Veluxlab, quindici anni di ricerca tra università e industria

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Veluxlab festeggia 15 anni e rinnova per altri cinque la collaborazione tra Velux e Politecnico di Milano. Ricerca, formazione e sostenibilità edilizia restano al centro del laboratorio, celebrato con un’opera di Guido Scarabottolo e una lectio di Mario Cucinella

(foto Veluxlab)

Veluxlab, il laboratorio nato dalla collaborazione tra Velux e Politecnico di Milano, celebra 15 anni di attività e rinnova l’accordo per altri cinque. Ricerca, sperimentazione e formazione sulla sostenibilità edilizia restano al centro del progetto, festeggiato con un’opera permanente di Guido Scarabottolo e una lectio magistralis di Mario Cucinella.

(foto Veluxlab)

Nel 2011, all’interno del Campus Bovisa del Politecnico di Milano, prendeva forma Veluxlab, un progetto pensato per avvicinare il mondo accademico a quello dell’industria delle costruzioni attraverso la ricerca applicata e la sperimentazione. Quindici anni dopo, la collaborazione prosegue con il rinnovo dell’accordo tra Veluxe l’Ateneo milanese per altri cinque anni, confermando l’impegno comune nello sviluppo di conoscenze e soluzioni per un’edilizia più sostenibile.

Il laboratorio è stato il primo edificio italiano Nearly Zero Energy realizzato all’interno di un campus universitario e la prima Active House certificata con label as-built in Italia. Due primati che ne hanno caratterizzato l’identità fin dalla nascita, anticipando temi oggi centrali nella progettazione: prestazioni energetiche, qualità degli ambienti interni, uso della luce naturale e integrazione delle tecnologie.

Ricerca e formazione, un patrimonio condiviso

Per Emilio Faroldi, Prorettore Vicario e Delegato della Rettrice allo Sviluppo e alla valorizzazione degli spazi del Politecnico di Milano, Veluxlab rappresenta una risorsa culturale, sociale e imprenditoriale, capace di mettere in relazione didattica, ricerca e trasferimento delle conoscenze.

(foto Veluxlab)

Un’esperienza che ha permesso di costruire un patrimonio condiviso dall’Ateneo, dalla comunità politecnica e dagli operatori del settore.

«Nei suoi 15 anni di attività, il Laboratorio ha saputo interpretare con sensibilità e lungimiranza le profonde trasformazioni del mondo della produzione edilizia, offrendo uno spazio nel quale ricerca, innovazione e formazione potessero incontrarsi e alimentarsi reciprocamente» Emilio Faroldi, Prorettore Vicario Politecnico di Milano

Anche per Marco Soravia, Amministratore Delegato di Velux Italia, il valore del progetto risiede nella capacità di anticipare temi oggi centrali per l’architettura.

«Quindici anni sono volati, e guardando oggi a Veluxlab colpisce soprattutto la lungimiranza dell’idea che lo ha fatto nascere. Allora alcune delle soluzioni e dei temi affrontati potevano sembrare quasi visionari; oggi la luce naturale, l’efficienza energetica, le alte prestazioni degli edifici e l’integrazione delle nuove tecnologie sono diventati elementi centrali dell’architettura contemporanea». Marco Soravia, Amministratore Delegato di Velux Italia

Il laboratorio ha continuato a evolversi, mantenendo vivo il confronto tra università, imprese e nuove generazioni di progettisti e ricercatori.

Alla direzione di Veluxlab c’è fin dall’inizio il professor Marco Imperadori, che ha sottolineato soprattutto il contributo delle persone coinvolte nel progetto. Nel corso degli anni, il laboratorio ha accolto ricercatori, tesisti e dottorandi provenienti da tutto il mondo, molti dei quali hanno successivamente intrapreso carriere in prestigiose università, continuando a collaborare con la struttura.

«Il merito è che il nostro è uno spazio vivo e attivo, in continua evoluzione grazie a esperimenti interni ed esterni di ogni tipo, sempre rivolti all’innovazione. Ringrazio chi ha sempre creduto in questa sinergia tra mondo accademico e industria delle costruzioni, perché la crescita scientifica è evidente quando si instaurano relazioni virtuose e indipendenti come quelle di Veluxlab» Marco Imperadori

(foto Veluxlab)

La dimensione internazionale è oggi uno degli elementi distintivi del progetto. Tra le partnership attive figurano quelle con Tokyo University, Kyoto University, Keio University, Supsi Lugano, Rwth Aachen University, Stanford University, Harbin Institute of Technology, Shenzhen University e University of Sydney, oltre a diversi atenei italiani e a Buro Happold Saudi Arabia.

La formazione mantiene un ruolo centrale, con cinque corsi e workshop di architettura e ingegneria edile che coinvolgono gruppi composti da 25 a 80 studenti. Tra le iniziative previste rientra anche il Building Workshop di Renzo Piano, occasione di confronto diretto con i temi della progettazione e della sperimentazione architettonica.

Un’opera permanente per celebrare l’anniversario

Le celebrazioni per i quindici anni hanno coinvolto anche il linguaggio dell’arte. Guido Scarabottolo, illustratore e grafico tra i più influenti del panorama italiano, ha realizzato un’opera permanente su una parete del laboratorio. Il suo segno essenziale e poetico interpreta il rapporto tra architettura ed elementi naturali, introducendo una nuova componente visiva nello spazio dedicato alla ricerca.

(foto Veluxlab)

Per la realizzazione è stata utilizzata la linea di pitture Dryonic, fornita da Sto Italia, filiale italiana del Gruppo Sto. La tecnologia, ispirata a principi osservabili in natura, favorisce il rapido smaltimento dell’umidità superficiale e contribuisce a mantenere più pulite le facciate nel tempo. Il Gruppo Sto, attivo da oltre settant’anni, sviluppa soluzioni per le superfici esterne degli edifici, dai sistemi di isolamento termico alle finiture di design, con un patrimonio di oltre 200 brevetti.

Mario Cucinella e la luce come materiale di progetto

Il programma dell’anniversario si è completato nell’Aula Magna del Politecnico con la lectio magistralis Lightness dell’architetto Mario Cucinella, fondatore e Direttore Creativo di Mca  – Mario Cucinella Architects e di Sos – School of Sustainability.

(foto Veluxlab)

Al centro dell’intervento, la luce intesa non come semplice elemento decorativo, ma come materiale attraverso cui modellare lo spazio e costruire un rapporto più equilibrato tra architettura e natura. «La luce non è un semplice elemento decorativo o accessorio, ma un vero e proprio materiale con cui modellare lo spazio», è il concetto al centro della riflessione di Cucinella, che ha invitato a ripensare la progettazione in armonia con i fenomeni naturali.

L’architetto ha inoltre messo in discussione la ricerca di condizioni ambientali costanti perseguita dall’architettura nell’ultimo secolo. La natura adattiva dell’essere umano richiede variabilità: il passaggio delle nuvole, il movimento delle ombre e le trasformazioni della luce solare nel corso della giornata sono componenti dell’esperienza dello spazio, non imperfezioni da eliminare.

(foto Veluxlab)

Il quindicesimo anniversario di Veluxlab diventa così l’occasione per rilanciare una collaborazione nella quale edificio, ricerca e formazione costituiscono parti di un unico percorso. Il rinnovo quinquennale dell’accordo apre una nuova fase per il laboratorio, chiamato a proseguire la sperimentazione sulle prestazioni degli edifici e sulla qualità degli ambienti, mantenendo attivo il dialogo tra università, imprese e nuove generazioni di progettisti.

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