La filiera delle costruzioni si conferma uno dei pilastri dell’economia italiana. Negli ultimi cinque anni ha generato oltre 350.000 nuovi posti di lavoro, contribuendo per circa il 20% alla crescita occupazionale complessiva del Paese. Oggi il comparto conta 3,3 milioni di addetti, un dato che restituisce la dimensione e la centralità del settore.
A delineare questo scenario è Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni, intervenuto a Bologna in occasione della presentazione del Saie 2026 alla quale hanno partecipato, in qualità di relatori Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni, Stefano Betti, Presidente Ance Emilia Area Centro; Rosa Grimaldi, Vice presidente BolognaFiere Group; Ivo Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf e Tommaso Sironi, Project Manager Saie.

Il presidente di Ferraloro ha anticipato alcuni contenuti del Rapporto 2025, attualmente in fase di elaborazione, sottolineando il peso strategico del comparto: «Federcostruzioni consolida la collaborazione con Senaf e il Saie e presenterà a ottobre la nuova edizione del Rapporto sulla filiera delle costruzioni che fotografa la situazione dell’economia delle costruzioni, che è parte fondamentale dell’economia del Paese, rappresentando oltre un quarto del Pil nazionale».
Dopo una lieve flessione registrata nel 2025 (-1,1%), le prospettive tornano positive. Per il 2026 si prevede infatti un aumento degli investimenti pari al 5,6%, segnale di una ripresa che poggia su basi solide e su una domanda ancora sostenuta, soprattutto sul fronte delle opere pubbliche.
Il Pnrr spinge, ma il settore guarda già avanti
Il ciclo espansivo degli ultimi anni è stato sostenuto in larga parte dal Pnrr, che continua a rappresentare il principale motore del comparto. Sono circa 16.000 i cantieri attualmente aperti, e due terzi risultano già avviati verso la conclusione.
Il 2025 ha evidenziato però anche alcuni segnali di riequilibrio: il calo dell’edilizia residenziale (-15,6%) è stato compensato dalla forte crescita delle opere legate al Pnrr (+21%). Un cambio di passo che riflette la trasformazione in atto nella filiera.
A richiamare l’attenzione su questa fase delicata è Stefano Betti, Presidente Ance Emilia Area Centro, che ha descritto il momento come un passaggio cruciale: «Siamo a marzo 2026 ed è innegabile che il settore delle costruzioni si trovi di fronte a quello che l’Ance definisce un bivio strutturale: il progressivo azzeramento dei bonus edilizi e la corsa contro il tempo per chiudere i cantieri Pnrr».
Betti, nel suo intervento, ha ribadito la necessità di una strategia di lungo periodo, indicando alcune priorità per il settore: «Con il Pnrr che entra nel suo “ultimo miglio”, le linee di azione diventano priorità assolute: un Piano casa strutturale con orizzonte 2032, la stabilità normativa per la direttiva europea sulle case green, una nuova legge sulla rigenerazione urbana e un nuovo Testo unico delle costruzioni».
Non manca poi il riferimento alle criticità territoriali: «In Emilia-Romagna si aggiunge il tema del dissesto idrogeologico: i fondi non devono servire solo a riparare, ma a ridisegnare la sicurezza idraulica del territorio». E sul fronte sociale ed economico aggiunge: «Le imprese cercano personale, ma i lavoratori non trovano casa. È necessario sbloccare aree dismesse per alloggi accessibili. Qui il partenariato pubblico-privato può giocare un ruolo cruciale».
Le risorse oltre il Piano e il ruolo del partenariato
Guardando oltre la scadenza del Pnrr, il settore può contare su una dotazione significativa: circa 120 miliardi di euro tra fondi europei e nazionali disponibili fino al 2033. Una base finanziaria che, secondo gli operatori, può garantire continuità alla crescita e consolidare i risultati raggiunti.
In questo contesto, il partenariato pubblico-privato si afferma come leva strategica. I dati lo confermano: nel 2024 sono stati aggiudicati 62 progetti per un valore complessivo di circa 11 miliardi di euro, portando a 29,5 miliardi il totale degli affidamenti monitorati. Tra il 2018 e il 2024, queste procedure hanno rappresentato circa il 10% delle gare per investimenti, con una media annua di 15 miliardi.
Una tendenza destinata a rafforzarsi, anche alla luce delle nuove esigenze infrastrutturali e della necessità di modelli di investimento più flessibili ed efficienti.
Saie 2026, piattaforma di confronto per il settore

Il futuro della filiera sarà al centro del SAIE 2026, in programma dal 7 al 10 ottobre presso BolognaFiere. Un appuntamento che si conferma punto di riferimento per imprese, professionisti e istituzioni.
A sottolinearne il ruolo è Ivo Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf, società organizzatrice di Saie: «La filiera delle costruzioni è chiamata oggi a una sfida di maturità: costruire il proprio futuro oltre la stagione del Pnrr, investendo su competenze, innovazione e nuovi modelli di collaborazione tra pubblico e privato. I numeri ci dicono che le basi sono solide, ma è adesso che si decidono le traiettorie dei prossimi anni».
Nardella ha poi evidenziato la missione della manifestazione: «Saie torna a Bologna con questa consapevolezza: essere il luogo dove imprese, professionisti e istituzioni si confrontano sulle soluzioni più concrete per accompagnare la trasformazione del settore».
Sulla stessa linea Rosa Grimaldi, Vice presidente BolognaFiere Group che ha ribadito il valore strategico dell’evento: «Saie rappresenta una piattaforma strategica per il confronto e lo sviluppo della filiera delle costruzioni, un settore decisivo per la crescita industriale e occupazionale del Paese». E ha aggiunto: «In una fase di transizione che porterà il comparto oltre il ciclo del Pnrr, diventa ancora più importante disporre di piattaforme di confronto in cui condividere visione, innovazione e nuove opportunità di investimento».
Un format evoluto tra innovazione e sostenibilità
Dopo il successo dell’edizione 2025 a Bari, Saie torna a Bologna con un format espositivo evoluto, articolato in quattro settori – progettazione, edilizia, impianti e servizi – e quattro percorsi tematici dedicati a sostenibilità, infrastrutture, persone e innovazione.
A presentare le novità è stato anche Tommaso Sironi, Project Manager Saie, che ha illustrato l’impianto della manifestazione e il programma di avvicinamento con i Saie Lab, i laboratori itineranti che toccheranno diverse città italiane nei mesi precedenti alla fiera.
L’obiettivo è chiaro: creare un ecosistema capace di accompagnare la trasformazione del settore, valorizzando competenze, tecnologie e modelli collaborativi.
Il messaggio che arriva da Bologna è netto. La stagione del Pnrr rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. E la filiera delle costruzioni, forte dei risultati raggiunti, si prepara ad affrontare una nuova fase di sviluppo.
Scarica qui la brocure di Saie la Fiera delle Costruzioni, progettazione, edilizia, impianti che avrà luogo a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2026



