Alberto Pavan | Politecnico di Milano, coordinatore Uni 11337

Uni 11337, una norma di settore al servizio della digitalizzazione delle costruzioni

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Il tempo e l’evoluzione delle normative internazionali sta confermando molte delle scelte prese dal tavolo Uni, a partire dal 2007, per strutturare e favorire la diffusione della digitalizzazione anche nel settore delle costruzioni. Il tavolo Uni si conferma oggi l’unico luogo veramente interdisciplinare dove ogni soggetto, pubblico e privato, può liberamente portare e condividere la propria esperienza-conoscenza e le proprie esigenze al servizio di tutti, in favore del settore e della sua trasparenza.

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Alberto Pavan | Politecnico di Milano, coordinatore Uni 11337.

La prima parte della Uni 11337 risale ormai a quasi 10 anni fa (2007-2009, prima pubblicazione). Da allora si sono succedute le Pas 1192 britanniche (2013-2; 2014-3), la direttiva appalti comunitaria (2014), il codice dei contratti nazionale (2016), che hanno nel tempo consolidato l’inevitabile passaggio al digitale nel mondo Aec; attraverso un acronimo (metodo e strumento) ormai divenuto di uso corrente: “Bim”, Building Information model/modeling/management (modello, strumento; modellazione, attività; gestione, metodo).

Nel 2017 si è completata un’importante seconda fase della norma italiana, la sua strutturazione ai fini applicativi per l’uso operativo nel mercato privato e pubblico (si veda l’allegato I alla parte 4, Lod per gli appalti pubblici).

Nel 2015 è stata pubblicata la parte 3 della norma italiana sulla scheda digitale dei prodotti da costruzione, cui appunto, nel 2017, sono state affiancate la riscrittura della vecchia parte 1 (modelli, elaborati, oggetti) e l’introduzione delle nuove parti 4 (Lod e attributi oggetti), 5 (gestione di modelli ed elaborati), e 6 (Capitolato Informativo)[1]. Sul finire del 2018 si aggiungerà la nuova parte 7 sui ruoli del Bim (gestore, coordinatore, modellatore delle informazioni).

Oggi, al tavolo normativo (75 stakeholder pubblici e privati in rappresentanza dell’intero settore delle costruzioni: imprese, Pa, progettisti, produttori di componenti, fornitori di servizi, ecc.) si stanno scrivendo le nuove parti: 2 (classificazione e nuove classi di oggetti), 8 (flussi informativi nel processo delle costruzioni – applicazione Iso 19650 parte 2), 9 (fascicolo digitale dell’ambiente costruito), 10 (gestione digitale degli atti amministrativi).

Grazie al tavolo Uni l’Italia interviene attivamente al dibattito mondiale sul Bim, partecipando di diritto[2] ai gruppi di lavoro comunitari Cen (TC442), dove presiede il tavolo sui futuri Lod europei (Marzia Bolpagni, delegata Uni), e internazionali Iso (TC59/SC13), dove ha contribuito alla scrittura della Iso/En/Uni 19650-1-2:2018, Information Management (di prossima pubblicazione). Iso 19650 di cui la Uni 11337, italiana, e le Pas 1192, inglesi, costituiranno i primi (e al momento gli unici) allegati applicativi nazionali all’impianto normativo internazionale di indirizzo generale.

Un importante riconoscimento del prezioso lavoro fatto dall’Uni e da tutti soggetti che in questi anni hanno contribuito ai lavori della norma italiana nell’interesse del mercato e di tutti i suoi operatori, pubblici e privati (contro l’interesse particolare dei singoli).

La diffusione degli standard come la Iso 19650 e i suoi allegati nazionali (Uni e Pas) consentirà di limitare il proliferare di Linee Guida proprietarie, che rappresentano un pericoloso incremento di costi e di barriere al libero mercato, come ricordato anche nel Manuale dell’Eu-Bim Task Group[3] delle grandi stazioni appaltanti comunitarie.

Altro importante riconoscimento ai lavori della Uni è recentemente arrivato dalla prima bozza della futura scheda digitale europea (Bim) dei prodotti da costruzione (Cen, Afnor, 2018), che ripropone l’impianto della Uni 11337 parte 3 del 2015, già basato sui requisiti essenziali di cui all’allegato Za della direttiva prodotti comunitaria.

Il tempo e l’evoluzione delle normative internazionali sta confermando molte delle scelte prese dal tavolo Uni, a partire dal 2007, per strutturare e favorire la diffusione della digitalizzazione anche nel settore delle costruzioni.

Il tavolo Uni si conferma oggi l’unico luogo veramente interdisciplinare dove ogni soggetto, pubblico e privato, può liberamente portare e condividere la propria esperienza-conoscenza e le proprie esigenze al servizio di tutti, in favore del settore e della sua trasparenza (unico vero argine agli interessi dei singoli consulenti e delle singole interpretazioni – e ”traduzioni” – del Bim).

Col 2019 si apriranno i lavori di allineamento dell’intero impianto della Uni 11337 alla Iso 19650 (come in Uk si sta facendo per le Pas 1192[4]) e verranno definiti i contributi italiani alla futura norma europea del Cen. Ogni stakeholder interessato è invitato a intervenire e collaborare con il tavolo nazionale per migliorare e incentivare l’uso del Bim nel settore.

di Alberto Pavan
Politecnico di Milano, coordinatore Uni 11337

[1] La parte 6, di esemplificazione del Capitolato Informativo, è stata ultimata nel 2017 e pubblicata all’inizio del 2018

[2] L’UNI, ente italiano di normazione, è l’unico soggetto nazionale autorizzato a prendere parte ai lavori normativi di standardizzazione, internazionali e comunitari, ISO e CEN

[3] EU-BIM Task group  «…Senza una definizione standard di dati e processi, la catena di approvvigionamento e il committente ricreeranno una serie diversa di approcci proprietari [Linee Guida proprietarie] che potenzialmente aggiungeranno un onere, in termini di costi, a ciascun intervento…» (per. 3.1.3, pag.48)

[4] Le 1192-2-3, come allegati alla ISO 19650, dovranno probabilmente passare da specifica tecnica (PAS), gratuitamente distribuita, a vera e propria norma (BS -British Standard), con obbligo di distribuzione a pagamento. Le nome, italiane e internazionali – e quindi anche le BS – sono soggette a riconoscimento del diritto d’autore e non posso pertanto essere divulgate gratuitamente, a meno di casi eccezionali.

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