Imprese e associazioni di costruttori hanno lanciato segnali sempre più allarmanti sul fronte dei costi delle materie prime. Secondo Cna Costruzioni, si segnalano aumenti fino al 20% per acciaio, bitume e membrane bituminose, in parte legati alle recenti tensioni nel Golfo e nei mercati internazionali che hanno inciso sui prezzi delle materie prime e dei trasporti. Questi rialzi si inseriscono in un quadro già caratterizzato da volatilità dei listini e incertezza nelle forniture.
Parallelamente, associazioni come Ance in diverse province confermano segnalazioni di aumenti «ingiustificati» nei prezzi di prodotti chiave per l’edilizia, con impatti anche sui costi di trasporto e logistica. Le imprese denunciano difficoltà nella programmazione contrattuale e nella sostenibilità economica delle commesse in corso.
Tensioni geopolitiche e filiera in difficoltà
La causa di questa nuova pressione sui prezzi non è solo interna: il conflitto in alcune aree strategiche ha aumentato i costi dell’energia e delle materie prime a livello globale, con ricadute sulla filiera delle costruzioni. Aumenti non limitati ai carburanti ma estesi a materiali come acciaio e bitume pesano sulla competitività delle imprese.
Questa dinamica si somma ad altri fattori strutturali, come l’indice dei costi di costruzione in crescita e l’incertezza su tempi e costi di approvvigionamento, creando terreno fertile per aumenti delle quotazioni e richieste di adeguamenti contrattuali.
Il Pnrr nella morsa dei prezzi
Un fronte particolarmente sensibile è quello dei cantieri legati al Pnrr. Molte opere pubbliche finanziate dal Piano hanno contratti stipulati con prezzari ormai non più aderenti alla realtà del mercato: l’aumento dei costi rischia di far saltare gli equilibri economici originari dei contratti e di rallentare l’avanzamento dei lavori.
Secondo dati di analisi settoriali, oltre 300 cantieri del Pnrr possono essere esposti a difficoltà operative se non si interviene con strumenti di revisione prezzi e ristori adeguati, con possibili ritardi e ripercussioni sugli obiettivi complessivi del Piano.
Le richieste delle imprese
Per contrastare la spirale di rincari, le associazioni chiedono misure urgenti: monitoraggio continuo dei prezzi, aggiornamento dei prezzari regionali, e l’attivazione sistematica delle clausole di revisione prezzi nei contratti pubblici, così da tutelare l’equilibrio economico delle opere in corso e garantire la sostenibilità delle filiere.
Le imprese sottolineano che, senza adeguati strumenti di compensazione e senza un efficace coordinamento istituzionale, la costruzione e il completamento delle opere – soprattutto quelle del Pnrr – potrebbero subire serie battute d’arresto.



