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Via libera al Piano di ripresa e resilienza italiano: prefinanziamento per 23 miliardi di euro

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Ieri, l’Italia ha ottenuto, insieme ad altri 11 Stati membri il via libera da parte del Consiglio UE per il proprio Piano di ripresa e resilienza. Grazie a questa decisione potrà concludere convenzioni di sovvenzione e accordi di prestito per ottenere un prefinanziamento di circa 23 miliardi di euro, pari al 13 % dell’importo totale. Il 48% delle risorse stanziate nel Pnrr secondo le stime dell’Ance, saranno investite nel settore in infrastrutture di mobilità, case popolari, rigenerazione urbana, dissesto idrogeologico, scuole, ospedali, patrimonio artistico-culturale ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio.

Ieri, l’Italia ha ottenuto, insieme ad altri 11 Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna), il via libera da parte del Consiglio UE per il proprio Piano di ripresa e resilienza. Grazie a questa decisione potrà concludere convenzioni di sovvenzione e accordi di prestito per ottenere un prefinanziamento di circa 23 miliardi di euro, pari al 13 % dell’importo totale.

I fondi saranno utilizzati sulla base del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per il rilancio dell’economia e la ripresa dalla crisi causata dalla pandemia da Covid-19, facendo leva in particolare sul settore delle costruzioni.

Il 48% delle risorse stanziate nel PNRR, infatti, secondo le stime dell’Ance, saranno investite proprio nel settore in infrastrutture di mobilità, case popolari, rigenerazione urbana, dissesto idrogeologico, scuole, ospedali, patrimonio artistico-culturale ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio.

Le decisioni adottate in sede di Consiglio Ecofin su quasi la metà dei piani nazionali rappresentano un importante passo avanti nella ripresa economica europea, poiché consentono agli Stati membri di concludere le prime convenzioni di finanziamento e sbloccare i versamenti dei prefinanziamenti.

Con il sostegno dell’Ue, gli Stati membri possono avviare le riforme e gli investimenti necessari per la ripresa, il rafforzamento e la trasformazione delle nostre economie. Le decisioni adottate dal Consiglio consentiranno agli Stati membri di utilizzare i fondi non solo per uscire dalla crisi Covid-19, ma anche per creare un’Europa resiliente, più verde e più digitale, innovativa e competitiva per le prossime generazioni dell’UE.

Prossime tappe

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza rappresenta la componente centrale di Next Generation EU, il pacchetto per la ripresa volto a rilanciare l’economia dell’UE dopo la pandemia di Covid-19, affrontando al tempo stesso le principali sfide del nostro tempo, come la transizione climatica e la trasformazione digitale. Per ricevere il sostegno previsto dal dispositivo gli Stati membri devono presentare i loro piani per la ripresa e la resilienza alla Commissione, che in seguito li valuta rispetto alle raccomandazioni specifiche per paese e ai sei pilastri del dispositivo.

Una volta ricevuto un piano nazionale e a meno che non venga concordato un rinvio con lo Stato membro interessato, la Commissione dispone di due mesi per valutare il piano e per proporre una decisione di esecuzione del Consiglio relativa alla sua approvazione. Di norma il Consiglio esamina successivamente la proposta entro un termine di quattro settimane. Dopo l’adozione della proposta di decisione lo Stato membro può concludere convenzioni di finanziamento bilaterali con la Commissione e ricevere il prefinanziamento concordato entro due mesi.

Ulteriori esborsi a titolo del dispositivo si baseranno su una positiva valutazione dell’attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, tenendo conto del conseguimento dei traguardi e degli obiettivi del piano nazionale.

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