Unicmi. Involucro, un settore in transizione

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Dopo la frenata del 2024, il settore delle costruzioni mostra nel 2025 segnali di stabilizzazione, ma con profonde trasformazioni interne. Il residenziale rallenta, mentre non residenziale e infrastrutture diventano i nuovi motori di crescita nel biennio successivo. E il comparto dei serramenti riflette le trasformazioni del settore. Questo emerge dal Rapporto 2026 dell’Ufficio Studi Unicmi

(Ai-genarated image)

l comparto dell’involucro edilizio italiano si muove lungo una traiettoria di progressivo riequilibrio, con dinamiche sempre più divergenti tra residenziale e non residenziale.
È quanto emerge dal Rapporto 2026 dell’Ufficio Studi Unicmi, che analizza l’andamento del mercato dei serramenti e delle facciate continue nel 2025 e delinea le prospettive per il biennio successivo.

Il settore delle costruzioni archivia il 2025 con un moderato segnale positivo, dopo la brusca inversione di tendenza registrata l’anno precedente. Gli investimenti complessivi crescono dell’1,9% in termini nominali, segnando però la fine di una fase espansiva fortemente sostenuta dagli incentivi fiscali. Il quadro che emerge è quello di un comparto in transizione, dove il ridimensionamento del residenziale lascia spazio a nuove dinamiche di sviluppo.

Il valore complessivo degli investimenti raggiunge i 231 miliardi di euro. Di questi, la quota maggiore resta appannaggio del segmento residenziale, con circa 110 miliardi, mentre il non residenziale si attesta intorno agli 80 miliardi e le infrastrutture a circa 40 miliardi. Tuttavia, dietro questa apparente stabilità si nasconde un cambiamento strutturale: il contributo del residenziale appare sempre più limitato, soprattutto nel comparto del rinnovo.

Il peso degli incentivi e la svolta del mercato

La rimodulazione degli incentivi fiscali ha inciso in maniera evidente sulla dinamica del settore. Il 2025 segna infatti un ridimensionamento significativo della spinta proveniente dalle agevolazioni, con effetti diretti sul comparto residenziale. Nonostante ciò, il mercato immobiliare mostra segnali di vitalità: le compravendite crescono del 6,5% nel residenziale e del 7,5% nel non residenziale.

Un indicatore chiave per comprendere l’evoluzione futura è rappresentato dai permessi a costruire. Dopo una sostanziale stabilità nel 2024, i primi tre trimestri del 2025 registrano una flessione dell’8,8% per le nuove abitazioni e dello 0,6% nel non residenziale. Si tratta di dati che ridimensionano le prospettive di crescita, soprattutto per il mercato delle nuove costruzioni residenziali.

Parallelamente, l’indice della produzione mantiene una tendenza positiva nel lungo periodo, pur mostrando una lieve contrazione a partire da ottobre 2025. Sul fronte dei prezzi, il mercato B2B evidenzia un progressivo riallineamento ai livelli pre-2020, con una crescita lineare nel 2025 e un rimbalzo nei primi mesi del 2026.

Serramenti. I nuovi equilibri

Il comparto dei serramenti riflette in pieno le trasformazioni del settore. Il 2025 si chiude con una contrazione della domanda pari a -1,2%, proseguendo il trend negativo avviato nel 2024. Il segmento residenziale supera i 5 miliardi di euro, mentre quello non residenziale si attesta a 3,3 miliardi.

Il mercato resta fortemente legato al rinnovo: nel 2025 sono state assorbite 4,6 milioni di finestre contro appena 0,9 milioni nel nuovo. Tuttavia, le prospettive indicano una graduale riduzione del rinnovo e una sostanziale stabilità del nuovo.

Dal punto di vista dei materiali, il Pvc mantiene la leadership con il 42% del mercato, ma perde terreno a favore dell’alluminio e del legno. Quest’ultimo cresce leggermente, mentre l’alluminio rafforza la propria posizione, arrivando al 37%. Le previsioni indicano un ulteriore riequilibrio entro il 2027, con una contrazione del Pvc e una crescita dell’alluminio.

Determinante è stato il calo degli incentivi fiscali: la domanda generata dalle agevolazioni passa da 3,45 miliardi nel 2024 a circa 1,6 miliardi nel 2025. Un ridimensionamento che colpisce soprattutto il Pvc e che si riflette anche nel crollo delle importazioni, scese drasticamente nello stesso periodo.

Prospettive tra crescita e criticità

Nel biennio 2026-2027 il settore dovrebbe tornare a una crescita moderata, con incrementi del 3,1% e del 3,4%. A trainare saranno principalmente il comparto non residenziale e le infrastrutture, mentre il contributo del residenziale resterà limitato.

Il mercato dei serramenti metallici conferma un andamento positivo, raggiungendo i 2,7 miliardi di euro nel 2025 e proseguendo la crescita negli anni successivi. Anche le facciate continue mostrano segnali incoraggianti, con valori destinati a superare il miliardo entro il 2027.

Dal lato della domanda, i privati rappresentano ancora la principale categoria di clienti, seguiti dalle imprese. Il rinnovo continua a incidere in maniera significativa, coprendo quasi la metà delle vendite complessive.

Tuttavia, non mancano le criticità. Le attese delle imprese indicano una leggera contrazione del portafoglio ordini nel comparto finestre, accompagnata da una pressione sui prezzi. Le facciate continue mostrano invece una maggiore stabilità, sostenute da un portafoglio progetti ancora dinamico.

Sul fronte economico, le performance restano positive ma in lieve rallentamento. I margini, pur elevati, mostrano segnali di compressione, mentre la redditività del capitale investito evidenzia un calo, soprattutto nel segmento del legno.

A pesare sul futuro del settore sono anche fattori esterni, come l’inflazione importata legata ai costi energetici. In un contesto macroeconomico e geopolitico incerto, le previsioni restano, naturalmente, esposte a possibili revisioni.

Il quadro complessivo è, comunque, quello di un settore che, pur mantenendo una base solida, sta ridefinendo i propri equilibri. La crescita non scompare, ma cambia forma: meno legata agli incentivi e sempre più dipendente da investimenti strutturali e domanda qualificata.

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