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Filippo Oriana nuovo presidente nazionale di Aspesi

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Succede a Franco Minardi De Michetti che ha condotto per tre anni l’associazione. Antonio Campagnoli è vicepresidente nazionale.

Si è tenuta l’assemblea ordinaria dei soci di Aspesi (associazione tra società di promozione e sviluppo immobiliare), che ha eletto nuovo presidente nazionale l’avv. Federico Filippo Oriana, approvandone il programma proposto. L’assemblea ha inoltre designato l’avv. Antonio Campagnoli, presidente di Fiabci Italia, a vicepresidente nazionale, confermando gli altri vicepresidenti in carica e Oriana nella posizione di amministratore delegato – ceo dell’associazione.

Da sinistra: Achille Colombo Clerici e Federico Filippo Oriana
Da sinistra: Achille Colombo Clerici e Federico Filippo Oriana

Nella relazione il presidente nazionale uscente Franco Minardi De Michetti ha sintetizzato l’attività svolta da Aspesi in un contesto particolarmente difficile, che così si può riassumere: la crisi è terminata, la ripresa è attesa.

Gualtiero Tamburini, presidente di Federimmobiliare, ha puntato il dito contro il caos e l’eccesso di tassazione immobiliare, causa importante della crisi del settore, conseguenza dell’errata convinzione, partita dal governo Monti, che la casa godesse, nel contesto europeo, di una situazione di «privilegio» fiscale.
Sulla stessa linea, ma inserendo la denuncia nel più ampio quadro del rapporto economia immobiliare-economia del Paese, l’intervento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: «Da tempo diciamo, accompagnati da Confindustria, da Abi e da autorevoli economisti, che ai fini della crescita economica, necessaria alla ripresa del Paese, occorre il rilancio dell’edilizia in quanto in grado di trascinare molti altri comparti economici e produttivi. Rilancio che si ottiene soprattutto con il sostegno al mercato immobiliare e all’investimento in immobili del risparmio delle famiglie. Se non si procede ad una defiscalizzazione generale, che rigeneri la fiducia e riavvii la ripresa degli investimenti in edilizia da parte dei milioni di risparmiatori italiani, e se non si imbriglia la riforma del Catasto, che spaventa (perché basata sul principio: prima pagate, poi verificheremo se è equo), non si darà slancio alla ripresa dell’edilizia né, tanto meno, si uscirà dalla recessione».

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