Milano prosegue il suo percorso di trasformazione verso un modello di metropoli resiliente e sostenibile. Nel cuore della città, il progetto di rigenerazione dell’area dismessa di via Gregorovius sta dando vita alla nuova Cittadella degli Archivi.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Milano con la supervisione tecnica di MM spa, fonde il recupero del patrimonio storico con tecnologie di automazione documentale d’eccellenza, come l’innovativo archivio meccanizzato.
In questo contesto, la gestione delle acque piovane emerge come pilastro fondamentale per garantire la sicurezza idraulica e la sostenibilità a lungo termine dell’intervento.
Un’architettura funzionale tra conservazione e innovazione
Il progetto si distingue per un approccio “box in the box”, che prevede l’inserimento di strutture indipendenti all’interno delle campate residue del capannone originale, preservando l’involucro storico per ospitare uffici e servizi.
L’estetica, caratterizzata da finiture in corten, si sposa con interventi di riqualificazione sociale, tra cui la conservazione dei murales esistenti sulla recinzione.
Tuttavia, la vera sfida tecnica risiede nell’adeguamento dell’area alle nuove esigenze ambientali e urbanistiche, dove il controllo del deflusso meteorico gioca un ruolo cruciale per la protezione del quartiere.


Il sistema AquaCell 400 per la sicurezza idraulica
Per mitigare il rischio di deflussi superficiali causati dalla nuova urbanizzazione, l’impresa Locatelli Lavori Stradali ha implementato una soluzione avanzata per la gestione delle acque piovane.
La scelta è ricaduta sul sistema modulare Wavin AquaCell 400, utilizzato per realizzare ampi bacini di tenuta su tre lati del fabbricato principale per una superficie di circa 3.000 mq.
Composto al 100% da materiali riciclati e riciclabili, il sistema AquaCell 400 si distingue per:
- Modularità e resistenza: capacità di sostenere carichi da traffico pesante (SLW60) nonostante la leggerezza dei moduli.
- Adattabilità: configurazioni versatili per rispondere ai vincoli progettuali in ambiti industriali e urbani complessi.
- Efficienza ecologica: una struttura solida che permette l’infiltrazione, la laminazione o il riuso delle acque captate.


L’impatto operativo e la prevenzione delle inondazioni
L’installazione ha previsto l’impiego di 2.463 moduli, creando bacini che coprono circa l’80% del perimetro stradale circostante l’archivio.
Questa infrastruttura invisibile agisce come un “polmone idraulico”: in caso di eventi meteorici intensi, il sistema accumula l’acqua in eccesso per poi immetterla gradualmente nella rete fognaria comunale con una portata controllata, evitando sovraccarichi critici che potrebbero mettere in crisi i sistemi di fognatura tradizionali.

«I bacini di tenuta sono stati predisposti su circa l’80% dei tre lati della sede stradale che circonda il fabbricato principale dell’archivio meccanizzato, con l’obiettivo di evitare che gli eventi meteorici sempre più intensi e frequenti possano gravare in maniera eccessiva sulla linea fognaria. Una volta che all’interno del sistema viene raggiunto il massimo riempimento di tutte le vasche, l’acqua raccolta viene immessa nella rete fognaria comunale con una portata di 6 l/s. Pur utilizzando le soluzioni di Wavin per la gestione delle acque meteoriche da molti anni e apprezzandone le peculiarità in termini di elevata qualità del prodotto e rapidità di installazione, per noi è stata la prima volta in cui abbiamo realizzato delle vasche a tenuta non disperdenti. È stato pertanto necessario aggiungere al classico geotessuto di protezione adiacente a ogni singola vasca anche una geomembrana impermeabile, oltre a un secondo geotessuto per proteggere il telo». Ha dichiarato il geometra Luca Locatelli, Direttore del Cantiere dell’impresa Locatelli Lavori Stradali.



