavoratori e permettono di documentare tutte le attività svolte, in modo organizzato e verificabile.



